Visita al SS. Rosario, botta e risposta Iorio-Sorbo
L’attacco del Governatore: “Questi signori del no parlano per slogan”. La replica: “Ha confermato la morte dell’ospedale”
Botta e risposta tra Michele Iorio e i consiglieri di opposizione al Comune di Venafro, in seguito alla recente visita del Presidente della Giunta Regionale all’Ospedale Santissimo Rosario. Dopo avere incontrato gli operatori sanitari, Iorio si era dichiarato soddisfatto per come procede la ristrutturazione finalizzata a colmare il deficit. “La ristrutturazione sanitaria messa in campo da qualche mese sta dando i frutti sperati – affermò nell’occasione – La filosofia che la sottende è stata compresa degli stessi operatori. Proprio gli operatori sanitari, infatti, si sono mostrati disponibili a voler lavorare e dare il proprio contributo fattivo per le attività del proprio ospedale”. Iorio dedicò, poi, un “pensiero” ai rappresentanti dell’opposizione al Comune di Isernia che lo contestarono, definendo la loro presenza l’unica nota stonata. “Hanno preferito la via della contestazione sempre e comunque per ogni cosa che modifichi lo status quo e avvii un serio programma di riforme –aggiunse il Governatore del Molise - Come accade molto spesso questi ‘signori del no’ parlano per slogan senza riuscire mai ad elaborare un posizione costruttiva che non abbia il sapore della pura demagogia. Continueremo nel nostro impegno certi come siamo di voler elevare il livello del Servizio Sanitario Regionale. Un percorso virtuoso questo, che intendiamo seguire contando anche e soprattutto sulla voglia degli operatori sanitari di tutto il Molise di dare il loro contributo diretto alla riforma, mostrando così di comprendere appieno che per attuare questo complesso processo occorre fare alcuni sacrifici. E’ possibile attuare pienamente la riforma – terminò Iorio- solo con la indispensabile partecipazione di tutti gli attori che quotidianamente lavorano nella sanità del Molise assicurando l’assistenza necessaria agli utenti e sforzandosi di offrire sempre maggiore qualità nel servizio”.


(La contestazione all’arrivo di Iorio, l’incontro con gli operatori sanitari dell’Ospedale di Venafro)
La risposta non si è fatta attendere. In una nota Antonio Sorbo, capogruppo di Città Nuova al Comune di Venafro, afferma: “Probabilmente a Iorio è dispiaciuto che gli abbiamo detto a muso duro: che ha praticamente confermato tutto quanto previsto negli atti già adottati che decretano la morte dell’ospedale di Venafro; che aveva detto una bugia quando ha sostenuto che il reparto di “Pronto Soccorso” (che c’era prima) e l’unità di “Primo Soccorso” (prevista adesso) sono la stessa cosa; che spacciare i 40 posti letto della RSA (una casa di riposo per anziani che occuperà una parte dell’attuale edificio del “Ss. Rosario”) come posti collegati all’attività ospedaliera è una truffa oltre che una colossale bugia; che deve dare conto dell’istituzione ad Isernia della “Stroke Unit”, di cui è responsabile il fratello; che deve spiegarci perché i 4 posti letto di chirurgia previsti a Venafro non vengono attivati mentre sono stati attivati 4 posti letto di chirurgia vascolare ad Isernia dove lavora il figlio; che deve dare conto dei costi e dell’utilità della Facoltà di Medicina istituita a Campobasso e della sua sua azione politica di questi ultimi dieci anni, grazie alla quale oggi le strutture private in Molise hanno un terzo del totale dei posti letto del sistema ospedaliero (450 su 1.370); che si è rimangiato anche gli impegni che lui stesso aveva assunto di istituire a Venafro un centro regionale per l’Alzheimer, di cui si sono perse le tracce; che il terzo ospedale che vuole costruire tra Isernia e Venafro è una follia e che provocherà la morte definitiva del “Ss. Rosario”; che i famosi rianimatori e anestesisti che dovevano arrivare a Venafro per potenziare il servizio non si sono mai visti e che oggi la terapia intensiva funziona “a richiesta” e quasi sempre con l’istituto della reperibilità, che la traumatologia di fatto non si può fare a Venafro, che esiste una disposizione che in sostanza impedisce che i politraumatizzati vengano portati e “trattati” al “Ss. Rosario”, che nessuno ha capito l’utilità della nomina ad assessore regionale alla sanità del dott. Passarelli, che l’ospedale sta cadendo a pezzi senza che vi siano stati gli interventi annunciati (non si sa che fine hanno fatto i 2 milioni e 800 mila euro stanziati da anni per interventi sulla struttura). Ci è rimasto male forse – prosegue Iorio – a sentir dire pubblicamente che il sistema sanitario da lui messo in piedi nell’ultimo decennio, tranne alcune eccellenze, è – secondo le statistiche di diversi istituti indipendenti ed altamente qualificati – tra i peggiori d’Italia. Definendoci i “signori del no” probabilmente Iorio dimostra di avere la memoria corta. Sono anni che il sottoscritto insieme a tanti altri dice “sì”: all’eliminazione degli sprechi e delle inutili consulenze affidate ai soliti noti, all’eliminazione dei doppi primariati creati sotto i governi Iorio (chirurgia generale a Campobasso, Ostetrica e ginecologia a Termoli e Larino) e dei “coordinatori territoriali delle zone sanitarie” (incarico da 120 mila euro l’anno che, leggendo i giornali di questi giorni, sembra che abbia la principale funzione di accreditare chi lo ricopre come candidato alle elezioni regionali), al ridimensionamento della elefantiaca struttura burocratica (che contava ben 31 unità operative complesse create spesso in questi anni per infilare negli uffici amici e galoppini elettorali), alla meritocrazia nella sanità contro ogni “parentopoli”. Se c’è uno che in questi dieci anni è stato il “signore del no” rispetto ad una reale riforma della sanità molisana questi è proprio Michele Iorio il quale, anche in una situazione in cui i tecnici ministeriali gli impongono di adottare misure per una gestione più sana e responsabile della sanità, continua a difendere gli sprechi, a ostacolare l’efficienza e l’efficacia della sanità molisana e – conclude Sorbo – a far pagare il prezzo di tutto ciò a migliaia di cittadini che vedono minato il loro sacrosanto diritto alla salute dovendo, tra l’altro, pagare più tasse di tutti gli italiani per coprire i “buchi” che Iorio ha prodotto”.

















