Il giallo del bussines Fs, Melogli grida al complotto
Il bando per vendere terreni ed edifici dello scalo ferroviario di Isernia non prevede la convenzione con il Comune. Il sindaco: “Oscure manovre”
Grida al complotto, ad oscure manovre, il sindaco di Isernia, Gabriele Melogli, in merito all’incredibile vicenda relativa al bando pubblicato dalle Ferrovie dello Stato per vendere una parte consistente dello scalo ferroviario del capoluogo pentro, ovvero sette corpi di fabbrica e una torre-serbatoio che occupano 17.013 metri quadrati, di cui 3.808 edificati per una volumetria complessiva di 24.000 metri cubi. Il prezzo base è di 2.800.000 euro e le offerte dovranno essere presentate entro le ore 12 del 18 aprile del 2011. Un grande affare, perché si tratta di venire in possesso di una fascia di terreno al centro della città, anche se, in base alle norme dettate dal Prg, è possibile intervenire solo dopo avere definito con il Comune un Piano particolareggiato. Sul tema da mesi nel Consiglio comunale di Isernia si è sviluppato un vasto dibattito che ha spaccato la maggioranza, mente l’opposizione si appresta a presentare un ricorso al Tar per chiedere di annullare la delibera approvata il 30 novembre 2010 dall’assise civica che autorizza il sindaco a stipulare una convenzione con le Ferrovie che sancisca il via libera all’edificazione di 18 mila metri cubi nell’area dello scalo in cambio di un terreno da trasformare a verde pubblico e della proprietà dell’officina della cultura, trasferendo al Comune il fitto attualmente pagato dalla Provincia. Ma soprattutto la convenzione approvata dal Consiglio comunale prevede un diritto di prelazione sull’acquisto delle aree in vendita, che l’amministrazione di palazzo San Francesco può esercitare entro 60 giorni dall’aggiudicazione della gara. Ovviamente per farlo dovrà sborsare almeno 2.800.000 euro, soldi che Melogli afferma di avere richiesto alla Regione ma che, in realtà, non verranno mai erogati. Nei giorni scorsi è emerso un vero e proprio colpo di scena. Infatti, nel bando delle Ferrovie, pubblicato il 16 dicembre 2010 sul quotidiano Il Sole 24 ore, non c’è traccia dell’accordo raggiunto con il Comune. Addirittura tra gli edifici ceduti c’è anche l’officina della cultura, per la quale la Provincia ha un diritto di prelazione in caso di vendita. Insomma, un grande pasticcio che assomiglia anche ad un grande giallo. Infatti, secondo ciò che afferma Melogli, la delibera relativa alla convenzione è stata inviata alle Ferrovie il 14 dicembre, cioè due settimane dopo l’approvazione da parte del Consiglio comunale. Sempre a dire di Melogli, la delibera è arrivata sulle scrivanie delle Ferrovie il 20 dicembre 2010, ovvero quattro giorni dopo la pubblicazione del bando. Per questa ragione, sempre a dire di Melogli, l’offerta di vendita non prevede i punti contenuti nell’accordo raggiunto con la convenzione, che, d’altronde, ancora non è firmata dalle parti. Ora, quindi, sono inevitabili alcuni interrogativi: perché il Comune ha atteso due settimane per inviare la delibera alle Ferrovie? Perché Melogli non ha immediatamente comunicato all’Amministratore delegato di Fs il via libera alla convenzione da parte del Consiglio Comunale? Perché le Ferrovie non hanno atteso l’ultimazione dell’iter amministrativo come, pare, avevano promesso? Perché Melogli ha atteso quasi un mese, dopo la pubblicazione del bando e le notizie apparse sulla stampa locale, per scrivere una lettera a “Sistemi Urbani – Gruppo Ferrovie dello Stato”, per esprimere il proprio disappunto? “L’immagine riportata sull’avviso di vendita e l’indicazione dell’area offerta appaiono chiaramente contrastanti con il contenuto della Convenzione approvata dal Consiglio Comunale di Isernia il 30 novembre scorso, rimessa a codesto Gruppo con nota del 14 dicembre e ricevuta in data 20 dicembre – afferma Melogli nella lettera – L’avviso, per come pubblicato, e la foto dell’area interessata, così come riprodotta sull’indicata pagina de Il Sole 24 Ore, possono trarre in inganno eventuali offerenti, anche perché risultano offerti in compravendita terreni e costruzioni che, per effetto della Convenzione, dovranno essere trasferiti gratuitamente al Comune di Isernia. Al fine d’evitare spiacevoli equivoci, nel mentre sollecito la sottoscrizione dell’atto convenzionale, invito a voler opportunamente rettificare l’avviso di cui innanzi, apportando quelle correzioni e modifiche tali da renderlo conforme agli accordi conclusi con questo Ente”. Melogli sostiene di avere ricevuto dall’Amministratore delegato delle Ferrovie la rassicurazione che il bando verrà rettificato. Le notizie delle ultime ore annunciano ben altre volontà. Nel frattempo il sindaco grida al complotto.“Non intendo fare valutazioni dietrologiche –afferma in una nota inviata alla stampa – ma non escludo che qualcuno si sia dedicato ad “oscure manovre” volte a far saltare l’accordo, esponendo il territorio cittadino ad una speculazione edilizia che eviterò con tutti i poteri conferitimi dal mandato popolare degli isernini.”
(Clicca qui per leggere il bando delle Ferrovie)


















…più oscure di così non si potrebbe; c’è un’approssimazionbe ed una fretta di acquisire il risultato che non lascia dubbi…
basta aggiungere che sulla famosa Officina c’è un diritto di prelazione da parte dell’Ente Provincia per il quale si tace….altro che manovre oscure…