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Fanelli: “Ottima notizia per il Molise il no dei Comuni al fisco municipale”

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La delegata nazionale dell’Anci e sindaco di Riccia, commenta la posizione sulla nuova versione del federalismo fiscale

Dopo il “no” dei Comuni  alla nuova versione del federalismo municipale, l’Anci Molise innvita a non abbassare la guardia. “Il “pericolo” non è scampato per il Molise, ma per lo meno il decreto e il percorso non è condiviso dall’Anci – afferma Micaela Fanelli, delegata nazionale per il Molise in seno all’Associazione dei Comuni – Protestiamo in merito ad un testo che avrebbe significato la chiusura di molti Comuni molisani. E se tecnicamente non si tratta di una bocciatura, il “no” politico è indiscutibile. Troppe sono, secondo i sindaci, le incertezze e le lesioni dell’autonomia comunale contenute nel nuovo decreto”. A spingere in questa direzione in particolare i sindaci del Sud. La Fanelli ha partecipato anche all’incontro ristretto con il Ministro Calderoli per richiedere “un’ulteriore fase di interlocuzione con il governo e il parlamento”. Fino a una proroga dei termini per il parere sul fisco municipale e, perché no, anche della dead line del 21 maggio 2011 prevista dalla legge delega.  L’Anci ha affidato a un documento, approvato all’unanimità, le proprie motivazioni. “In sintesi, nel decreto legislativo non emergono quelle risposte in materia di autonomia più volte richieste, che potevano consentire di recuperare anche se parzialmente i tagli alle risorse prodotti nel 2010 – afferma Fanelli – Quasi l’11% dei trasferimenti – ricorda Fanelli – per i Comuni superiori a 5000 abitanti. Per fare due esempi: 163 mila Euro in meno per Comuni, quali Riccia e Agnone”.  Le risposte attese riguardavano: lo sblocco dell’addizionale Irpef, il fondo perequativo, il contributo di soggiorno e la devoluzione dell’incremento di gettito dei tributi immobiliari attribuiti ai comuni. Per quanto concerne, invece, la parte a regime, il testo contiene ancora troppe incertezze sui tempi e sui valori e ciò non consente una piena valutazione degli effetti che le nuove norme potranno provocare sul territorio. All’Anci non piace anche che l’aliquota dell’Imu venga definita annualmente dalla legge di stabilità.
Sul fondo perequativo, ritorna, in particolare, Fanelli. “Evitare che territori più poveri, come quelli molisani, debbano chiedere a territori più ricchi, come quelli delle aree del Nord, è una necessità di dignità e unità, prima ancora che finanziaria – afferma il sindaco di Riccia – Il Federalismo sarà praticabile solo se il fondo perequativo è verticale, carico della fiscalità generale, se esiste la perequazione infrastrutturale e nuove attenzioni allo sviluppo locale dei territori. Diversamente non avremo raggiunto né la responsabilizzazione necessaria per gli amministratori, in particolare del Sud, né autonomia, ma avremo creato le condizioni per dividere l’Italia in due”. Riprende, infatti, alcuni dati che fanno chiarezza in merito all’impatto del decreto ante-modifiche di questi giorni “i dati diffusi dall’IFEL, istituto dell’ANCI che analizza i dati della fiscalità locale, dimostrano che il Molise sarebbe notevolmente danneggiato se la proposta sul fisco municipale andasse avanti così com’è in merito alla previsione dell’IMU. Meno 21% in media le risorse trasferite ai Comuni molisani. Siccome Campobasso e Isernia potrebbero restare stabili – prosegue Fanelli -  significa che i comuni piccoli dovrebbero sopportare tagli ancora maggiori. Pensiamo si possa arrivare anche a un meno 50% delle risorse trasferite. E’ insostenibile”.  Intanto, l’Anci  segnala che l’intervento più urgente è lo sblocco delle addizionali Irpef. “Bisognerebbe poi prevedere con chiarezza che l’incremento del gettito dei tributi devoluti resti nei municipi dove è prodotto – sostiene Fanelli -  La tassa di soggiorno, inoltre, dovrebbe essere resa immediatamente applicabile. E le aliquote di compartecipazione ai tributi immobiliari, all’Irpef e alla cedolare secca dovranno essere decise congiuntamente da governo, parlamento e comuni.”. Completa la piattaforma dei sindaci, la richiesta di una rapida definizione della Tarsu-Tia e il sostegno alle unioni e alle fusioni tra comuni. “Con questo quadro di incertezze la richiesta di proroga sembra una naturale conseguenza – conclude Fanelli – E a giudicare dalle dichiarazioni di ieri sembra mettere tutti d’accordo. A cominciare dal Terzo polo (Udc, Api e Fli), quantomai decisivo sul voto finale visto l’equilibrio assoluto (15 a 15) che regna in Bicamerale, e dal Pd”.

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