Ittierre, fideiussione approvata dal Consiglio regionale
L’opposizione si astiene. Romano vota contro: “Con i soldi pubblici occorre rispettare la legge”. Petraroia lascia l’aula per protesta
Il Consiglio regionale ha approvato la fideiussione da 12 milioni di euro per sostenere la nuova Ittierre dopo l’acquisizione dell’azienda da parte del Gruppo Albisetti. Unico voto contrario quello del Consigliere Massino Romano, mentre gli altri esponenti dell’opposizione si sono astenuti. Romano ha motivato il proprio voto sostenendo che il provvedimento presenta numerosi profili critici. “La legge vieta tassativamente agli enti pubblici di acquisire nuove partecipazioni in attività economiche che esulano dai fini istituzionali dell’ente – ha affermato Romano – a meno di voler considerare che l’alta moda rientri tra le finalità istituzionali della regione Molise, il provvedimento è palesemente illegittimo, se non addirittura nullo, nella parte in cui prevede che in caso di inadempimento del gruppo Albisetti, la Regione acquisisca il 51% del valore del capitale sociale della società, che allo stato corrisponde a 7,5 Milioni”. Secondo Massimo Romano se la Regione avesse voluto sostenere il rilancio dell’azienda avrebbe dovuto intraprendere una strada diversa: formalizzare preventivamente, ossia in sede di bando di gara, la disponibilità ad un intervento finanziario in favore dell’offerta migliore che desse maggiori garanzie sul piano industriale e della tutela dei livelli occupazionali, non invece intervenire a gara aperta ed in favore di uno solo di essi. “E’ davvero singolare che il Presidente della Regione abbia sostenuto di aver manifestato questa volontà “sui giornali” – ha aggiunto Romano - la pubblica amministrazione “parla” con atti pubblici vincolanti, non con le chiacchiere. Come la storia dello Zuccherificio avrebbe dovuto insegnare, l’unico organo istituzionale competente ad assumere un impegno del genere è il Consiglio regionale, titolare della competenza in materia di partecipazioni, non il Presidente della giunta. Invece il Consiglio è stato informato due mesi dopo del privato, che infatti ha formalizzato l’impegno della Regione alla fideiussione di 12 Milioni già in data 2 novembre, ossia dieci giorni prima che il Ministero aggiudicasse (11 novembre) e circa tre mesi dopo che il Consiglio lo deliberasse”. Sempre a dire del Consigliere regionale di Costruire democrazia tale circostanza conferma che c’è stato qualcuno che per l’ennesima volta ha “impegnato” monocraticamente la Regione al di fuori di quanto prevede la legge. “Ognuno, con i soldi propri, è libero di fare ciò che meglio ritiene: con i soldi pubblici occorre, invece, rispettare la legge. Altrimenti è anarchia – ha detto Massimo Romano, nel motivare il proprio voto contrario sul provvedimento – Ogni volta che la Regione ha “messo le mani” su una industria, i primi a farne le spese sono stati i lavoratori. Proprio quei lavoratori in nome dei quali si perpetrano le più spericolate operazioni finanziarie pagate con i soldi dei contribuenti. Penso al fallimento della Geomeccanica, in fallimento nonostante la partecipazione della Regione per 5,6 Milioni di euro. Penso alla tragicomica vicenda della nave dei miracoli, Termoli jet, 9 Milioni buttati in mare. Penso ai circa 60 Milioni per la Solagrital, con 96 lavoratori a tempo indeterminato collocati in cassa integrazione e circa la metà dei 400 avventizi in esubero. Penso ai circa 50 Milioni per lo Zuccherificio, con le ditte dell’indotto che attendono di essere pagate per servizi resi sei o sette mesi fa e con i bieticoltori che attendono il pagamento delle campagne 2009 e 2010. E per restare sul tessile abbigliamento – ha concluso Romano – la tristissima storia del fallimento della GTR nel 2001, beneficiaria di 5 Miliardi di vecchie lire, che dovevano servire a rilanciare l’industria delle moda, e che invece sono serviti a garantire l’ingresso del nuovo socio nello Zuccherificio”.
“Maggiori garanzie per i lavoratori non riassunti”, respinta la proposta integrativa e Petraroia per protesta lascia l’aula
Michele Petraroia, Consiglere regionale del Pd e vice-Presidente della Commissione Lavoro, ha scelto di non partecipare al voto e ha lasciato i lavori dell’assemblea per protesta contro il mancato accoglimento della proposta di delibera consiliare collegata all’atto amministrativo.
“Non è possibile che la Giunta Regionale accentri a sé funzioni del Consiglio – ha dichiarato Petraroi - non si confronti in Commissione e decida di rilasciare una fideiussione per 12 milioni di euro senza adeguate controgaranzie e con una serie di problematicità sulla tenuta del Piano Industriale e degli impegni sul reinserimento dei lavoratori”. Il collegato protocollato da Petraroia sollecitava maggiori garanzie per i dipendenti non riassunti con correttivi per chi è stato estromesso e con impegni più certi sulla ricollocazione e sul reinserimento lavorativo. Prevedeva, inoltre, implementazioni al Piano Industriale e finanziario presentato dal Gruppo Albisetti con una risposta anche per le piccole imprese dell’indotto tessile regionale, fasonisti e laboratori artigianali. “E’ semplicemente inspiegabile l’arroccamento della maggioranza – ha concluso Petraroia – che non ha ritenuto utile dotarsi di un deliberato più esplicito in favore del territorio, delle maestranze e dell’indotto tessile regionale”.

















