“L’agricoltura è in crisi, altro che opportunità meravigliose”
Domenico Zeoli critica gli annunci rassicuranti della Coldiretti
Riceviamo e pubblichiamo.
Sono in corso incontri della Coldiretti su tutto il territorio regionale per incontrare gli agricoltori .Titoli di giornali annunciano opportunità meravigliose per un futuro in agricoltura che definire roseo è poco, uno sviluppo del settore che grazie ai progetti messi in essere da Coldiretti, avrà finalmente risolto tutti i problemi del settore e di conseguenza benessere per tutto l’indotto. Sentire questi annunci,queste notizie positive e rassicuranti, farebbero comparire il sorriso sulle labbra,l’acquolina in bocca,saltare dalla gioia,se non fossero clamorose Balle. Siamo tutti d’accordo alla etichettatura dei prodotti che cita l’origine della materia prima, alla vendita diretta, al facile accesso al credito,al consorzio agrario che torna in bonis, alla pasta Molisana che resta in mano di imprenditori molisani, ma proviamo ad analizzare caso per caso e calarci nella realtà dei fatti, senza limitarci a slogan,frasi fatte o autentiche balle. L’etichettatura che cita l’origine dei prodotti, già in vigore per carni bovine,ortofrutticoli, latte,miele e olio di oliva non ha prodotto purtroppo grandi benefici ne ai produttori ne ai consumatori,ad esempio per l’olio extra vergine d’oliva il prezzo all’origine è diminuito e il consumatore trova olio di marche famose italiane con una scritta in caratteri microscopici olio di origine comunitaria o extracomunitaria, che solo un esperto assaggiatore si accorge di presenza di “Picual” cultivar tipica spagnola mentre il comune consumatore è sempre più confuso. Recentemente il parlamento italiano ha approvato l’estensione dell’origine in etichetta a tutti i prodotti alimentari, siamo tutti favorevoli , ma purtroppo, se approfondiamo non esultiamo affatto anzi ci accorgiamo di trovarci di fronte ad una grande bufala. Bufala, così è stata definita da alcune associazioni di consumatori, perché tutt’ora non può essere applicata se non passa lo scoglio del parlamento europeo e per essere ottimisti, per ogni filiera c’è bisogno di decreti attuativi, tempi molto lunghi sperando che il parlamento europeo approvi e non succede come nel passato. Inoltre per i prodotti trasformati,conta la prevalenza del prodotto di origine, ad esempio la pasta del Molise è tale anche se il 49,99% è prodotta con grano di Cernobyl. Perchè la Coldiretti esulta e plaude così tanto? Perchè non si accorge che i prodotti anche se etichettati Made in Italy sono in mano a multinazionali e grande distribuzione (GDO)? Già si fa fronte con i mercatini di Campagna Amica, cosi Coldiretti prende altri soldi per l’accredito ai coltivatori e in più pagode gialle pubblicizzano gratuitamente l’organizzazione. Come si fa a sostenere concetti come vendita diretta, Km 0, se ci troviamo in un mercato sempre più globalizzato? Restando favorevoli a suddetti concetti,decantarli più che sembrare soluzioni appaiono come ” nascondersi dietro al dito” e ridurre l’imprenditore agricolo allo stereotipo del contadinello con il cestino in mano e un paio di capponi nell’altra,che si reca a piedi al mercato con un berretto giallo in testa al posto di un cappello di paglia. Accesso al credito. Un punto così dolente che solo gli imprenditori con reddito esclusivamente agricolo conoscono bene, Coldiretti ha le soluzioni? bene, ma finora chi si è recato negli uffici dell’organizzazione, per chiarimenti o soluzioni, nè è uscito solo con delusioni in più. Consorzio agrario. Ne ho parlato già in articoli precedenti. Con tante domande ancora prive di risposte. (invito, per approfondire, a leggere miei articoli del 30 ottobre e 10 gennaio scorsi disponibili su testate telematiche e stampate) Voglio aggiungere che si parla di estendere l’azione del consorzio alle regioni del sud, ma per ora si notano solo trattori del consorzio alle feste di ringraziamento e vendite promozionali ai “Fedelissimi” con quali criteri? Plausi a destra e a manca compreso l’acquisizione della Molisana al gruppo Ferro, non possono mascherare la chiusura e la pesante crisi della cooperazione agricola in particolare delle strutture dove Coldiretti ha determinato e determina i consigli di amministrazione con i propri uomini. Concludo aggiungendo alla frase “Il mondo agricolo vuole chiarezza” espressa in altre occasioni . Smettiamola di dire balle.
Domenico Zeoli - Agricoltore di Larino

















