Proposta di legge bipartisan per l’ittiturismo e la pesca turismo
E’ stata presentata dai Consiglieri regionali Bonomolo, Chierchia, Tamburro e Pardo Terzano
E’ stata depositata la proposta di legge concernente “Norme per la disciplina delle attività di ittiturismo e pesca turismo”, a firma dei Consiglieri regionali Michelangelo Bonomolo (primo firmatario), Gennaro Chierchia e Riccardo Tamburro (Adc) e Luigi Pardo Terzano (Udc). “La proposta – afferma il Consigliere Bonomolo – intende valorizzare un’attività che trova nella diversificazione del reddito dei pescatori e nella valorizzazione delle risorse ambientali, così come della cultura locale, una importante risorsa per la Regione. Le due forme cosiddette di turismo “blu”: pesca turismo (escursioni giornaliere) e ittiturismo (alloggio e ristorazione) che vedono protagonisti i pescatori e le tradizioni marinare del Molise, sono destinate a crescere rappresentando una concreta proposta di riconversione dei pescatori nel periodo di fermo-pesca, offrendo un contributo alla riduzione dello sforzo di pesca.” Fatte salve le disposizioni normative vigenti in materia di pesca, con la proposta di legge si intende disciplinare le attività connesse alla pesca, effettuate dall’imprenditore ittico. Per pescaturismo si intende l’attività, connessa a quella di pesca, intrapresa da pescatori professionisti, da imprenditori ittici, singoli o associati, consistente nell’imbarco di persone non appartenenti all’equipaggio sulle navi da pesca per iniziative a scopo turistico-ricreative quali la pesca mediante l’impiego di sistemi consentiti, la ristorazione a base di pesce effettuata a bordo, le attività informative, ricreative e culturali sui prodotti ittici, valorizzando le locali specialità gastronomiche a base di pesce, ogni altra iniziativa finalizzata alla conoscenza e alla valorizzazione della cultura del mare. Per ittiturismo si intendono le attività di ospitalità, ricreative, didattiche, culturali e di servizi, finalizzate alla corretta fruizione degli ecosistemi acquatici delle risorse della pesca e dell’acquacultura, e alla valorizzazione degli aspetti socio-culturali delle imprese ittiche e di acquicoltura, attraverso l’utilizzo della propria abitazione o di struttura nella disponibilità dell’imprenditore stesso, connessa a quella principale di pesca esercitata dagli imprenditori ittici, singoli o associati.

















