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Eolico selvaggio, il Governo impugna la legge salvamolise

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Torna l’incubo. Appello di Ripa di Meana e Rutigliano al Ministro Bondi: “Fermatevi”

Carlo Ripa di Meana e Oreste Rutigliano, presidente e segretario del Comitato Nazionale del Paesaggio, chiedono al Ministro Bondi l’impugnativa della Legge regionale del Molise per salvare i siti archeologici di Altilia e Pietrabbondante dall’invasione dei pali eolici. Il Governo s è rivolto alla Corte Costituzionale e Ripa di Meana e Rutigliano chiedono a Bondi di intervenire così come ha fatto rivolgendosi direttamente al Presidente Michele Iorio, per bloccare le 3.000 torri che potevano e possono ancora oggi mettere a rischio i siti archeologici più importanti del Molise. Secondo Ripa di Meaana e Rutigliano la legge numero 23 del 23 dicembre 2010, definita “salvamolise”, è una buona legge regionale per mettere al sicuro le aree di alto pregio storico-paesistico. “Una legge che ha seguito di poco i duri pronunciamenti dei ministri Tremonti e Brunetta, sulla inutilità dell’eolico e sullo spreco inaudito di risorse economiche, da destinare a migliori fini – affermano Ripa di Meana e Rutigliano – Come è possibile allora che dopo appena due mesi, nella seduta di oggi del consiglio dei Ministri venga portata all’esame l’impugnativa di fronte alla Corte Costituzionale della legge regionale n.23/2010? Come è possibile sdoganare 60 miliardi di euro in 20 anni, ad imprese che non rischiano nulla e nulla innovano, ma si aggrappano alle doviziose mammelle della bolletta elettrica nazionale? Il ministro Bondi venne invitato da Sgarbi a dimostrare che se nulla avrebbe potuto fare contro il crollo di Pompei – concludono il presidente e il segretario del Comitato Nazionale per il Paesaggio -  molto avrebbe potuto fare per salvare il paesaggio, ad esempio del Molise, dalle oltraggiose e gigantesche torri eoliche. Lo fece ed ora contiamo sulla sua coerenza”.

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