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Statuto, referendum per abrogarlo

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Iniziativa di Romano. Appello di Sorbo e Cuzzone: “Mobilitiamoci”. Paglione: “L’aumento dei consiglieri schiaffo ai molisani”. Il Pd si difende

Prende piedi l’idea di promuovere un referendum per azzerare il nuovo Statuto Regionale che prevede l’aumento del numero dell’Assemblea Regionale. Massimo Romano, Consigliere di opposizione ha presentato al Presidente Picciano e a tutti i suoi colleghi, la richiesta formale di indizione del referendum statutario, previsto dall’articolo 123, comma 3, della Costituzione, come disciplinato dalla legge regionale numero 36/2005. “Ritengo sbagliata la scelta di ‘istituzionalizzare’ l’aumento dei costi della politica attraverso la moltiplicazione del numero di poltrone, e dunque credo che sia giusto e indispensabile dare la parola ai cittadini molisani per esprimersi democraticamente su questa opzione – ha dichiarato Romano – La proposta di legge regionale per il taglio delle indennità, che ho personalmente presentato insieme ad altri consiglieri, giace in un cassetto dal 30 marzo 2007. L’aumento a 32 dei consiglieri, con la previsione di ben otto assessori esterni, unitamente alla possibilità che il Presidente della Regione, chiunque esso sia, si scelga anche altri 5 consiglieri regionali attraverso il listino ‘gratta e vinci’ – conclude Romano – rappresenta oltretutto un pericoloso svuotamento del principio della rappresentatività democratica dell’assemblea elettiva”.

Sorbo e Cuzzone (Sel): “Si al referendum”

L’idea del referendum è condivisa anche da Antonio Sorbo e Marcello Cuzzone, Consiglieri provinciali a Isernia di Sinistra Ecologia e Libertà. “Mentre in tutto il Paese si condivide la necessità di ridurre i costi della politica e di tagliare il numero di “poltrone” e di enti inutili, il Consiglio regionale del Molise, probabilmente per offrire maggiori possibilità di rielezione ai suoi componenti, ha deciso di votare una insensata e vergognosa moltiplicazione del numero di consiglieri e delle relative prebende. Bene hanno fatto quei pochi consiglieri regionali di sinistra che hanno votato contro. – affermano Sorbo E Cuzzone – E’ necessario però non fermarsi e fare tutto quanto è ancora possibile per ostacolare questo provvedimento. In questo senso lanciamo un appello a tutte le forze politiche, alle associazioni, ai movimenti, ai cittadini molisani affinché si proceda secondo quanto previsto dall’art. 123 della Costituzione che recita testualmente, a proposito degli statuti delle Regioni: Lo statuto è sottoposto a referendum popolare qualora entro tre mesi dalla sua pubblicazione ne faccia richiesta un cinquantesimo degli elettori della Regione o un quinto dei componenti il Consiglio regionale. Lo statuto sottoposto a referendum non è promulgato se non è approvato dalla maggioranza dei voti validi”.  Sorbo e Cuzzone sottolineano che stando al dettato costituzionale, servono sei consiglieri regionali oppure 6.500 cittadini elettori molisani che chiedano il referendum. “Dubitando, viste le reazioni e i commenti dopo il voto, che si trovino sei consiglieri regionali disposti a combattere questa battaglia – concludono i due esponenti politici di Sel -  è necessario costituire subito un comitato che entro tre mesi raccolga 6.500 firme. Facendo i conti si tratta di raccogliere meno di 80 firme al giorno per i prossimi 90 giorni. Una sfida possibile contro la “casta” e i suoi privilegi”.

Paglione (Pd): “L’aumento dei consiglieri è uno schiaffo ai molisani”

Candido Paglione, esponente politico del Pd, nel commentare l’approvazione del nuovo Statuto Regionale parla di “occasione sprecata” . Secondo Paglione, che in passato è stato Presidente della commissione Statuto del Consiglio Regionali, sono poche le novità e quelle introdotte sono uno schiaffo in faccia ai molisani perché dilatano a dismisura il numero dei consiglieri e degli assessori regionali. “Questo – dice Paglione – è inaccettabile. Sono perciò profondamente convinto che, soprattutto in questo periodo, sarebbe stato necessario un segnale diverso, forte, di sobrietà convinta, di contenimento della spesa e non di aggravio. Stupisce perciò che anche consiglieri dell’opposizione abbiano votato lo Statuto, unendosi al coro di chi predica bene e razzola male.  In definitiva – conclude Paglione -  mi auguro solamente che la legge elettorale, ancora in discussione e tutta da approvare, e su cui occorre vigilare attentamente per evitare pastrocchi, apporti dei correttivi. Diversamente, ci sarà poco da celebrare, se non la vittoria della casta”.

Il Pd si difende dalle accuse

Intanto scoppia la polemica per il voto favorevole del Pd. La segreteria regionale ricorda che il Molise era l’unica regione in Italia a non avere ancora rinnovato lo Statuto e questo aveva provocato pesanti vuoti legislativi e profili di illegittimità di numerose scelte adottate nel periodo di vacatio. “Il Pd non ha di certo condiviso l’intero testo, avendo presentato emendamenti e proposte alternative – si precisa nella nota inviata alla stampa dalla segreteria regionale – Infatti, i consiglieri regionali del PD hanno  votato contro l’articolo di legge che portava a 32 il numero dei consiglieri regionali e presentato emendamenti che andavano nella direzione opposta e che prevedevano il numero a 26, così come hanno presentato emendamenti che eliminavano la figura del sottosegretario e che prevedevano gli assessori interni, ma  tutti respinti dalla maggioranza. Il Pd  una volta al governo della Regione, non farà né assessori esterni, né sottosegretari, né commissioni speciali e approverà la  sua proposta di legge sulla riduzione delle indennità dei consiglieri regionali che il centro-destra in campagna elettorale aveva promesso e che – termina la nota – non tutte le forze politiche del centro-sinistra,oggi presenti in Consiglio, hanno voluto sottoscrivere o sostenere”.

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