Statuto regionale, Ecodem: “Prendiamo le distanze dal populismo”
Gli Ecologisti Democratici sosterranno il referendum ma precisano: “Il problema vero è il Federalismo fiscale”
Il coordinamento Ecodem Molise sosterrà la richiesta d’indizione del Referendum sullo Statuto regionale, ma prende le distanze dai facili populismi e dalle strumentalizzazioni. La posizione viene espressa attraverso una nota inviata alla stampa, nel quale gli Ecologosti Democratci Molisani cercano di ricondurre il dibattito su altri livelli, sottolineando gli effetti del Federalismo Fiscale sul Molise. Gli Ecodem ricordano che entro il 6 maggio in base alla legge delega dovranno essere adottati tutti i decreti attuativi sul federalismo fiscale che stravolgeranno i criteri di riparto nazionali verso le regioni, le province e i comuni. “Il Molise rischia un drastico taglio dei trasferimenti finanziari che precluderanno l’accesso ai servizi universali di cittadinanza a partire da sanità, scuola e trasporti – sottolineano gli Ecodem – Il futuro che si intravede è denso di difficoltà strutturali. La base imponibile è modesta per numero e qualità dei contribuenti con la conseguenza che non sussiste la possibilità di finanziare la ricostruzione post-sisma, realizzare infrastrutture, sostenere il sistema produttivo e migliorare la competitività di sistema. La classe dirigente dovrebbe avviare una riflessione che apra alla possibilità di superare l’autonomia istituzionale della Regione e intraprenda un percorso costituente della Marca Adriatica unificando Marche, Abruzzo e Molise. Una Macro-Regione con 3 milioni di abitanti e un buon sistema universitario, imprenditoriale e amministrativo, con una base imponibile solida potrebbe offrire una risposta adeguata al cambiamento epocale che si introduce col federalismo fiscale”. Partendo da questa premessa, gli Ecodem giudicano modesto il dibattito sul nuovo Statuto Regionale. “Si concentra su 190 mila euro annui aggiuntivi per due consiglieri in più che dovevano essere evitati – affermano gli Ecodem – Questo dibattito conferma la fragilità culturale di una Regione che stenta a discutere con cognizione su problemi complessi. Lo Statuto è stato approvato il 19 luglio in prima lettura, pubblicato il 16 agosto sul Bollettino Ufficiale e in 7 mesi nessuno ha promosso un’iniziativa, inviato una nota stampa o rilasciato una dichiarazione -prosegue la nota degli Ecodem – Tutti sanno che in seconda lettura se si modifica anche una virgola si azzera tutto il lavoro pregresso e pochi sottolineano che non adeguare lo Statuto di una Regione alla Costituzione Italiana equivale a conservare un quadro giuridico incerto, superato e penalizzante per il Molise. Come si fa a confondere i costi istituzionali con la Carta Costituente? Come si fa a ignorare che decine di dirigenti, collaboratori tecnici e consulenti della Regione percepiscono importi mensili superiori ai 3.760 euro di un consigliere ? Si promuova il Referendum ai sensi dell’art. 123 della Costituzione – terminano gli Ecodem – ma si offrano ai cittadini le informazioni minime per un pronunciamento consapevole, meditato e sereno”

















