Nuova divisa per la Guardia di Finanza
Abbandonata la classica livrea grigio-verde e via libera all’inedito colore grigio scuro
Cambia la divisa della Guardia di Finanza. Dal 28 febbraio 2011 il Corpo ha abbandonato la classica livrea grigio-verde e ora si distingue per la foggia e l’inedito colore grigio scuro fortemente caratterizzanti, nonché per l’impiego di materie prime all’avanguardia: forma e sostanza, quindi, attentamente coniugate al fine di fornire ad ogni appartenente della Finanza uno strumento tramite il quale poter operare in modo confortevole ed efficace, essendo, al tempo stesso, immediatamente riconoscibile e distinguibile rispetto alle altre Forze di Polizia. Nel corso dei suoi 237 anni di storia, oltre ad affrontare un continuo processo di revisione della propria struttura organizzativa tale da adeguarla alle esigenze di tutela degli interessi economici e finanziari dello Stato e dell’Unione Europea, il Corpo della Guardia di Finanza è stato caratterizzato, nel tempo, anche da una costante evoluzione delle proprie uniformi, sempre principale veicolo attraverso, nella molteplicità e nella varietà delle sue specificità, la Finanza si manifesta all’esterno, e grazie al quale il Finanziaria, di ogni ordine e grado, palesa il suo status di militare e manifesta la condivisione di un comune sistema di valori.
(La nuova divisa della Guardia di Finanza)
A partire dal lontano 1774, anno di costituzione della “Legione Truppe Leggere”, primo esempio di Corpo speciale destinato alla vigilanza finanziaria dei confini, proseguendo, dopo l’unità d’Italia, con il “Corpo delle Guardie Doganali” prima e con la “Regia Guardia di Finanza” poi, le uniformi adottate dalle Fiamme Gialle sono state sempre correlate al particolare impiego del Corpo. Un passato importante, dunque, che attraverso le trincee del Carso, gli altopiani dell’Africa Orientale e i flutti del Mar Mediterraneo, nella scorta ai convogli nel Canale di Sicilia durante il Secondo Conflitto mondiale, è giunto sino a noi, impresso nelle immagini del Finanziere che, a caccia di bricolle, sfida le intemperie della montagna, o che, a bordo di elicotteri e motovedette, affronta le unità contrabbandiere a rischio della propria incolumità. Ed è proprio nella necessità del continuo adeguamento agli scenari nazionali e internazionali, che possono essere rinvenute le ragioni di un rinnovamento esteriore che, nel segno della continuità, contribuisce ancor più a conferire alla Guardia di Finanza una immagine propria, unica ed inconfondibile. Si è passati dalla divisa settecentesca dei primi finanzieri, alle uniformi di varia foggia e colorazione indossate dalle guardie doganali degli Stati pre-unitari, per giungere alla giubba di panno verde scuro con pantalone grigio e cappello con penna di fine Ottocento, proseguire poi con l’uniforme grigio-verde adottata dagli anni precedenti la prima guerra mondiale e modernizzata, nel 1934, con l’adozione della giubba aperta e del berretto piatto, fino ad arrivare alle più recenti uniformi da ultimo adeguate all’impiego del personale femminile.


















ho visto le nuove divise……. insomma , da conservatore che sono avrei preferito che il colore restasse uguale e cioe grigio verde magari con stoffe migliori e all’avanguardia.
Quel colore e quella divisa era inconfondibile, e peraltro per gli evasori era il colore della resa dei conti. Pazienza