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Bonomolo: “No al referendum sullo Statuto regionale”

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Il consigliere spiega perché non ha firmato la richiesta. “Serve la nuova legge elettorale”. I Cristiano sociali: “Abroghiamo lo Statuto”

Michelangelo Bonomolo, consigliere regionale dell’opposizione, esce fuori dal coro e  spiega perché a deciso di non sottoscrivere la richiesta di referendum per abrogare lo Statuto recentemente approvato dall’assemblea di Palazzo Moffa “Ritengo di essere stato eletto dal popolo molisano in qualità di legislatore, prerogativa dalla quale non voglio discostarmi e sulla quale, oltre al ruolo di controllo, fondo quotidianamente la mia azione amministrativa e politica – afferma Bonomolo in una nota inviata alla stampa – Per questo, in quattro punti, ritengo di poter legittimare la mia scelta di non condivisione della strada referendaria, optando invece per una scelta legislativa sulla quale intendo confrontarmi con i miei colleghi di qualsiasi schieramento, per agire alla luce del sole, in maniera rapida ed incisiva, incidendo concretamente sui costi della politica ma anche sui costi paventati della campagna referendaria”. Bonomolo sostiene che è falso dire che con il nuovo Statuto saranno 32 i  Consiglieri regionali, precisando che è demandato alla legge elettorale il numero massimo. “Lo Statuto e la Legge Elettorale sono leggi speciali di pari rango – prosegue Bonomolo – Ciò comporta che la Legge Elettorale con il suo dettato può influenzare lo Statuto se emanata al fine di agevolare la formazione di maggioranze stabili ed assicurare la rappresentanza delle minoranze. Vale dunque la regola della successione nel tempo”.  Bonomolo smentisce anche che il Presidente della Giunta Regionale con il nuovo Statuto potrà nominare otto assessori. Il Consigliere sostiene che tale possibilità è demandata alla legge elettorale e alle disposizioni sull’incompatibilità ed ineleggibilità tale ipotesi.
Secondo Bonomolo la via referendaria per l’abrogazione dello Statuto Regionale non è la migliore da percorrere. “Oltre ai costi elevati (circa due milioni di euro) anche la tempistica potrebbe non giocare a favore in quanto si è in scadenza di mandato – sottolinea il Consigliere – . Inoltre, in mancanza di una legge elettorale che accompagni lo Statuto, si incorre nella condizione ipotizzata dall’articolo 5 comma 1 della legge costituzionale n.1/1999 che stabilisce: ‘Fino all’entrata in vigore dei nuovi statuti regionali e delle nuove leggi elettorali, l’elezione del presidente della Giunta Regionale è contestuale al rinnovo dei rispettivi consigli regionali e si effettua con le modalità previste dalle disposizioni di legge ordinaria vigenti in materia di elezione dei consigli regionali’. Nel caso, dunque, lo Statuto venga abrogato – prosegue Bonomolo -  il sistema elettorale rimarrebbe quello vigente e prevederebbe il numero di consiglieri attuali (30) più la possibilità (in deroga) da parte del presidente di nominare fino ad un massimo di otto assessori esterni. Soltanto due in meno rispetto a quanto stabilirebbe il nuovo Statuto che si vorrebbe abrogare. Si cambia tutto per non cambiare quasi nulla, insomma”.
Dunque, Bonomolo invita a  discutere ed approvare nell’immediato la nuova legge elettorale nonché le disposizioni in materia di ineleggibilità, incompatibilità e decadenza dalla carica di consigliere regionale. “Tale possibilità esiste perché giace in Prima Commissione la proposta di legge presentata dal sottoscritto che prevede in 27 il numero massimo dei consiglieri regionali (compreso il Presidente della Giunta), l’abrogazione del listino maggioritario, l’impossibilità di nominare assessori esterni, l’abolizione delle due circoscrizioni provinciali con una unica circoscrizione regionale – afferma –  Se l’obiettivo è quello di ridurre i costi, con tale ipotesi normativa si avrebbe un risparmio annuo pari a circa due milioni di euro.  Cifra che potrebbe essere ulteriormente aumentata se si decidesse di intervenire sugli emolumenti e sui benefit di cui godono i consiglieri regionali. Su questi temi si apra un confronto rapido in Consiglio Regionale dove le posizioni siano chiare ai cittadini molisani – conclude Bonomolo – Chi vuole gli sprechi, questa volta, non potrà nascondersi dietro nessuna urgenza relativa all’approvazione dello Statuto regionale”.


I Cristiano Sociali: “Bene il referendum sullo Statuto regionale”

Diversa, invece la posizione dei Cristiano Sociali. Il coordinamento regionale del Movimento condivide la scelta di indire il referendum. “È un argomento pretestuoso il costo di tale consultazione elettorale perché la stessa può coincidere con la tornata nazionale referendaria e quindi essere sostanzialmente gratuita – affermano i Cristiano Sociali – - In tutti i casi và respinta la rozzezza dell’argomentazione meramente economica perché la democrazia consegna la sovranità nelle mani del popolo che la esercita secondo le leggi dello Stato. In altre epoche storiche ogni qualvolta si è contrapposta la democrazia ai costi della stessa non ne è mai scaturito nulla di buono per i cittadini. Dal peronismo allo squadrismo fascista le strumentalizzazioni dei ceti più agiati hanno partorito i peggiori mostri dell’età moderna – prosegue la nota del coordinamento – Spetta al popolo scegliersi gli amministratori che non necessariamente devono stare dalla parte dei più forti. E tocca sempre al popolo decidere sulle scelte più importanti di una comunità al di là della spesa e dei costi”. Infine i Cristiano Sociali invitano il Presidente del Consiglio Regionale ad acquisire la richiesta di un quinto dei consiglieri e avviare la procedura di legge per indire il referendum sullo Statuto.

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