Eolico ad Altilia, Romano diffida la Giunta Iorio
Il Consiglio di Stato discute il ricorso della ditta. L’esponente dell’opposizione chiede alla Regione di costituirsi e revocare l’autorizzazione
“Il Presidente della Regione deve provvedere alla costituzione in giudizio, innanzi al Consiglio di Stato, della Regione Molise, per difendere il territorio della Castagna, come previsto dal Consiglio regionale, nonché avviare l’iter per la revoca dell’autorizzazione”. Lo chiede Massimo Romano, Consigliere regionale di Costruire Democrazia, chiamando in causa Iorio e gli assessori della sua giunta. Romano si riferisce all’impianto eolico di Altilia e quindi diffida formalmente il Governo Regionale affinché rispetti l’ordine del giorno approvato dall’Assemblea di palazzo Moffa, che impegna formalmente l’esecutivo “a procedere, per il caso in cui le predette distanze (dei pali eolici ndr) non risultino conformi, senza indugio all’annullamento in autotutela del provvedimento di autorizzazione n. 1000/CAA del 2 luglio 2007 adottato dal Commissario ad acta nominato dal Tar Molise con sentenza n. 202/2007”.
Romano spiega che per l’impianto eolico realizzato sul crinale della Castagna esiste un provvedimento del direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici del 15 novembre 2010 che dispone, in via cautelare, “la inibizione all’avvio dei lavori, proprio al fine di consentire la effettuazione delle operazioni di misurazione per la verifica della conformità dell’intervento progettuale alle conferenti disposizioni di cui alle linee guida regionali”.
Inoltre il Consigliere regionale di Costruire Democrazia sostiene che i rilevamenti avrebbero confermato una serie di difformità tra gli elaborati progettuali e le disposizioni stabilite dalle linee guida regionali. Quindi ricorda che il 23 dicembre 2010, con la legge numero 23, il Consiglio regionale ha disposto che la Regione Molise stabilisce che non è idonee all’installazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili “l’area costituita dalla Valle del Tammaro e dai rilievi che la delimitano, per i rilevanti valori archeologici emergenti dal territorio regionale”. Pertanto, considerato che il 29 marzo 2011 il Consiglio di Stato esaminerà il ricorso della ditta, avverso al provvedimento ministeriale, che con un proprio decreto stabilì che “costituiscono aree e siti non idonei alla installazione di impianti eolici le aree e i beni di notevole interesse culturale così dichiarati ai sensi della parte seconda del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni e integrazioni”, Romano chiede a Iorio e all’intera Giunta di costituire la Regione in giudizio e avviare il procedimento di revoca dell’autorizzazione.

















