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Convegno sul federalismo, contestato Garavaglia

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Pdci, Sel e Fgci protestano per la presenza del senatore leghista sventolando il tricolore. “Vogliono dividere Nord e Sud”

Esponenti del Pdci, della Sel e della Federazione Giovanile Comunista hanno contestato la partecipazione del senatore leghista Massimo Garavaglia alla tavola rotonda sul Federalismo con una manifestazione pacifica che si è svolta a Campobasso, presso l‘Hotel Centrum Palace, sede del Convegno. Una iniziativa per respingere una visita da parte di chi “vilipende la nostra bandiera – affermano le tre forze politiche della sinistra in un comunicato congiunto – di chi indisturbatamente in molte occasioni pubbliche e soprattutto in Parlamento si sente libero di attuare e far approvare politiche razziste violando i principi della Carta Costituzionale”.  Al Federalismo visto, dal senatore Garavaglia, come unica strada da intraprendere, nell’ambito della singole autonomie, per attuare politiche che vadano contro l’evasione fiscale e che responsabilizzino enti e amministrazioni nelle uscite e nelle entrate, i rappresentanti del Pdci, del Sel e della Fgci hanno voluto contrapporre, anche visivamente, il tricolore nazionale per ribadire il no ad una politica, quella prospettata da Garavaglia, “che – affermano nel comunicato congiunto – amplifichi ulteriormente e drammaticamente il divario tra Nord e Sud e che ad un principio di solidarietà che costituzionalmente unisce l’Italia in un’unica realtà si sovrapponga l’idea che sia una questione di bilancio ad unirci tutti in un’unica nazione, il pareggio di bilancio che saranno i cittadini, sempre loro, a dover pagare con tassazioni e misure economiche che continueranno ad impoverirci senza necessarie prospettive di sviluppo ed investimento”.
“Se il centralismo non sta riuscendo a farci uscire dalla crisi – prosegue la nota -  certo non sarà questo tipo di federalismo a risolvere il problema ed è per questo che ancora e sempre con i colori della nostra bandiera chiediamo interventi che colpiscano davvero l’evasione fiscale – concludono Pdci, Fgci e Sel -  che tassino i patrimoni e le rendite, che ridistribuiscano le risorse e che in questo modo, attraverso gli investimenti, portino le regioni e territori più poveri a poter competere con gli altri.

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