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Negozi aperti per l’Unità d’Italia, Confcommercio si divide

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Santangelo (Fipe) plaude all’ordinanza del sindaco di Campobasso. Spina, presidente dell’associazione, attacca le deroghe

 

 

Stessa associazione di categoria, ma posizioni diverse in merito all’ordinanza del sindaco di  Campobasso, Gino Di Bartolomeo, che nella notte tra il 16 e il 17 marzo, in vista della Festa per l’Unità d’Italia  ha prorogato l’orario di apertura dei pubblici esercizi sino alle 4 del mattino. Paolo Santagelo, presidente della Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercici) Confcommercio plaude alla decisione del primo cittadino del capoluogo regionale. “Il Comune ha accolto una nostra specifica richiesta – precisa il presidente Santangelo – condividendo l’effetto positivo che una tale deroga comporterà per le attività di intrattenimento della città. E questo consentirà anche da parte degli imprenditori del settore di poter offrire servizi  di intrattenimento e di ristorazione adeguati – conclude Santangelo – in vista di un appuntamento festivo di grande rilievo e di grande significato per l’intera cittadinanza”. Completamente diversa la posizione di Paolo Spina, presidente della Confcommercio il quale in una nota giunta nelle redazione contemporaneamente a quella di Santangelo, sostiene che c’è il rischio che l’Unità d’Italia nel Molise divida più che unire. Spina attribuisce la responsabilità alla legge regionale sul commercio definendola “balorda e ben poco lineare”, precisando, però, che il riferimento è alle aperture degli esercizi commerciali in occasione della Festa dell’Unità d’Italia. “Il rischio è che ogni Comune si regoli un po’ come gli pare – afferma Spina – Per cui potremmo avere negozi aperti in un centro della regione e negozi chiusi domani in un altro. E questo perché la legge di rivisitazione del commercio, contrariamente a quanto noi avevamo sostenuto in tutte le sedi, non permette alla Regione di intervenire in modo uniforme sul territorio. Per assecondare la grande distribuzione organizzata si è scelta la strada della liberalizzazione selvaggia e questi sono i risultati. Chiediamo quindi all’Assessore regionale Franco Giorgio Marinelli – conclude Spina – di renderci edotti se domani i negozi molisani devono stare chiusi, come è logico, oppure no. In ogni caso continueremo a rimarcare e a contrastare una legge negativa, malpensata e nociva per l’economia e per il commercio di questa regione”.

 

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