Bregantini: “No alla guerra, no al nucleare”
Netta presa di posizione dell’Arcivescovo che collega la preghiera per i Martiri al conflitto in Libia. Veglia anche a Termoli
A Termoli e Campobasso il prossimo 24 si terrà una veglia di preghiera per celebrare la diciannovesima giornata di preghiera e di digiuno in memoria dei Missionari Martiri. I due appuntamenti sono organizzate dalle rispettive Diocesi. A Termoli si terrà a partire dalle ore 20,30 presso la Cattedrale dove la preghiera sarà presieduta dal vescovo Mons. Gianfranco De Luca, il quale ha invitato, tutti coloro che vorranno, ad impreziosire la giornata aderendo alla proposta del digiuno di condivisione e della preghiera, versando l’equivalente della propria privazione in favore delle popolazioni cristiane del Pakistan. Questa scelta è dettata dal fatto che lo scorso 3 marzo è stato barbaramente assassinato l’unico ministro cristiano del governo di quel paese. Shahbaz Bhatti. A Campobasso la veglia di preghiera si terrà alle ore 20 nella chiesa della Libera di Campobasso. L’Arcivescovo Bregantini ha voluto dare all’evento religioso un significato particolare, collegando la preghiera per i martiri a quella per la pace, alla luce del conflitto che coinvolge la Libia. Mons. Bregantini, già il 20 marzo scorso, in occasione della consegna del mandato ai missionari francescani nel carcere di Campobasso, aveva preso una netta posizione a proposito della questione nucleare e della guerra di Libia, invitando a pregare per la pace. Il vescovo di Campobasso – presidente della commissione episcopale nazionale per i problemi sociali, giustizia, lavoro e pace – ha dichiarato che “è stridente la coincidenza dell’inizio della guerra in Iraq, scoppiata il 19 marzo 2003, con quella ormai avviata in Libia proprio nello stesso giorno a distanza di otto anni. Come ieri sembrava rapida e risolutiva quell’azione militare in Iraq, che in realtà ha portato solo distruzione e morte con l’allargamento del conflitto in Afghanistan, così temo – ha aggiunto il presule – che si possa ripetere lo stesso errore, pensando che sia ancora la guerra a risolvere le tensioni politiche e sociali. Inoltre, poiché ci stiamo preparando, come comunità molisana, a offrire l’olio per la lampada della pace alla città di Assisi, ricordo l’episodio del lupo di Gubbio sottolineando quella lucida frase di san Francesco quando, rivolgendosi al feroce animale, disse: – Io so che tu sei cattivo perché sei affamato -. Come patrono di questa Italia che continua a festeggiare i 150 anni della sua unità, san Francesco va guardato come l’unico modello di pace e dunque imitato”. Bregantini ha poi chiesto alla comunità di pregare e di digiunare perché è necessario che si alzi all’unisono un fermo “no alla guerra”. “Tuteliamo la sacralità della vita. Non vogliamo entrare in guerra. Affrontiamo col dialogo i severi interrogativi posti dalla sanguinaria dittatura di Gheddafi, cui l’Occidente ha lasciato per decenni briglia sciolta, arrivando a baciarne le mani in segno di interessato ossequio.E’ urgente però mettere fine alla guerra, già nel suo nascere, ma senza l’uso delle armi. La situazione in Libia è grave ma non può essere risolta con la violenza, anche se la popolazione deve essere tutelata da ogni forma di bombardamento. Il mio appello – conclude Bregantini – è rivolto al governo italiano perché aiuti la Libia con strumenti di pace, con una generosa politica dell’immigrazione e comunque difendendo chi si è ribellato all’oppressione e condividendone la sacrosanta ansia di libertà.
La Mappa dei Matiri della Chiesa nell’anno 2010
1 Vescovo (S. E. Mos. Luigi Padovese Vicario Apostolico dell’Anatolia)
15 Sacerdoti (13 diocesani; 1 OFM; 1 OFM Conv)
1 Religioso (SDB)
2 Seminaristi (1 SJ)
1 Religiosa
3 Laici
Paesi di origine
Asia 5 (2 Cina, 2 Iraq, 1 India)
America 14 (5 Brasile, 3 Colombia, 2 Messico, 1 Perù, 1 Stati Uniti,1 Portorico, 1 Haiti)
Africa 2 (1 R.D. Congo; 1 Togo)
Europa 2 (1 Italia, 1 Polonia)
Luoghi della morte
Asia 6 (2 Cina, 2 Iraq, 1 India, 1 Turchia)
America 15 (5 Brasile, 3 Colombia, 2 Messico, 2 Perù, 1 Venezuela, 1 Haiti, 1 Ecuador)
Africa 2 (2 R.D. Congo)

















