Seguici:

Carta di Treviso, Lombardi “bacchetta” colleghi e Lattanzio

0 Commenti

Il vice presidente dell’ordine dei giornalisti critica come è stata riportata la notizia della condanna per pedofiilia del pastore di Belmonte. Critche anche all’elogio del Tutore dei Minori alla stampa molisana 

 

 

 

Pasquale Lombardi, vice presidente dell’Ordine dei giornalisti molisani, richiama i colleghi al rispetto della Carta di Treviso, partendo da come la stampa regionale ha diffuso la notizia relativa alla condanna del pastore di Belmonte del Sannio per abusi sessuali sui tre nipoti. Sentenza che ha coinvolto anche la madre, condannata per favoreggiamento. Lombardi richiama i colleghi giornalisti rispondendo ad una lettera inviata alla stampa da Nunzia Lattanzio, Tutore Pubblico dei Minori, che nel chiedere alle Istituzioni di rafforzare la difesa dei bambini, ringrazia gli “Organi di diffusione delle Informazioni, ai Direttori delle testate giornalistiche e televisive che hanno sensibilizzato, con spirito critico e propositivo, i diritti dei Minori di età spesso ancora troppo violati”. Lombardi manifesta stupore e rammarico per la nota del Tutore Pubblico dei Minori perché, a suo dire, avrebbe dovuto strigliare i giornalisti molisani per non avere rispettato la Carta di Treviso. Infatti, sempre a dire di Lombardi, dal modo in cui è stata riportata la notizia non era difficile, in un paese come  Belmonte, identificare le vittime delle violenza. Ma ecco i testi integrali delle due lettere.

 

 

 

 

 

 

 

Il comunicato stampa di Nunzio Lattanzio

 

 

“La nostra Regione farà sicuramente parlare di se nei prossimi giorni, così come merita pari eco e consenso l’azione promossa dalla Camera dei deputati per aver approvato all’unanimità, lo scorso 16 marzo  -su proposta del Ministro per le Pari Opportunità On.le Mara Carfagna- il Progetto governativo riguardante la istituzione del Garante Nazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.  Alle sollecitazioni internazionali e dell’Europa, il nostro Paese ha replicato prontamente  colmando un vuoto dell’ordinamento italiano relativo all’azione di controllo e di vigilanza sul territorio nazionale dell’applicazione delle convenzioni internazionali e delle leggi a favore dei Minori di età.  Nella indipendenza di giudizio ed autonomia di azione ma -nel contempo- di comune accordo con gli Organi giudiziari specializzati ed in sinergia con la Conferenza dei Tutori/Garanti regionali, al fine di sanare tutte le situazioni di disagio che coinvolgono l’Infanzia e l’Adolescenza e con riferimento alla tradizionale figura dell’Ombudsman, si auspica che l’Autorità nazionale possa al più presto ben operare.  L’irrogazione di sanzioni pecuniarie ed amministrative a tutti i soggetti privati che pongano in essere violazioni concernenti i minori, l’avvio di procedimenti  di inchiesta sui comportamenti della Pubblica Amministrazione utile anche come stimolo all’agire ‘politico’(così come in parte è già previsto per le varie Autority, i Garanti per la protezione dei dati personali e per le garanzie nelle comunicazioni), saranno probabilmente alcune delle funzioni attribuite al Garante Nazionale.  In Molise la Magistratura Ordinaria e Minorile, le Sezioni di Polizia altamente qualificate e i Cittadini sensibili segnalanti hanno mostrato particolare sensibilità, competenza determinazione e rigore verso la complessa e difficile materia minorile. La sentenza emessa dal Tribunale di Isernia nei confronti del pastore di Belmonte e della madre delle giovani vittime, sentenza definita da tutti gli Organi d’Informazione territoriali ‘esemplare in materia di pedofilia’, farà certamente parlare di se per molti giorni e soprattutto condurrà tutti noi verso una maggiore riflessione sull’universo minorile, un mondo speciale sul quale investire compiutamente ‘sempre e comunque’, costi quel che costi a chiunque! Il Vaticano dapprima, il Governo Italiano lo scorso 16 marzo, in data di ieri il Tribunale di Isernia e sono certa in futuro tanti altri, così come del resto già verificatosi nel recente passato, rafforzeranno la propria azione a tutela dei nostri figli e di tutti i Bambini. Una scelta giusta e forte che non può che meritare -da parte dell’Organo di garanzia che rappresento (sancito con responsabilità dalla Politica molisana)- i più vivi e sentiti ringraziamenti. Gratitudine e rispetto quindi a tutti coloro che, nell’esercizio della Pubblica funzione o nell’affermazione più alta della propria Persona in qualità di Cittadini, concorrono al benessere dei Minori di età.  Un rinnovato particolare ringraziamento è infine da me rivolto agli Organi di diffusione delle Informazioni, ai Direttori delle testate giornalistiche e televisive che hanno sensibilizzato, con spirito critico e propositivo, i diritti dei Minori di età spesso ancora troppo violati”.

 

 

                                                                                                                                                                                          

 

 

 

 

 

 

La lettera di Pasquale Lombardi a Nunzia Lattanzio

 

 

 

“Gentile dottoressa,

scrivo nella veste di vice presidente dell’Ordine Regionale dei Giornalisti per manifestare stupore e rammarico per quanto ho appena letto nel suo comunicato relativo alla sentenza emessa dal Tribunale di Isernia a carico del pedofilo. Spiego le ragioni. Il nostro Direttivo è impegnato, purtroppo con scarso risultato, a far capire ai colleghi che la deontologia e il rispetto delle regole sono i pilastri su cui si regge l’Ordine professionale. Tra le norme deontologiche del nostro mestiere figura anche la Carta di Treviso, varata il 10 ottobre 1990. La Carta afferma principi a tutela del diritto alla riservatezza e alla protezione dei dati personali relativi ai minori, anche in attuazione delle garanzie previste nei loro confronti dagli articoli 2 e 31 della Costituzione nonchè della Convenzione sui diritti del fanciullo di New York del 20 novembre 1989. Ordine dei Giornalisti e Federazione della Stampa raccomandano da anni ai direttori e a tutti i redattori di evitare tassativamente la pubblicazione e la divulgazione con qualsiasi mezzo di notizie o immagini idonee a consentire l’identificazione di un minore coinvolto in vicende di questo genere. Bene, su quasi tutti i giornali locali e nei notiziari delle tv,  anche oggi si è letto e parlato dell’anziano zio di Belmonte. Le chiedo, in un paese di poche anime come Belmonte è proprio difficile arrivare alla identificazione della bambina violentata? Quali conseguenze avranno le notizie apparse sui giornali e nelle televisioni sulla psiche di quella povera ragazza? Dunque, cara dottoressa, come tutore dei minori da Lei mi sarei aspettato una strigliata o una tirata d’ orecchi per i miei colleghi. Leggo, invece, che rivolge un rinnovato e particolare ringraziamento ai direttori delle testate giornalistiche per il lavoro svolto! Non me ne abbia”.

 

 


Condividi:
  • Facebook
  • E-mail this story to a friend!
  • LinkedIn
  • Live
  • TwitThis

Articoli correlati

Rispondi a

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>