Risarcimenti bloccati, Bozzelli attacca il sindaco di San Giuliano di Puglia
Durissima nota dell’avvocato che tutela gli interessi delle famiglie dei bambini vittime del crollo della Jovine
“Il sindaco di San Giuliano di Puglia rema contro le famiglie della comunità che dovrebbe tutelare e rappresentare quale capo dell’Amministrazione”. Questo è il pensiero dell’Avvocato Valentina Bozzelli, difensore di diverse famiglie dei bambini morto in seguito al crollo della Scuola Jovine. Il legale si riferisce alla sospensione, da parte della Corte di Appello di Campobasso, dell’esecutività della sentenza emessa dal Giudice D’Alonzo del Tribunale di Larino. Decisione che ha indotto l’amministrazione di San Giuliano a non pagare le provvisionali dovute alle famiglie delle vittime del terremoto. Secondo Bozzelli il primo cittadino di San Giuliano ha “ostacolato, ritardato e di fatto eluso i sacrosanti diritti sanciti in ben tre sentenze di cui una relativa alla fase esecutiva”. Bozzelli sostiene, inoltre, che l’Amministrazione comunale voluto esporre le famiglie ad una dispendiosa e gravosa attività di esecuzione di una sentenza ormai definitiva che parla da sola e che avrebbe dovuto indurre il Sindaco e la Giunta di San Giuliano di Puglia a ben altre attività amministrative in favore delle famiglie. “E’ inquietante constatare che lo Stato abbia lasciato le famiglie sole in questa ennesima battaglia di legalità e di civiltà della quale non si sarebbe neanche dovuto parlare – prosegue l’avvocato -:poiché ciò che parla è il tempo trascorso ovvero i nove anni di processi svolti per addivenire alla verità dei fatti. Non c’è pace per diverse famiglie di San Giuliano di Puglia che lo scorso 2 Febbraio 2011 hanno visto riconosciuti i loro diritti a ricevere le provvisionali con sentenza del Giudice del Tribunale di Larino, Rinaldo D’Alonzo, in ordine all’esecuzione promossa contro il Responsabile civile, ovvero il Comune di San Giuliano di Puglia, definitivamente condannato. In quell’occasione, lo si ricorderà – prosegue Bozzelli – il Giudice dell’Es. Mobiliare del Tribunale di Larino, ha dichiarato la sussistenza di somme disponibili e pignorabili presso il Tesoriere del Comune di San Giuliano di Puglia per circa 16 Milioni di euro, rinviando la udienza al 06 aprile 2011 per le mere formalità di riparto delle somme ed invece oggi si deve assistere all’ennesima condotta ostruzionistica che vede sospesa la recente sentenza emessa dal Tribunale di Larino”. Insomma secondo Bozzelli il Comune di San Giuliano pone ostacolo e rema contro le famiglie. “La smetta il Sindaco di prendere in giro le famiglie e continuare a raccontare la favoletta ‘del blocco della ricostruzione e delle attività connesse’ – prosegue Bozzelli - perché è fatto notorio che la ricostruzione a San Giuliano di P. è completata o quasi e che nessuna paralisi si è verificata nell’arco dei 14 (quattordici) mesi trascorsi da quando sono state vincolate, bloccate e rese impignorabili somme per 17 Milioni e 500 mila euro circa per volontà della Giunta guidata da Luigi Barbieri. Ci si stupisce che a portare avanti questa ingrata battaglia sia proprio colui che più di altri conosce la realtà dei fatti, per averla vissuta in prima persona ed aver condiviso e vissuto la pronuncia della Corte di appello nella lunga giornata del 25 Febbraio 2009 e quella del 28 Gennaio 2010, unitamente alle numerose famiglie in lacrime delle quali si ergeva a paladino. Un Sindaco che, pur nella consapevolezza del dolore che portano dentro le famiglie di San Giuliano di Puglia coinvolte nella vicenda del 31 Ottobre 2002 ad oggi continua impunemente a tradire le stesse costringendo queste ultime in dispendiose e gravose attività difensive per il riconoscimento del diritto alla provvisionale. Dal Sindaco di San Giuliano di Puglia ci saremmo aspettati il doveroso impegno a liquidare le provvisionali all’indomani della sentenza del 25 febbraio 2009 – conclude l’avvocato – e non piuttosto un fattivo impegno a eludere il pagamento delle provvisionali riconosciute con sentenza definitiva ai cittadini Sangiulianesi”.

















