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Chiauci, adesso la diga c’è

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Chiauci, adesso la diga c’è

Inaugurata dopo 26 anni tra enfasi e prospettive confuse. Iorio celebra le “visioni” strategiche della Dc. Mazzuto “benedice”

Sono stati necessari 26 anni per completare la Diga di Chiauci. Opera pubblica al centro di mille polemiche che oggi (lunedì 4 aprile 2011) è stata inaugurata. E’ stata l’occasione per il Presidente della Regione Molise per esaltare le presunte visioni strategiche di quella classe politica democristiana che ha governato il Molise e l’Abruzzo per oltre mezzo secolo e che, secondo molti, continua governare, sotto altre bandiere. Classe politica di cui Iorio è degno erede e che è stata così efficiente da avere impiegato più di un quarto di secolo per ultimare un’opera pubblica sulla quale è stato investito un fiume di denaro. Oggi, pare di capire, la diga di Chiauci è dovrebbe contribuire a produrre energia ma anche essere un lago artificiale da sfruttare a fini turistici. Questo è ciò che emerge dagli interventi degli esponenti politici nel giorno dell’inaugurazione. “Il Molise si arricchisce oggi di un’opera ingegneristica di notevole rilevanza, che non solo rispetta l’ambiente circostante, ma ne valorizza le peculiarità naturalistiche e paesaggistiche – ha dichiarato Iorio – È questa anche una risposta concreta – ha detto il Presidente Iorio- alla richiesta che ci viene dalle aree interne di creare iniziative di crescita per fermare lo spopolamento invertendone la rotta attraverso la facilitazione della creazione di nuove attività di ricezione turistica e di miglioramento/valorizzazione ambientale e paesaggistica del territorio. Il Molise -ha detto ancora Iorio- per questa opera ha dato di più, ha impegnato, infatti, sia le sue risorse idriche che il suo territorio, ma oggi riceve in proporzione al suo impegno la possibilità di creare uno sviluppo duraturo e sostenibile”. Il Presidente della Regione, infine, ha poi voluto evidenziare come in questo particolare momento di riflessione nazionale e  internazionale sulla produzione energetica, questa opera si pone come elemento positivo per la possibilità che ha di generare energia da un moderno impianto idroelettrico di prossima realizzazione. Anche il Presidente della Provincia di Isernia ha voluto commentare l’evento sottolineando quelle che, a suo dire, potranno essere le ricadute positive per lo sviluppo turistico. Allo stesso tempo ha invitato tutti gli enti coinvolti nella realizzazione della diga a creare tutte le necessarie infrastrutture, coinvolgendo di più anche le amministrazioni locali.

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(La diga di Chiauci e l’inaugurazione)

“Ventisei anni fa – ha dichiarato Mazzuto durante il suo intervento – ho condotto da giornalista una vera e propria battaglia contro quest’opera. Allora c’erano, infatti, tante perplessità come ad esempio la modifica del microclima della zona. Oggi, invece, – ha sottolineato il Presidente – mi trovo a benedire la diga. Lo faccio con lo spirito di chi ritiene che la diga possa dare manforte allo sviluppo economico della zona, soprattutto, a livello turistico. La Provincia sta facendo un’azione forte proprio in tal senso. Tant’è vero che sulle rive del lago già stiamo realizzando un “baby park” e un’area attrezzata attraverso la quale sarà possibile sviluppare il turismo. Lanciamo, pertanto, un forte invito agli imprenditori a investire in questa area. Bisogna, poi, – ha aggiunto Mazzuto – coinvolgere maggiormente tutte le amministrazioni locali nelle scelte che vengono fatte. Ad esempio queste acque sono in provincia di Isernia. Noi, però, abbiamo messo in campo una grande politica solidaristica e questa che una delle nostre più grandi risorse arriva nelle regioni limitrofe come l’Abruzzo, la Puglia e la Campania. Noi, naturalmente, non pretendiamo di gestire questa risorsa, tuttavia ritengo opportuno che tutte le istituzioni interessate da questo progetto debbano realizzare delle infrastrutture che possano contribuire allo sviluppo del territorio. Penso ad esempio alla creazioni di centrali idroelettriche. Queste sono le cose in cui coinvolgere per il futuro le amministrazioni locali. Noi – ha concluso Mazzuto – vogliamo esserci, vogliamo partecipare a queste scelte, recitare un ruolo da protagonisti in difesa del territorio e mettere in campo tutte le iniziative di sviluppo per combattere il fenomeno dello spopolamento delle aree interne”. All’inaugurazione hanno partecipato anche l’assessore regionale all’Agricoltura dell’Abruzzo Mauro Febbo, il sindaco di Chiauci, Elgidio Di Pilla, il  Presidente del Consorzio di Bonifica Sud di Vasto, Fabrizio Marchetti, il senatore Fabrizio Di Stefano, il vescovo della diocesi di Trivento, Monsignor Scotti e il Presidente del Consiglio Regionale, Michele Picciano  che al termine della cerimonia ha incontrato i tre figli dell’operaio Scarano, morto in un incidente sul lavoro durante la realizzazione dell’invaso.

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  1. “…la possibilità di creare uno sviluppo duraturo e sostenibile”; e che c…. significa? duraturo ci arrivo anche io ma sostenibile è solo una bella parola.

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