Eolico ad Altilia, slitta la decisione del Consiglio di Stato
Il 29 aprile l’esame del ricorso. La ditta vuole ribaltare la sentenza del Tar per installare 16 pale. Petraroia: “La Giunta regionale revochi l’autorizzazione”
E’ slittata al 29 aprile la seduta del Consiglio di Stato in programma questa mattina (5 aprile 2011) per esprimersi in merito al ricorso presentato dalla ditta che intende ribaltare la decisione del Tar Molise e installare 16 pale eoliche nei pressi dell’antica città romana di Saepinum – Altilia. “Per la quarta volta consecutiva il fascicolo è stato riaffidato allo stesso magistrato che in precedenza ha sempre accolto i ricorsi dell’impresa condannando il Ministero dei Beni Culturali che prova a tutelare una delle aree archeologiche più belle d’Italia – sottolinea il Consigliere regionale del Pd Michele Petraroia – . Le recenti sentenze di merito n. 132, 133 e 134 / 2011, emesse dal Tar Molise confermano la validità delle tesi della Direzione Regionale del Ministero dei Beni Culturali e bocciano sotto il profilo giuridico l’istanza della ditta. Nel medesimo pronunciamento il Tar conferma il dovere della Regione Molise a revocare o a non rilasciare concessioni per impianti che mettano a repentaglio il patrimonio archeologico e paesaggistico. Da tale asserzione giuridica – prosegue Petraroia – ne consegue che l’area di Saepinum – Altilia è di elevato valore storico e quindi la Regione deve revocare l’autorizzazione all’installazione di 16 pale eoliche rilasciata da un commissario ad acta nel 2007”. Detto ciò Petraroia giudica incomprensibile la mancata revoca della concessione all’impresa nonostante il deliberato del Consiglio Regionale, adottato all’unanimità a metà novembre 2010, che intima la Giunta ad emettere il provvedimento. “Dalla tutela dell’ambiente può partire un progetto di sviluppo innovativo che valorizzi le risorse naturali e offra opportunità di impiego in settori eco-compatibili dell’agro-alimentare, del turismo e della bio-edilizia – sostiene Petraroia – Il Molise produce quattro volte il proprio fabbisogno energetico, è leader europeo per le fonti rinnovabili e ha già dato il maggior apporto nazionale, in proporzione al proprio territorio, per combattere l’effetto serra e il buco nell’ozono. Con la Diga di Chiauci si produrrà altra energia verde dall’idroelettrico per percentuali complessive che ci collocano nei primi posti europei. Insistere ulteriormente con impianti invasivi, impattanti e inquinanti – conclude il Consigliere regionale del Pd - comprometterebbe ogni prospettiva di sviluppo sostenibile e determinerebbe una neo-colonizzazione del Molise con scarsissimi ritorni economici ed occupazionali per la nostra regione”.

















