Auditorium, Barone se ne lava le mani
Travolto dalle polemiche, l’ingegnere invia una mezza smentita a repubblica.it. Melogli coglie l’occasione per attaccare
Nicola Barone preferisce lavarsene le mani. L’ingegnere responsabile tecnico della struttura ministeriale incaricata dal Governo per le grandi opere finanziate nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia, ha inviato una nota al direttore di Repubblica.it, Vittorio Zucconi, per fare alcune precisazioni in merito all’articolo di Giuseppe Caporale sull’auditorium di Isernia. Probabilmente il tecnico del Governo si è trovato ad essere travolto dalle polemiche che sono scaturite nel capoluogo Pentro dopo che la stampa locale ha ripreso l’articolo. Probabilmente ha dovuto fare i conti con l’ira del sindaco di Isernia, Gabriele Melogli, che in una nota inviata alla stampa dichiara di averlo contattato personalmente per un chiarimento. Certo è che nella precisazione Barone smentisce solo in parte ciò che ha dichiarato a Caporale e non torna indietro su due punti centrali dell’articolo: l’impossibilità di ultimare l’auditorium e la lievitazione dei costi, da 5 a 55milioni di euro, tenendo presente ciò che era previsto nel bando del concorso per assegnare la progettazione, o da 45 a 55milioni di euro, tenendo presente il finanziamento promesso. Ovviamente la precisazione di Barone è stata immediatamente utilizzata da Melogli come un punto a favore. Addirittura in una nota inviata alla stampa il sindaco si avventura in valutazioni dal sapore penale. Infatti parla “di campagne diffamatorie con le quali si fa il male della città”. Poi aggiunge: “Il tono violento delle polemiche e lo stile disonesto di certe affermazioni lasciano chiaramente intuire chi muove e alimenta faziosamente questo pericoloso clima denigratorio”. Infine, senza molta fantasia, se la prende con i giornalisti (un classico) sostenendo che è “persistente l’azione disinformativa condotta da talune testate giornalistiche che, nel riprendere le notizie oggetto di smentita, le hanno colpevolmente amplificate senza verificarne l’autenticità”. Insomma, zitti tutti. Per il sindaco di Isernia c’è una sola verità: l’auditorium è l’ultima meraviglia del mondo. Peccato, però, che evita di rispondere alle domande di fondo: perché il costo è lievitato fino a 55milioni di euro? Perché non verrà completato? Il Comune dove troverà i soldi per gestirlo? Tra non molto Melogli terminerà il mandato elettorale e non potrà più ricandidarsi a sindaco della città. A quel punto potrà anche lui lavarsene le mani e lasciare la patata bollente sulle spalle del successore, immaginando, forse, che tutti gli isernini sono dotati di memoria corta. Si sbaglia.
(Clicca qui per leggere la precisazione di Barone)


















Quando si dà fiato alle corde vocali è necessario collegarle al cervello.
Il peso futuro dell’Eco Mostro non peserà sui nuovi amministratori, ma sulle nuove generazioni; basta chiedere agli attuali Assessori che non sono in grado di gestire l’ordinario, figurati un Mostro simile, ma sono tutti in “religioso silenzio”, perchè aspiranti, almeno due di essi e qualche Consigilere comunale (anch’esso silente”, alla candidatura a Sindaco.