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Auditorium di Isernia, scandalo nazionale

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Verrà a costare 55milioni di euro e non sarà completato. Le ammissioni di Barone nell’articolo di Caporale su Repubblica.it. Valente sollecita la Corte dei conti

E’ proprio vero: le bugie hanno le gambe corte. L’articolo pubblicato da Giuseppe Caporale rende giustizia di tante falsità circolate negli ultimi mesi sull’auditorium di Isernia. Il giornalista di Repubblica ripercorre tutte le tappe della vicenda ma soprattutto ci fa conoscere le dichiarazioni di Nicola Barone, responsabile tecnico della struttura ministeriale incaricata dal Governo per le grandi opere finanziate nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia. Ebbene, Barone è estremamente chiaro nel dire che dell’auditorium sarà completato solo il primo lotto “entro dicembre”  (ma non doveva essere inaugurato a Novembre, nel cuore delle elezioni regionali?).  Poi aggiunge: “L’unica opera collegata alle celebrazioni dell’unità d’Italia che non riusciremo a terminare è proprio l’Auditorium di Isernia. Abbiamo ereditato una situazione difficile, complessa… Il Governo ha già stanziato 30 milioni di euro e al momento non ha altre disponibilità. I soldi non ci sono. Senza l’aiuto degli enti locali che ancora non impegnano le loro risorse ci dobbiamo fermare. Però completeremo almeno la sala dell’Auditorium per consentire una parziale fruizione della struttura che sarà aperta a dicembre. Sistemeremo anche la facciata. Il resto, il secondo blocco, i negozi, il cinema, l’anfiteatro, la galleria… Si dovranno aspettare tempi migliori”. Insomma, l’auditorium è arrivati a costare 55 milioni di euro (dieci in più rispetto ai finanziamenti promessi, cinquanta in più rispetto alle previsioni del concorso)  e Barone ammette quello che in pochi hanno predicato nel deserto, affermando “che si può legittimamente dire che l’opera è eccessiva per un piccolo comune come Isernia”. L’architetto Franco Valente canta vittoria. Ringrazia Caporale per avere fatto emergere la verità dalle colonne di un quotidiano come Repubblica e chiede alla Corte dei Conti di rispondere ai quesiti posti con l’esposto presentato nei mesi scorsi.

(Clicca qui per leggere l’articolo di Giuseppe Caporale)

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