Disse ai Molisani: “Non arrendetevi”
Il “grido” profetico di Giovanni Paolo II, il Papa Santo. Nel giorno della Beatificazione i messaggi, il ricordo, le iniziative
Ci saranno numerosi molisani tra quel milioni di pellegrini presenti a Roma per partecipare alla Beatificazione di Giovanni Paolo II. Resta ancora vivo il ricordo della visita nell’alto Molise, nel 1995, n occasione della festa di San Giuseppe Artigiano, quando il Pontefice con determinazione spronò la gente delle aree interne a non arrendersi allo spopolamento e alla perdita dei valori legati alla tradizione del lavoro artigianale e contadino. Oggi più che mai quelle parole risultano profetiche e attuali, se si pensa a cosa sta accadendo nei piccoli comuni molisani, travolti dalla crisi economica e dalla perdita di servizi. La giornata della Beatificazione è stata anticipata da una serie di messaggi, iniziative e testimonianze. Eccone alcuni
Il messaggio di Michele Iorio
“La giustizia sociale consiste, per un aspetto essenziale, nel riconoscimento della dignità del lavoro umano e in un’equa remunerazione, grazie alla quale il lavoratore possa mantenersi insieme con la propria famiglia. D’altra parte, essa richiede anche adeguati interventi a favore di coloro che, pur volendolo, si trovano nella precaria e avvilente situazione di disoccupati”. Con queste parole pronunciate in una ventosa giornata di marzo del 1995, ai piedi del Santuario dell’Addolorata di Castelpetroso, in occasione della festa di San Giuseppe Artigiano, Giovanni Paolo II testimoniava ancora una volta con eloquenza dialettica il suo impegno sociale e politico nell’Italia e nel mondo. Un impegno che, partendo dall’importante incarico di Pontefice, e quindi massima guida dei cattolici, travalicava le frontiere ideologiche, culturali e religiose per ergersi a monito universale e a incitamento per tutta l’umanità a cancellare le divisioni e a porre in essere iniziative comuni per eliminare le ingiustizie assicurando a tutti, attraverso il lavoro, dignità e libertà. Oggi la Chiesa Cattolica innalza questo grande “testimone del nostro tempo” agli onori degli Altari con il titolo di Beato. Lo fa in un giorno particolare per l’Italia: la “Festa dei Lavoratori”. Una coincidenza non credo casuale. Giovanni Paolo II, infatti, come in quel 19 marzo del 1995 in Molise, ha ritenuto elemento imprescindibile del suo impegno, della sua missione, del suo Pontificato, il riconoscimento dei diritti dell’uomo in ogni luogo del mondo, partendo dal diritto per ogni persona ad avere un lavoro che le desse sostentamento adeguato e che fosse elemento di crescita sociale e collettiva della civiltà umana. Un messaggio che è un monito ad ogni cittadino, ad ogni istituzione e ad ogni forza politica. La strada è impegnativa, lui stesso ne sottolineava le difficoltà, soprattutto in momenti difficili come quelli odierni; ma proprio in queste circostanze egli ebbe ad invitare, nella successiva tappa ad Agnone a “non arrendersi di fronte ai gravi problemi del momento e non rinunciare a progettare il proprio futuro”. Tante volte nella mia esperienza istituzionale, in momenti di difficoltà, ho ricordato quel giorno e questa frase. In essa ho trovato la forza di andare avanti e ho visto la responsabilità personale e politica di non arrendermi e di dare il mio contributo per un futuro migliore. Penso che negli ultimi sedici anni il Molise abbia trovato anche in queste parole l’energia necessaria per rialzarsi dopo il terremoto, l’alluvione, e le crisi economiche che si sono succedute. Le stesse energie che tutti insieme, come sistema Molise, dobbiamo sviluppare in questo periodo di ennesima difficoltà per progettare il nostro futuro. Quello di oggi per il Molise è un giorno di festa, lo è perché sappiamo di essere stati amati da questo “Papa venuto da lontano”, e ricambiamo quindi tale affetto, con partecipazione convinta ad un evento che non è solo religioso ma è anche culturale, sociale, antropologico e politico. Oggi la Chiesa Universale, infatti, pone ad esempio globale una vita fatta di impegno, di scelte difficili e coraggiose, di dolore, ma anche di amicizia e di affetto gratuito per i giovani e per chi soffre fisicamente e moralmente. Sono certo, infine, che questa regione vorrà rispondere all’ennesimo invito che le venne quel 19 marzo da Karol Wojtyla: “ vorrei esortare ciascuno a rimanere fedele alle tradizioni cristiane di questa terra”.
Le considerazioni di Don Mario Colavita
“Chi vede me, vede il Padre” (Gv 14,9). Queste parole sono il compendio della rivelazione cristiana: il volto dell’uomo Gesù è il Volto. Egli è l’unigenito Figlio di Dio, l’unico che ci mostra il Padre, ce lo rivela nella sua gloria e nel suo amore misericordioso. Le parole dell’evangelista Giovanni, seguono la rivelazione di Cristo: io sono la via, la verità e la vita, esse, poi, sono anche l’incipit della seconda enciclica di Giovanni Paolo II: Dives in Misericordia (Dio ricco di Misericordia) del 30 novembre del 1980. Nel giorno della beatificazione di Giovanni Paolo II le parole di encomio rischiano di essere pleonastiche e ripetitive, ampollose, per certi versi. Dopo cinque anni e più dalla sua morte il mondo non aspettava che questo momento, così le parole profetiche dell’allora card. Ratzinger: “Possiamo essere sicuri che il nostro amato Papa sta adesso alla finestra della casa del Padre, ci vede e ci benedice. Sì, ci benedica, Santo Padre!”, divengono una realtà per l’intera comunità dei credenti. Sì, il beato Giovanni Paolo II dal cielo apre una finestra sul mondo, sul mondo intero, sul mondo che attraversa una insidiosa crisi della Verità, sul mondo attorcigliato in una spirale di angoscia economica-finanziaria, sul mondo che sta cessando di guardare alle povertà di miliardi di persone, sul mondo sempre più sfiduciato nel proprio futuro, sul mondo che non sa più andare d’accordo con il creato, su questo mondo si apre la finestra del cielo della misericordia di Dio, per il lavoro del nuovo beato. Giovanni Paolo II era un uomo di profonda preghiera, la sua di preghiera, era radicata nella sacra scrittura, nella tradizione, nei padri, nel magistero, nella devozione. C’è un aspetto che vorrei sottolineare: la misericordia. Karol Woityla, lo potremmo definire il profeta della misericordia dei tempi moderni, non a caso la sua beatificazione avviene il giorno della domenica della divina misericordia. Tale annuncio di misericordia è legato al messaggio della suora polacca Faustina Kowalska, canonizzata nel 2000 da Giovanni Paolo II. Faustina era nata nel 1905 in Polonia. A vent’anni – dopo aver svolto umilissimi lavori – era stata ammessa come postulante nella Congregazione delle Suore della Beata Vergine della Misericordia, ricevendo presto grandi grazie mistiche, ma attraversando anche una dolorosa notte dello spirito. Nel febbraio 1922 Gesù le aveva parlato della divina misericordia, chiedendo attraverso di lei che la “prima domenica dopo Pasqua sia la festa della Misericordia”, e assicurandole che “in quel giorno saranno aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine”. Le fu data anche una visione, che si sarebbe realizzata puntualmente quasi settant’anni dopo: ”La presenza di Dio mi ha sommersa e mi sono vista tutto ad un tratto a Roma in un bel tempio ed il Santo Padre con tutto il clero celebrava questa solennità”. In un’epoca tragica come quella della seconda guerra mondiale questo Vangelo della misericordia suonava veramente come buona novella. Karol Woytila – che in quegli anni maturava la sua vocazione – lo aveva percepito fino al punto che, divenuto Papa, aveva scritto la seconda, delle quindici encicliche, proprio sulla divina misericordia, istituendone nell’anno del giubileo del 2000 la festa. Nelle sua vita Giovanni Paolo II ci ha fatto comprendere che cos’è la misericordia: è il dono di un amore totale, gratuito, che riempie il cuore di gratitudine e ti fa sentire nella gioia, perché ti fa sentire sempre amato da Dio, qualunque sia la situazione in cui ti trovi; è la forza di una fedeltà che ti riempie il cuore di fiducia e di speranza. Il senso del pontificato di Giovanni Paolo II, allora, lo potremo leggere nella dimensione della misericordia, come chiave per aprire il rinnovamento della chiesa. La confidenza, la fiducia, l’affidamento alla misericordia di Dio, diventa, così una particolare opportunità per entrare nel mistero dell’amore di Dio. “Confidate nella Divina Misericordia – ripeteva il Papa – anche per le vostre necessità temporali. Chi si sente disperato, accetti i raggi di amore e di Luce che emanano dal Cuore Sacratissimo di Gesù e riprenda a sperare”. Il papa dei primati, l’attore divenuto prete, il poeta che ha saputo leggere con gli occhi della fede il male del novecento, il vescovo tenace nel saper proporre la speranza agli uomini del suo tempo, il polacco divenuto papa ricco di umanità e spiritualità, oggi ci indica la strada della conoscenza di Dio. Scrive nel 1980: “L’autentica conoscenza del Dio della misericordia, dell’amore benigno è una costante ed inesauribile fonte di conversione, non soltanto come momentaneo atto interiore, ma anche come stabile disposizione, come stato d’animo. Coloro che in tal modo arrivano a conoscere Dio, che in tal modo lo «vedono», non possono vivere altrimenti che convertendosi continuamente a lui” (Dives in Misericordia, 13). Il messaggio recondito della vita del beato papa Giovanni Paolo II è nascosto nella misericordia, scavando in profondità ci accorgeremo di quanto egli ha saputo conformarsi alla misericordia di Dio perché ha saputo amare il volto e la storia degli uomini, solo l’amore misericordioso di Dio – scriveva papa Karol – è più potente del peccato e di ogni male, solo questo amore solleva l’uomo dalle abissali cadute e lo libera dalle più grandi minacce. Dalla finestra del cielo di Dio, il nuovo beato ci indica la via della conoscenza dell’amore di Dio: un amore non a buon prezzo ma faticoso, arduo, in salita, è l’amore che rende ragione di quella vocazione cristiana che abbiamo ricevuto nel battesimo. Di questo desiderio di amore e di ricerca Giovanni Paolo II ne era stracolmo. Nel trittico romano, il testamento poetico Giovanni Paolo II scrive: “Se vuoi trovare la sorgente, devi proseguire in su, controcorrente. Penetra, cerca, non cedere, tu lo sai, dovrebbe essere qui, da qualche parte – Sorgente, dove sei?… Dove sei, sorgente?!
Una campana della Fonderaia Marinelli
Per fissare nel bronzo il giorno della Beatificazione di Giovanni Paolo II, la Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone ha fuso una campana commemorativa che sarà presto consegnata a Papa Ratzinger in Vaticano. Il Rito Sacro della fusione è stato celebrato dal Cardinale Sergio Sebastiani.
(La campana per il Beato Giovanni Paolo II)
La campana, del peso di 50 chili e del diametro di 40 cm e nota musicale DO reca in rilievo insieme al ritratto del Beato Wojtyla, il primo Papa di Roma San Pietro, la Basilica Vaticana e gli stemmi degli ultimi due pontificati. La lunga, sorprendente, visita di Giovani Paolo II rimane l’avvenimento più prestigioso ed emotivamente coinvolgente nella storia della millenaria Fonderia di Agnone: un evento che col passar del tempo si colora ancor più di valori, significati ed indescrivibili emozioni.
L’indimenticabile frase del santo Padre dopo la visita in fonderia: “…ciascuno di noi porta in sé una campana, questa campana si chiama cuore e questo cuore suona e, spero suoni sempre belle melodie…”
I Cristiano Sociali del Molise
Karol Wojtyla è stato una delle figure più significative del Novecento. Ha avuto un ruolo straordinario in eventi che hanno radicalmente cambiato il mondo e riscritto una nuova pagina della storia. La sua forza interiore traspariva da atti, parole e messaggi che raggiungevano il cuore di ogni uomo. La sua opera missionaria, l’impegno per la pace e in favore dei giovani e dei poveri del pianeta, lo consegnarono alla storia insieme al suo urlo di Agrigento contro la mafia e alla sua dedizione sui temi del sociale e della dignità della persona. Noi molisani non dimenticheremo mai il suo monito del 19 Marzo del 1995 ad Agnone “Non arrendetevi” rivolto agli artigiani, ai contadini e ai cittadini delle aree interne e marginali. Quelle parole dette con la forza del cuore resteranno scolpite nel nostro animo e ci incoraggiano a lottare per un futuro di dignità, di lavoro e di progresso. Gli eventi di questi giorni che vedranno annunciare la beatificazione di Giovanni Paolo II ci vedranno emotivamente coinvolti e partecipi insieme alle centinaia di migliaia di persone giunte a Roma da tutto il mondo.
A Termoli un momento di preghiera
Su invito del vescovo diocesano Mons. Gianfranco De Luca, si svolgerà il prossimo 8 maggio, con inizio alle 21.00 presso la chiesa di San Timoteo a Termoli, un momento di preghiera, ringraziamento e ricordo in memoria di Papa Giovanni Paolo II. “Carissimi, nella gratitudine al Signore – si legge nella nota di Mons. De Luca -, per la beatificazione del Santo Padre Giovanni Paolo II, vi invito a vivere insieme questo momento particolarmente sentito per ringraziare Dio per il dono di Giovanni Paolo II”.
Il francobollo e gli speciali annulli filatelici
E’ disponibile in tutti gli uffici postali del Molise il francobollo commemorativo del Venerabile Servo di Dio Giovanni Paolo II. Inoltre, in concomitanza della Beatificazione, Poste Italiane ha predisposto per le Diocesi di Campobasso-Boiano e di Isernia-Venafro anche uno speciale annullo filatelico celebrativo. Per la marcatura dell’annullo, domenica 1 maggio, sotto i portici della Cattedrale a Campobasso (con orario 9-13) e presso la Curia Vescovile a Isernia (con orario 8.30-13.30), sarà attivata un’apposita postazione dove opererà un servizio filatelico a carattere temporaneo a disposizione dei cittadini e degli appassionati collezionisti.
(Il francobollo dedicato a Giovanni Paolo II)
Saranno disponibili anche un Folder con all’interno cartolina affrancata con lamina, una confezione con lamina in metallo dorato, cartoline obliterate e nuove, busta personalizzata e tessere filateliche. Il francobollo, nel valore di € 0,60, è stampato a cura del Polo Produttivo Salario, Direzione Officina Carte Valori e Produzioni Tradizionali dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. La vignetta raffigura un ritratto di Papa Giovanni Paolo II realizzato dal fotografo Grzegorz Galazka l’8 dicembre 1998, in occasione della Benedizione della statua della Vergine Immacolata in Roma. A commento dell’emissione verrà posto in vendita il bollettino illustrativo con articolo a firma del Cardinale Agostino Vallini, Vicario Generale del Santo Padre per la Diocesi di Roma.

















