“Basta con questi Consorzi industriali”
Tuonano gli imprenditori molisani che tornano a chiedere la riforma, al termine dell’assemblea che si è svolta nella sede dell’Unilever
“Non è più tollerabile da parte delle aziende una gestione dei consorzi industriali come quella attuale”. Tuonano le le imprese insediate nel nucleo di Pozzilli nel corso dell’incontro che si è svolto presso la sede dell’Unilever per fare ancora una volta il punto della situazione sulla gestione consortile, alla presenza del Presidente di Assindustria Michele Scasserra e del Vice Presidente Paolo Di Giovanni. “Il consorzio di Isernia – Venafro è commissariato da oltre 6 anni e non ha ancora raggiunto un equilibrio di bilancio – affermano gli impreditiri in una nota diffusa al termine della runione – le riduzioni dei costi sono minime mentre continuano a crescere gli oneri richiesti alle aziende, finalizzati solo a ripianare i conti. Non siamo più in tempi di vacche grasse, quando i contributi pubblici arrivavano per realizzare le infrastrutture e le imprese si potevano permettere anche di pagare tariffe più onerose perché l’economia tirava. Oggi non è più così: le risorse pubbliche sono finite e le imprese sono in grandi difficoltà finanziarie”. A Pozzilli gli imprenditori, sostenuti da Confindustria, sono tornati a chiedere di procedere con sollecitudine alla riorganizzazione dei tre consorzi industriali regionali, per ridurre i costi di funzionamento degli organi amministrativi, che mina la gestione efficiente dei servizi. “La regione già da 5 mesi ha dichiarato la propria volontà di procedere in questa direzione – ribadiscono gli industriali – prevedendo una riorganizzazione nella legge finanziaria regionale, e noi oggi chiediamo che si accelerino i tempi. Non sarà certo la riforma a risolvere i problemi dei consorzi, ma sarebbe un passo importante e decisivo verso una gestione più vicina alle esigenze delle imprese. Oggi queste vengono spremute per mantenere in piedi un sistema costoso e inefficiente, un sistema che invece di essere attrattivo di nuovi investimenti, sembra voglia scoraggiare anche quelle imprese che eroicamente ancora resistono in questo territorio. Altrove i consorzi industriali incentivano le nuove imprese con tariffe e oneri di favore, qui invece si applicano in ogni circostanza regole e tariffe tutt’altro che incentivanti, pur di drenare risorse finanziarie”. Gli industriali tornano quindi a richiamare l’attenzione della politica sulla necessità di guardare allo sviluppo economico della regione in un’ottica di medio periodo, in cui sia chiaro il ruolo che l’industria deve e vuole giocare. “Le imprese vogliono essere protagoniste dello sviluppo economico della regione – hanno concluso - ma chiedono che vengano create le condizioni minime per essere competitive e continuare almeno ad esistere”.


















I consorzi sono fallimentari perchè gestiti da pseudo manager, ovvero da politici che al minimo pensano alle clientele non a gestire la complessità del consorzio industriale.