La rivolta contro Paolo Spina, “Gestione personalistica”
Un gruppo dirigenti della Confcommercio scrive a Sangalli. Il presidente provinciale replica e presenta una denuncia
Chiusi i seggi elettorali è scattata la rivolta di un gruppo di presidenti delle organizzazione di categoria della Confcommercio di Campobasso contro il presidente provinciale Paolo Spina. Una lettera è stata inviata al Presidente nazionale Carlo Sangalli. A firmarla sono stati: Giuseppe Montesanto, presidente Confcommercio di Termoli; Paolo Santangelo, presidente Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi); Nicola Aprile, presidente SIB (Sindacato Italiano Balneatori); Dina D’Onofrio, presidente Fimaa (Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari); Amelia Mascioli, presidente Giovani Albergatori; Corrado Patierno, presidente Faita (Federazione delle Associazioni Italiane dei complessi turistico ricettivi all’aria aperta); Anna Vaccaro, presidente Federalberghi; Aldo Cantalupo, presidente Fnaarc (Federazione Nazionale Associazioni Agenti e Rappresentanti di Categoria); Franco Colarusso, presidente Federcomated (Federazione nazionale Commercianti cementi, laterlizi e materiali da costruzione edili); Sergio Ferretti, presidente Faimo (Amministratori di Condominio); Gianni Mitri, presidente FIGISC ( Federazione italiana gestori impianti stradali carburante). “La Confcommercio Campobasso, lungi ormai dallo svolgere la propria naturale attività di promozione e tutela degli interessi e delle aspettative dei propri iscritti – si afferma nella lettera – è diventata un’organizzazione priva di democraticità e dibattito, opaca nella gestione delle risorse finanziarie e delle quote sociali dei propri iscritti e non rispettosa, nella forma come nella sostanza, delle proprie finalità costitutive e statutarie”. I presidenti di categoria, promotori dell’iniziativa, attribuiscono tutto ciò al modo di gestire la Confcommercio Campobasso da parte di Paolo Spina, “il quale ha operato e continua ad operare senza tenere in alcun conto le procedure e le prescrizioni statutarie – affermano - senza coinvolgere i soci e gli organi preposti nelle scelte gestionali e soprattutto senza mostrare alcun interesse per l’attività sindacale e associativa, reale motivo di esistere della nostra organizzazione”. Nella lettera si imputa a Spina una gestione personalistica e del tutto autoreferenziale senza alcuna disponibilità al dialogo e al confronto con i soci, i dirigenti e i presidenti di categoria della Confcommercio di Campobasso. Pertanto si chiede a Sangalli un incontro urgente per definire gli opportuni interventi finalizzati al ripristino delle condizioni per una serena e proficua vita associativa. In assenza di risposte i presidenti categoria sottoscrittori della lettera sono pronti ad attivarsi in prima persona, “anche ipotizzando – termina la lettera – soluzioni alternative all’auspicata permanenza nel sistema di rappresentanze della Confcommercio Nazionale”. Insomma, se Sangalli non rimuove Spina i dirigenti promotori della contestazione sono pronti ad abbandonare la Confcommercio.
Spina presenta una denuncia e replica: “Tutte le decisioni sottoposte alla Giunta”
La risposta di Paolo Spina non si è fatta attendere. Il Presidente della Confcommercio di Campobasso sostiene che: “Tutte le decisioni che, per statuto o per legge, sono di competenza della Giunta, sono state ritualmente sottoposte a tale organo che in massima parte ha sempre deliberato all’unanimità. Ovviamente tutte le decisioni sono state incorporate in verbali che attestano, con esattezza, gli ordini del giorno e le decisioni assunte dall’Organo Giuntale. Non e data capire in che senso la gestione economica della Confcommercio sia stata opaca e non rispettosa delle finalità dell’ Associazione. Allo stesso modo, la presunta gestione personalistica ed autoreferenziale è categoricamente smentita dal numero delle riunioni della Giunta ed anche in tale caso i verbali dell’Organo suddetto attestano lo svolgimento delle riunioni e quanto assunto in tale sede”. Detto ciò Spina ha annunciato di avere conferito il mandata ai propri legali di fiducia “affinché valutino la sussistenza di eventuali ipotesi di reato (sub specie di ingiuria, diffamazione o quant’altro sarà ritenuto dalla competente Autorità Giudiziaria) nella comunicazione suddetta (quella dei presidenti di categoria ndr), tutelando sia in sede civile che penale i diritti, patrimoniali e di immagine, del sottoscritto”.

















