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Fondazione Pavone: i politici si salvano, il parroco no

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In appello cade l’accusa di abuso d’ufficio. Assolti Patriciello, Pietracupa, Melaragno e Rinaldi. Quattro mesi a don Di Tella per violazione dei sigilli

Non hanno commesso il reato di abuso d’ufficio. Questa è la motivazione che ha spinto il giudice della Corte di Appello di Campobasso, Rossana Iesolulauro, ad assolvere l’Europarlamentare Aldo Patriciello, il cognato Mario Pietracupa, attualmente vice presidente della Giunta Regionali. Erano finiti sotto processo per il cambio di destinazione d’uso della Fondazione Pavone di Salcito. Contestate, inizialmente, una serie di presunte irregolarità per indurre la Regione Molise in errore e far trarre vantaggi alla Neuromed che era interessata ad assumere in gestione della struttura sanitaria. Insieme a Patriciello e Pietracupa erano imputati anche all’attuale presidente della Neuromed, Erberto Melaragno, il dirigente della Regione, Giovanni Di Renzo e il parroco  Orlando Di Tella. In primo grado arrivò la condanna emessa dai giudici del Tribunale di Campobasso ad un anno e sei mesi di reclusione, per il solo reato di abuso d’ufficio, per Patriciello, Pietracupa, Melaragno  e Di Renzo. Invece per don Orlando Di Tella, in primo grado, la condanna fu ad un anno e dieci mesi di reclusione perché all’abuso d’ufficio si aggiunse anche il reato di violazione dei sigilli posti alla struttura sanitaria di Salcito, quando fu posta sotto sequestro dall’autorità giudiziaria. In appello, invece, per tutti gli imputati è caduta l’imputazione per abuso d’ufficio mentre è rimasta solo quella di violazione dei sigilli a carico del parroco, il quale si è visto confermare la condanna, ridotta a quattro mesi di reclusione, pena sospesa, e a un anno di interdizione dai pubblici uffici Commentando la sentenza Patriciello ha ricordato di non essersi mai sottratto al giudizio “Ho sempre avuto fiducia nella giustizia – ha aggiunto l’Eurodeputato – e anche oggi questa stessa giustizia ha riconosciuto la correttezza e la trasparenza delle aziende coinvolte. Ho voluto per questo percorrere l’intero iter giudiziario – conclude Patriciello – consapevole della mia estraneità alle accuse rivoltemi. Estraneità confermata oggi in udienza”.

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