Zuccherificio, in Procura il sedicesimo esposto di Romano
Nel mirino del Consigliere regionale anche l’accordo con la True Energy Fund. “Chi ha scelto i partner energetici?”
Finisce sulle scrivanie della Procura della Repubblica di Campobasso l’accordo sottoscritto tra lo Zuccherificio di Termoli e la True Energy Fund per la realizzazione, in partnership, di tre impianti a biogas destinati alla produzione di energie rinnovabili e alimentati in prevalenza con sottoprodotti derivanti dalla produzione di zucchero. L’esposto è stato presentato dal Consigliere Regionale Massimo Romano. E’ il sedicesimo. Oltre alla Procura di Campobasso l’esponente dell’opposizione ha inviato esposti sullo Zuccherificio anche a quelle di Larino e Bari. “Ormai questa storia è diventata tanto inquietante quanto surreale – sostiene Romano – al punto che quando qualcuno un giorno finalmente deciderà di vederci chiaro troverà tutto descritto alla lettera, con largo anticipo, in ognuno degli esposti”. Commentando l’accordo tra Zuccherificio e True Energy Fund Romano pone alcune domande: “Chi ha deciso le modalità della riconversione energetica dello stabilimento? Chi beneficerà degli utili di quei profitti? Chi può garantire ai bieticoltori che la riconversione energetica non metterà la parola fine sulla produzione bieticola? Chi ha autorizzato l’installazione degli impianti energetici? E’ compatibile quel tipo di produzione con la vocazione turistica del Basso Molise e di Termoli? E’ stata fatta una gara per scegliere il partner industriale energetico? O ancora una volta si è proceduto a trattativa privata? Si conosce l’impatto ambientale e sulla salute dei cittadini di quell’impianto, dunque in base a quali dati il sindaco di Termoli ha dato il proprio assenso? Siamo proprio sicuri che Termoli abbia bisogno di ulteriori industrie dell’energia, dopo le chimiche e la Turbogas? E che ne pensano i cittadini? Sono stati almeno interpellati o anche stavolta si ritroveranno a subire decisioni assunte dall’alto e calate verso il basso? E, soprattutto, chi sono i partner energetici dello Zuccherificio e dunque della Regione?”
Romano sottolinea che gli azionisti dello Zuccherificio, primo tra tutti la Regione Molise, e il management dell’azienda continuano a fare finta di nulla e continuano a fare quello che vogliono nonostante il Tar Molise, con sentenza numero 1559 del 20 dicembre 2010 abbia annullato tutti gli atti giudicando illegittima tutta l’operazione e in particolare annullando proprio la modifica della governance dell’azienda che, sostiene Romano, è stata sostanzialmente privatizzata. “Sia la Regione che il management dell’azienda stanno violando ed eludendo una decisione esecutiva del giudice amministrativa – afferma ancora i Consigliere regionale – e invece di nascondersi cercano le telecamere per pubblicizzare non già il pagamento delle spettanze ai bieticoltori, non già il pagamento puntuale degli stipendi ai lavoratori costretti ancora una volta a scendere davanti ai cancelli, non il pagamento dei debiti nei confronti dei numerosissimi creditori istituzionali (nucleo industriale) o privati dell’indotto, bensì per pubblicizzare l’accordo per la riconversione energetica dell’industria”. Infine Romano sostiene che il nuovo socio dello Zuccherificio “è ancora una volta una società anonima avente sede in Lussemburgo!
“Esattamente come il socio privato riconducibile a Remo Perna, che come è noto si nasconde dietro schermi societari anonimi a Cipro e Lussemburgo – prosegue il Consigliere – Infatti, dai giornali si legge che si tratterebbe della TEF, controllata da ARC asset management SA, che da una semplice ricerca su internet sarebbe proprio una società anonima avente sede in Lussemburgo. Chi sono i veri soci della Regione nello Zuccherificio? – termina Romano – E chi sono i veri soci dell’energia dello Zuccherificio?”.
(Clicca qui per leggere l’esposto del 30 maggio 2011 di Massimo Romano)

















