Sanità. Io, mammete e tu
Arriva Morlacco, sub-sub commissario. La Cgil: “Manca solo la protezione civile”. Interrogazione di Leva sul pronto soccorso di Isernia
Secondo il Governo Berlusconi nel piccolo Molise sono necessari tre Commissari per mettere in ordine i conti della sanità. Oltre a Michele Iorio, principale titolare dell’incarico e artefice assoluto del debito accumulato in 20 anni di gestione diretta della sanità molisana, c’è Isabella Mastrobuono, sub – commissario della prima ora ed ora Mario Morlacco, sub commissaria di fresca nomina, al quale è stato attribuito il titolo di “tutor” (di chi? Di Iorio o di Mastrobuono?). Sembra la canzone “Io, mammete e tu”. Oppure una di quelle barzellette che inizia con “C’erano un inglese, un tedesco e un Italiano…”. Purtroppo, invece, non è una barzelletta e c’è poco, molto poco, da ridere. Morlacco dovrebbe riuscire lì dove hanno fallito Iorio e Mastrobuono. Il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, gli ha affidato l’incarico di attuare il piano di rientro dal deficit finanziario che invece di diminuire aumenta. Mario Morlacco ha 63 anni ha già collaborato con Fitto in Puglia, Marrazzo e Polverini nel Lazio e Caldoro in Campania. Tutte regioni con un mare di debiti. Riuscirà dove gli altri hanno fallito?
Giuliano Di Lembo (Fp-Cgil): “Siamo indignati. Manca solo la Protezione civile”
Intanto, Giuliano Di Lembo, segretario generale della Fp Cgil sollecita anche l’intervento delle Protezione Civile. “Così saremo al completo, per ripianare il debito sanitario causato da Iorio e dalla sua ‘corte’ – commenta, sarcasticamente Di Lembo – Non è bastato remunerare un assessore regionale di ‘facciata’, non basta remunerare un sub-commissario. Ora ci tocca remunerare anche un altro commissario o tutor. E così, mentre i lavoratori sopportano maggiori carichi di lavoro e, unitamente ai cittadini molisani, che peraltro vedono ridotto anche il diritto alla salute, pagano le maggiori tasse nel Paese, altri ci guadagnano percependo laute remunerazioni per fare “ammuina” intorno alla riorganizzazione del sistema sanitario molisano. Siamo profondamente indignati – conclude Di Lembo – e fortemente arrabbiati rispetto ad un centro di potere, politico ed economico, ricettacolo di clientelismi e di inquinamenti ragguardevoli. I lavoratori della sanità e i cittadini molisani non meritano una classe politica così mediocre.
Interrogazione di Danilo Leva sulla situazione del Pronto Soccorso di Isernia
In attesa del sub-sub Commissario il pronto soccorso dell’ospedale Veneziale scoppia, i posti letto negli ospedali non ci sono, l’assistenza domiciliare affonda, si allungano i tempi in attesa per gli esami, i paziento del reparto di dialisi del Caracciolo vengono ammassati in una stanzetta e con la disponibilità di un solo medico. Insomma, il caos totale.
Sulla situazione del Pronto Soccorso dell’ospedale Veneziale, Danilo Leva, consigliere regionale del Pd, ha presentato una interrogazione urgente per conoscere le strategie del Governo regionale per far fronte all’emergenza.
Leva ricorda che il personale del Pronto Soccorso del Veneziale è in stato di agitazione dall’aprile 2009 per accendere i riflettori su una situazione ingestibile. “In questi ultimi mesi nel presidio sanitario della Provincia di Isernia sono aumentati in maniera esponenziale gli utenti – afferma Leva - Fatto più che prevedibile, a fronte della sostanziale chiusura dei nosocomi di Agnone e Venafro. Una situazione degenerata più volte e che ha portato i sanitari ad informare la Prefettura per questioni di ordine pubblico. Il governo regionale si è attivato, a parole però. In forza di un accordo, siglato ad inizio dell’aprile scorso – ricorda il consigliere regionale del Pd – che è stato però palesemente inattuato, la situazione al Pronto Soccorso del Veneziale – sempre secondo i soliti proclami governativi – avrebbe dovuto tornare nella normalità in tempi brevi. Nulla di quanto sottoscritto, ad oggi, è stato messo in pratica e il Pronto Soccorso del Veneziale è come una bomba ad orologeria. E’ stato lo stesso presidente Michele Iorio – continua Danilo Leva – in forza del suo doppio status ad indicare la strada da seguire concordando con il personale, attraverso la dirigenza dell’Asrem, una serie di interventi che avrebbero dovuto garantire le condizioni minime per operare in un contesto comunque emergenziale come quello della Sanità. Un accordo mai rispettato, in barba al personale sanitario e agli utenti, ai cittadini che hanno bisogno di quel presidio sul territorio nella pienezza delle sue funzioni. I molisani sono abituati ad ascoltare promesse. I professionisti della Sanità sono stanchi di subire gli effetti di politiche inadeguate lunghe un decennio.
Gli utenti sono stufi di dover pagare, in ogni contesto, le scelte scellerate di chi ci governa”. In questo scenario Leva colloca anche la nomina del secondo sub commissario. “Si tratta, in effetti, della certificazione della impossibilità di affidarsi ancora al presidente-commissario e alle sue scelte per uscire dal baratro nel quale ci ha spinto – afferma Leva – Un’operazione quella decisa in queste ore e che vedrà in Molise l’ex commissario alla Sanità del Lazio, che avrà costi ancora maggiori. Altre risorse che avrebbero potuto essere impiegate diversamente – conclude Leva – e invece abbiamo tre commissari e non siamo riusciti a mettere in piedi uno straccio di progetto per risanare e riorganizzare il sistema Sanitario Regionale. Abbiamo tre commissari e liste d’attesa che sfiorano anche i 5 mesi per alcune patologie, diritti alla salute negati e professionalità sempre più mortificate”.


















A me pare che è stato commissariato il commissario con l’arrivo del “sub commissario”;