Seguici:

Referendum. Il dibattito

0 Commenti

In campo solo le ragioni dei “si”. In silenzio quelli dei “no”. Gli interventi

Raccogliamo in questa pagina il dibattito sui Referendum, prendendo atto che, fin qui, in campo ci sono solo le ragioni dei “si”. Restano in silenzio quelli dei “no”, forse sperando nel flop del quorum.

Micaela Fanelli, Consigliere Provinciale – “Nella campagna elettorale per le provinciali appena conclusa, i temi dei referendum hanno rappresentato il cuore del posizionamento ideologico della coalizione che ho avuto il privilegio e la responsabilità di guidare. I beni comuni e la salvaguardia fondamentale che richiedono, nelle basi costituzionali e nell’utilità sociale, hanno rappresentato la cornice del programma elettorale. Hanno fatto parte del dibattito non soltanto perché la Provincia è un ente con competenze in parte sovrapposte ad alcune materie referendarie (l’ambiente) o perché essendo un ente con competenze generali, in quanto autonomia locale, vi si assumono decisioni anche in materia di valorizzazione del territorio e sviluppo;  ma  perché la partita era ed è tutta politica. Alle Provinciali, come in una qualsiasi competizione elettorale, infatti, la scelta del contesto valoriale è prioritaria rispetto ad ogni altra scelta amministrativa, seppure rilevante. L’ambiente, la pubblicità di alcuni beni e la lotta alle misure di privilegio, in particolare verso la giustizia, sono il quadro di riferimento fondamentale. Su questi temi ora bisogna coinvolgere tutti. Intensificare l’impegno per arrivare ad un sì vincente”. Questo si afferma in una nota di Micaela Fanelli, la quale prosegue nell’analisi: “Siamo al rush finale. Ci attende l’ultima settimana della campagna referendaria per fare in modo che domenica 12 e lunedì 13 giugno almeno la metà più uno degli aventi diritto al voto si rechi alle urne e voti a tutti i quesiti SI. I temi vanno ora rilanciati, cercando di raggiungere quell’elettorato più difficile da avvicinare. Soprattutto dove è  più bassa, come nei comuni più piccoli della nostra regione, la sensibilità per la politica che tratta gli argomenti generali. Molto stanno facendo e molto bene i comitati, le associazioni, i partiti. Penso soprattutto a tutti quei gruppi che si sono costituiti specificamente per la battaglia referendaria e che in questi giorni stanno aumentando la loro azione in modo energico e capillare. A loro guardo quando ho bisogno di un’iniezione di speranza e di ottimismo. A loro un  “grazie” convinto, soprattutto per la spinta “dal basso” che hanno saputo imprimere. Moltissimi giovani partecipano a questa battaglia innervando di energie fresche la scena. Speriamo questa energia contamini anche il panorama politico locale. Il cambiamento di cui abbiamo bisogno può, infatti, partire proprio da qui. La decisione della Corte di Cassazione ha restituito ai cittadini il diritto di esprimersi su un tema  importante come la realizzazione in Italia di centrali nucleari, ha ridato slancio alla faticosissima campagna contro la privatizzazione dell’Acqua, soprattutto per quello che attiene al quorum. Ora potremmo farcela. Il raggiungimento del quorum avrebbe altresì un peso che va oltre il referendum stesso, assumendo il suggello di un’alleanza politica fra IDV, PD e SEL fondamentale. L’esito positivo che auspichiamo renderebbe infatti  ancora più difficile sfilarsi da tale alleanza. Per il Molise diventerebbe determinante verso le regionali di novembre, per le quali è fortemente necessaria l’unità. Ci sono poi i “perché pratici e localistici”. Perché il Molise è interessato da un sito per la realizzazione di nuove centrali nucleari. A Termoli, dove in piena campagna elettorale ricordo bene lo schieramento delle forze di centrodestra all’iniziativa contro le trivellazioni; ma non ricordo nessun impegno più, nelle manifestazioni successive contro il nucleare. Il tema invece è di rilevanza fondamentale  per il nostro futuro e richiede una fortissima mobilitazione. E perché sull’acqua la Regione ha manifestato molte ambiguità sulla gestione del servizio. Si tratta di un bene che rappresenterebbe una ricchezza enorme per il Molise se opportunamente valorizzato. Mi auguro, infatti, che, andando oltre lo stretto tema referendario, finalmente si arrivi a riequilibrare i “prezzi” di vendita dell’acqua proveniente dal nostro territorio verso altre Regioni, in particolare verso la Campania. I Comuni del Molise, infatti, pagano molto di più di quelli di altre Regioni il “prezzo” della “nostra” acqua. E’ una delle molte contraddizioni che andrebbero eliminate. Per questi quattro motivi – la necessità di una cornice valoriale salda, il positivissimo processo dal basso, le prospettive politiche di rafforzamento dell’unità e la tutela del nostro territorio – ci auguriamo che il voto in Molise sia tale da raggiungere il quorum e di consegnarci quattro SI. Ci spaventa, viceversa, fortemente l’ipotesi che il Molise sia nuovamente incapace di cogliere l’importanza della posta in gioco. L’impegno massimo perché ciò non accada. L’appello ai molisani perché i pericoli sostanziali e politici che corriamo siano scacciati con una partecipazione consapevole, ampia e convinta”.

I dirigenti del Psi

Marcello Miniscalco, segretario regionale - “Non bisogna sottovalutare i problemi posti dai quattro quesiti referendari perché ne va della sicurezza del Paese e del futuro della democrazia in Italia. Per questo, i socialisti non si tirano indietro e, al contrario del centrodestra che continua a prendere in giro i cittadini lasciando libertà di voto, perché proprio del voto hanno paura, auspichiamo e stiamo lavorando per una mobilitazione di massa che tuteli i veri interessi di tutti cittadini e non solo quelli, economici e politici, di pochi”.

Filippo Poleggi, presidente del Partito - “Quattro si, senza se e senza ma perché attraverso il voto referendario, è necessario portare avanti una battaglia per la democrazia e salvare l’istituto del referendum. Dunque, il Partito Socialista Italiano lancia un forte appello alla popolazione, affinché gli italiani si riapproprino del diritto di decidere direttamente sul proprio futuro”.

Michele Pangia, Consigliere regionale - “Anche in questa occasione i socialisti faranno sentire chiaramente e con forza la propria voce. Per cancellare il nucleare, per l’acqua pubblica, per la giustizia uguale per tutti. Ma soprattutto per garantire un avvenire migliore alle nuove generazioni, che stanno pagando un prezzo troppo alto in termini di futuro. Per questo, come socialisti, ribadiamo il nostro fermo sì ai beni pubblici senza margini di profitto per i privati e per una giustizia certa e sostanziale, senza margini di privilegio per nessuno”.

Candido Paglione, componente dell’assemblea nazionale del Pd – “Il voto, programmato per il 12 e 13 Giugno, consente ai cittadini di esprimersi direttamente e liberamente su questioni decisamente importanti: dalla proprietà dell’acqua al legittimo impedimento, passando per il quesito sul nucleare che, anche alla luce del recente disastro avvenuto a Fukushima, assume una valenza decisamente maggiore. La recente decisione della Cassazione, che ha confermato il referendum nonostante le finte rinunce al nucleare del Governo Berlusconi, rafforza la validità del quesito.  Quello sul nucleare è sicuramente il referendum più visibile e che è in grado di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica. Dire no al nucleare votando si ai referendum significa bocciare definitivamente una politica energetica insensata, perorata dal governo Berlusconi più per interessi di bottega che per reali necessità, e quindi seguire la strada di paesi come la Germania, e indicare il percorso alternativo delle energie rinnovabili. Tuttavia, se il quesito sul nucleare è il più discusso, anche gli altri rivestono  un’ importanza strategica.  Il si ai due quesiti sull’acqua  impedirà la privatizzazione di un bene che è e deve restare pubblico e accessibile a tutti, preservandone l’uso per le generazioni future; dire si all’abrogazione del legittimo impedimento consentirà, invece, di cancellare un obbrobrio giuridico voluto da Berlusconi per i suoi fini personali, che rende i cittadini diseguali davanti alla legge, cancellando centinaia di anni di progressi giuridici. Non va tuttavia nascosto che i referendum hanno anche una valenza politica: si presenta l’occasione, già ampiamente sfruttata con le recenti amministrative, di confermare la sfiducia ad un governo che ha provocato solo danni e che farebbe bene a dimettersi. L’augurio è che gli italiani dicano anche su questo una parola definitiva. L’invito allora è a recarsi alle urne e a votare si per tutti e quattro i quesiti”.

Condividi:
  • Facebook
  • E-mail this story to a friend!
  • LinkedIn
  • Live
  • TwitThis

Articoli correlati

Rispondi a

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>