Referendum, dal Molise una sorpresa
Il 58,7% degli elettori è andato a votare. Percentuale più alta di quella nazionale. Stravincono i “si”. Tutti i commenti
Oltre la media nazionale. La risposta dei molisani è stata una sorpresa. Il voto per i referendum si attesta ai livelli delle regioni del Nord. Infatti nel Molise il 58,7% degli elettori ha scelto di recarsi nei seggi ed esprimersi sui quattro quesiti. Addirittura in provincia di Campobasso l’affluenza ha superato il 60% e nel capoluogo regionale è arrivata al 62,7%. Più bassa, ma comunque buona, in provincia di Isernia, dove si è fermata al 53,7% mentre nel capoluogo Pentro è stata del 55,1%. Probabilmente ha giocato la minore presenza di giovani, vero traino del successo referendario che ha trovato nel tam-tam del web il canale privilegiato di comunicazione, visto e considerato il silenzio vergognoso della Televisione di Stato, il presunto servizio pubblico. Per i quattro quesiti la vittoria dei “si” è stata schiacciante, attestandosi tra il 97 e il 98%. Onore al merito anche a quel 2-3% di Molisani che hanno scelto il “no”, accettando la sfida del voto. Sul significato politico è in corso un vasto dibattito. Il Berlusconismo è morto oppure è ferito gravemente? Sul punto ci sono varie opinione. Certo è che l’imperatore del Bunga Bunga ha subito un colpo durissimo e primo o poi il vento del cambiamento soffierà anche nel Molise, regione che arriva con ritardo all’appuntamento, ma comunque arriva. D’altronde noi Italiani siamo questi. Per un ventennio ci siamo radunati con l’obiettivo di “spezzare le reni alla Grecia”, poi, prese le bastonate, abbiamo spezzato le reni all’inquilino di Palazzo Venezia. Dunque, guardando alla storia, il finale è scritto.



Commenti
Antonio Sorbo e Marcello Cuzzone, Consiglieri Sel Provincia di Isernia
“Una grande vittoria del popolo italiano, ma anche una grande vittoria di tutti coloro – e noi tra questi – che sono stati impegnati in questa campagna referendaria, prima nella raccolta delle firme e poi nell’azione di informazione e sensibilizzazione dei cittadini. Un grande risultato se si considera l’oscuramento da parte dei mezzi di informazione che per lungo tempo hanno “nascosto” questa consultazione referendaria. Gli italiani hanno bocciato quattro leggi approvate da questo governo e da questa maggioranza di centrodestra. E’ una sconfitta per Berlusconi e i suoi amici che, anche in Molise, hanno cercato di boicottare il referendum. Un invito chiaro e forte al Cavaliere a togliere il disturbo e a restituire all’Italia la propria dignità. Il dato incoraggiante riguarda la grande partecipazione, anche in Molise, dei giovani. C’è una generazione che vuole dire la sua, vuole partecipare alla costruzione della società del futuro. Da questi ragazzi bisogna ripartire per creare un sistema politico più pulito e più lungimirante”.
Giovanni Muccio, Presidente regionale del Guerriero Sannita
“L’esito del voto ai quattro quesiti referendari, è convinzione del Guerriero Sannita che il popolo italiano e quello molisano è stanco di questa politica del dire e non del fare. I cittadini chiedono a gran voce garanzie, giustizia sociale e diritti per tutti. I cittadini hanno dimostrato che credono in un’Italia pulita, solidale, giusta e libera dai tentacoli anche politici della malavita. Credono che la giustizia, per essere tale, deve essere assolutamente uguale per tutti, anche per i ricchi e i potenti, e soprattutto per i propri amministratori (presidenti del consiglio inclusi). Cittadini che, previdenti se non per sé, per i propri figli, vogliono vivere in un’Italia al sicuro dai disastri nucleari (la “peste radioattiva”), al riparo delle speculazioni dei pochi sulla vita dei molti. E che reclamano l’acqua come un bene inestimabile, proprietà irrinunciabile di ogni italiano. Con questo voto, inoltre, i cittadini chiedono a gran voce di poter contare, cambiare la politica, dire la propria, come in questo caso, ben oltre l’espressione del voto elettorale”.
Micaela Fanelli, coordinatore di minoranza alla Provincia di Campobasso
“Il dato superiore a quello della media nazionale dimostra una grande partecipazione e una grande sensibilità dei cittadini molisani che ringraziamo e dimostra che la sensibilizzazione attivata dai comitati, dalle associazioni e dai giovani ha colto nel segno. Si tratta di una nuova ventata di impegno civico che va considerata un valore molto forte. In particolare si rileva che il dato è importante nella provincia di Campobasso molto più che in quella di Isernia, da un lato evidentemente per motivazioni di orientamento politico, dall’altro perché Termoli ha una legittima forte preoccupazione riguardo alla centrale nucleare, per cui i molisani si sono espressi partecipando in modo contrario per dimostrare e evidenziare il proprio dissenso nei confronti di un pericolo concreto. Un grande grazie da parte di noi amministratori al Molise per il voto consapevole, che ci preserva dal nucleare e che valorizza i ben pubblici e in particolare l’acqua. Ma un grazie va detto anche a chi si è recato alle urne e che ha votato No perché ha riconosciuto il valore democratico dello strumento referendario. Per il Molise è importante l’acqua quale bene primario da valorizzare nei confronti delle altre regioni, in quanto forniamo il grosso dell’approvvigionamento idrico delle regioni vicine alle quali eroghiamo l’acqua a prezzi più bassi di quelli ai quali viene fornita ai comuni molisani. Ora rilanciamo un piano energetico guardando alle energie alternative ma con equilibrio fra rinnovabili e tutela del territorio”.
Infine Micaela Fanelli sottolinea che “i temi che sono stati di campagna elettorale per le Provinciali, fortemente rilanciati da tutti i partiti del centrosinistra, dall’associazionismo e dai comitati, sono stati raccolti dai cittadini. Speriamo -che questo segnale di impegno, in particolare dei partiti del centrosinistra, possa essere un buongiorno rispetto alle prospettive che riguardano la nostra regione anche in campo politico”.
Angela Angelillo, Coordinatrice circolo Sel di Venafro
“Esprimiamo grande soddisfazione per il risultato della consultazione referendaria. E’ stata una grande lezione di democrazia che gli italiani hanno dato ad una classe di governo miope che, nell’ossessione di dichiararsi rappresentativa della volontà popolare, perde consensi ogni giorno. Oggi ha vinto la vera politica dei cittadini nel suo significato più semplice, lontano dai meccanismi di partito, attenta al suo futuro e cosciente nei confronti del suo Paese. Come circolo di “Sinistra Ecologia Libertà” siamo particolarmente soddisfatti per il risultato di Venafro, dove si è raggiunto il quorum con il 52,8%. Questo risultato, oltre che effetto della sensibilità dei cittadini venafrani, è anche merito del lavoro che abbiamo portato avanti nelle settimane precedenti la votazione. “Sinistra Ecologia Libertà”, infatti, è stata l’unica forza politica ad organizzare, attraverso il circolo cittadino, iniziative del tutto a sostegno del referendum in collaborazione con la Fiom e con il Comitato per l’acqua pubblica. Abbiamo effettuato diversi volantinaggi, abbiamo allestito gazebo e banchetti e ci siamo impegnati quotidianamente, attraverso l’azione di un nutrito gruppo di iscritti e militanti, in un’opera di sensibilizzazione “porta a porta”. Tutto affinché i cittadini potessero riscoprire l’interesse per il diritto di far sentire la propria voce, senza l’ombra della corruzione politica. Un ringraziamento va ai venafrani che hanno raccolto il nostro appello e a tutti gli iscritti e militanti di SEL che con puro spirito di volontariato e con grande passione hanno dato il loro prezioso contributo in questa campagna referendaria”.
Massimo Romano, Consigliere Regionale di Costruire Democrazia
“Esprimo soddisfazione per la straordinaria vittoria dell’Italia e delle decine di Milioni di italiani che hanno seppellito le scellerate politiche del centrodestra in materia di acqua, nucleare e legittimo impedimento recandosi alle urne massicciamente per difendere i beni comuni. Non vorrei rompere da subito la gioia e l’emozione, ma sono costretto a segnalare al Presidente della Regione che l’ente idrico Molise Acque persevera e reitera comportamenti illegittimi, continuando ad emettere fatture gonfiate illegittimamente per la fornitura di acqua potabile, con enorme pregiudizio economico per i Comuni e per gli utenti finali cittadini-consumatori. Nell’estate scorsa denunziai pubblicamente la illegittima applicazione di tariffe maggiorate. Per effetto delle mie segnalazioni, l’ente idrico si trovò costretto ad annullare gli aumenti e a comunicare ai Sindaci che avrebbe restituito, a mezzo di note credito a conguaglio, le somme illegittimamente percepite. Oggi, violando quanto prevede la legge e quanto la stessa azienda aveva promesso, Molise Acque continua ad emettere fatture illegittimamente gonfiate, incidendo negativamente sui redditi delle famiglie (consumatori finali) e sui conti dei Comuni molisani. E’ arrivato il momento che Iorio faccia piena luce su quanto accade nell’ente idrico: se lo stesso Iorio ha nominato al vertice dell’ente figure inadeguate alla complessità dell’incarico di gestione pubblica del bene universale acqua, spetta a lui rimuoverli con effetto immediato. Non è possibile che da un lato l’azienda chiede soldi alla regione per corsi di formazione per idraulici e dall’altro si adottano provvedimenti troppo spesso illegittimi che vengono poi puntualmente ritirati. E’ stato così per l’applicazione delle tariffe, ma è stato così per la gara d’appalto per la centrale idroelettrica di Auduni (sospesa per effetto della mia interrogazione). Senza contare che a distanza di 6 mesi dal disastro dei trialometani che costarono a 60mila cittadini del basso Molise la sospensione dell’erogazione idrica a ridosso delle festività ed il rischio di contaminazione chimica dell’acqua, per il quale la Procura di Larino sta conducendo un’inchiesta che vede indagati proprio i vertici dell’ente anche per avvelenamento colposo senza che nessuno abbia la decenza di fare un passo indietro”.
Antonio Monaco, Coordinatore provinciale di Isernia dell’Idv
“Il raggiungimento del quorum su tutti e quattro i quesiti referendari rappresenta la vittoria della democrazia, la vittoria della libertà di espressione che la Costituzione riserva ad ogni cittadino italiano. I cittadini, gli elettori hanno utilizzato lo strumento del referendum garantito dalla Carta Costituzionale per cancellare tre disposizioni legislative duramente contestate durante l’iter approvativo in Parlamento e votate per spirito di appartenenza alla coalizione di centro destra piuttosto che per convinzione. Oggi ci siamo liberati dell’incubo del nucleare, una scelta non condivisa dalla quasi totalità degli italiani che vogliono perseguire altri obiettivi in materia di energie alternative. Energia del sole, è questa la strada maestra che tutti noi dobbiamo perseguire sulla scia di quanto accaduto in Germania o in Spagna dove si è fatta la scelta dell’energia eolica. Ci siamo liberati dell’incubo della privatizzazione della gestione del sistema idrico. L’acqua è un bene dell’umanità. E come tale deve restare nella gestione pubblica, senza speculazioni da parte di nessuno. Infine, il legittimo impedimento, una norma discriminatrice per i cittadini considerati di serie A e serie B. Tutti siamo uguali di fronte alla legge. Nessuno escluso. Per L’Italia Dei Valori oggi è una giornata molto importante, eccezionale, perché ha promosso ben tre dei quattro referendum. E’ la vittoria del nostro partito, dei militanti dell’Italia Dei Valori che lo corso anno con enormi sacrifici hanno raccolto le firme per promuovere l’azione referendaria e ciò dimostra che quando si vuole le cose ingiuste possono essere cambiate. Quanto accaduto oggi ha un significato molto importante. Scelte dirompenti come il ritorno al nucleare o la privatizzazione della gestione del sistema idrico devono essere condivise da tutti, nessuno può arrogarsi il diritto di imporre scelte scellerate per il futuro delle prossime generazioni. Queste sono scelte che non possono avere colore politico, ma il centro destra le ha volute imporre ed oggi deve riflettere sulla risposta data dai cittadini italiani che hanno voluto dire senza fronzoli che il futuro che si aspettano è ben diverso da quello che loro invece volevano imporre”.
Rifondazione Comunista
“Il Partito della Rifondazione Comunista del Molise esprime profonda soddisfazione per gli entusiasmanti esiti referendari, che hanno di fatto inflitto una plateale ”mazzata” ed uno smacco politico senza precedenti al Governo Berlusconi e alle sue politiche affaristiche ed egoistiche, incuranti della vitale importanza di beni comuni come l’acqua o di esporre la nostra popolazione ai rischi del nucleare. È stata una grande vittoria del nostro popolo, in particolare dei giovani e dei lavoratori, ed ancora più significativa se si pensa che è stata conquistata nonostante l’oscuramento mediatico scientemente operato sui temi referendari. Si è trattato, infatti, di un voto propagandato solamente attraverso l’instancabile e certosino lavoro dei comitati, delle associazioni, di alcune forze sindacali e politiche, in particolare della sinistra radicale e d’alternativa, operando con tutti i mezzi possibili, con la rete, le iniziative, i volantinaggi, i sit in, ecc. Surclassando enormemente l’influenza televisiva che, sotto il ferreo controllo governativo, ha invece giocato un ruolo censorio ed elusivo rispetto l’informazione e l’impegno referendario. E’ evidente, inoltre, il carattere precipuamente politico di questo voto -anche se qualcuno si affanna a negarlo!- un voto consapevole e di coscienza, che ha persino costretto forze politiche di centrosinistra a rimangiarsi alcune loro posizioni “liberiste”. Si verificherà nei fatti e nel tempo se questo voto ha schiarito le idee a costoro e che non si è trattato di mero opportunismo. La vittoria dei SI, con l’abbondante sorpasso del quorum, oggi oltre a sancire la necessità di implementare politiche realmente alternative alle destre, lancia anche un pesante monito a cambiare rotta ad alcuni “confusi” partiti di centrosinistra, un po’ troppo abbacinati da politiche privatizzatrici, filo-confindustriali e “collaborazioniste”. Occorre fare tesoro di questa positiva esperienza di partecipazione del nostro popolo e proseguire coerentemente e coraggiosamente sulla strada maestra della costruzione e del rilancio dell’alternativa, l’unica che ha dimostrato di poter marcare una concreta prospettiva e di sconfiggere le destre”.
Sara Ferri, Coordinatrice Provinciale Sinistra Ecologia Libertà Isernia
“Un popolo intero trattiene il respiro. Con queste parole i Modena City Ramblers ricordano i funerali di Enrico Berlinguer. Sono queste le prime parole che ieri, nell’attesa dell’esito dei Referendum, hanno invaso i miei pensieri. I mesi che hanno preceduto il voto referendario sono stati caratterizzati da una vera e propria mobilitazione popolare, da un’onda indistinta e fiduciosa, di tante e tanti, mossi dalla passione, dall’amore per l’Italia, per la Democrazia, per la Civiltà. Le Piazze e le strade della nostra Regione sono di nuovo state riempite, non per merito di qualcuno, ma per la voglia di far emergere una nuova prospettiva collettiva. Tanti e tante, senza distinzione di età, provenienza hanno fatto proprio l’impegno del voto e della partecipazione attiva, ancora una volta. Tanti e Tante hanno espresso chiaramente una idea vincente, l’idea di una Italia Migliore, quella che vuole città più vivibili, funzionali ed ecologiche, quella che sostiene la magistratura e la legalità, quella che vuole l’acqua bene dell’umanità, quella che vede , nel futuro più prossimo, l’utilizzo di energia pulita come unica strada da percorrere. Non ha vinto un singolo partito, ha vinto la partecipazione. Ha vinto e vincerà nei prossimi mesi la cultura del Bello e del Giusto, alla quale Tutti dobbiamo lavorare, per rendere reale e vincente una alternativa al Berlusconismo e allo Iorismo, oramai alla deriva. Non è più tempo di trattenere il respiro. C’è bisogno di aria nuova, è il momento, da troppo atteso dell’ unità, della credibilità e della serietà”.
Il comitato provinciale di Isernia “Acqua bene comune”
“Nonostante il boicottaggio sistematico da parte dei grandi mass media, nonostante i tentativi trasversali di trasformare la campagna referendaria nell’ennesimo scontro politicista tutto interno al Palazzo, le donne e gli uomini di questo Paese hanno risposto con una straordinaria partecipazione al voto e con un’inondazione di Si,
Si, la gestione dell’acqua deve essere sottratta al mercato; SI, sull’acqua non si possono fare profitti.
Questo ha detto l’intero popolo italiano vincendo una grande battaglia di civiltà.
E’ stata una campagna straordinaria che ha attraversato ogni angolo del Paese con allegria e determinazione: e il popolo italiano ha risposto, dimostrando come un’intera società sia in movimento per la riappropriazione sociale dell’acqua e dei beni comuni e per riconquistare la democrazia.
Da oggi niente sarà più come prima.
Con questo straordinario voto, per la prima volta dopo due decenni, il popolo italiano ha sonoramente sconfitto le politiche liberiste e l’idea che l’intera vita delle persone debba essere assoggettata al mercato.
Le donne e gli uomini di questo Paese hanno detto con meravigliosa chiarezza che un altro mondo è possibile, che la gestione dell’acqua deve essere ripubblicizzata, che i beni comuni devono essere difesi, che un’altra democrazia è necessaria.
Questo limpido voto dice anche quali dovranno essere i prossimi passi.
L’abrogazione del famigerato decreto Ronchi richiede una nuova normativa. Dal 2007 è depositata in parlamento una legge d’iniziativa popolare,promossa dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua con oltre 400.000 firme: deve essere immediata portata alla discussione ampia e partecipativa delle istituzioni e della società.
L’abrogazione dei profitti dall’acqua richiede l’immediata riduzione delle tariffe pagate dai cittadini, nonché la convocazione, Ato per Ato, di assemblee territoriali che definiscano tempi e modi della ripubblicizzazione del servizio idrico in ogni territorio.
E’ stata una straordinaria traversata per l’acqua e la democrazia.
E’ il tempo della festa. In tutte le piazze. Con tutte le donne e gli uomini che ci hanno creduto.
Ora possiamo guardare al futuro con nuova fiducia”.
Tony Incollingo, Capogruppo di Fli in Consiglio Regionale
“Sono particolarmente soddisfatto della risposta dell’elettorato molisano ai referendum di domenica e lunedì. E sono anche lieto di aver apertamente invitato, nei giorni scorsi, i cittadini a votare quattro volte si. Il voto degli italiani e dei molisani, infatti, oltre a bocciare le leggi sulle materie oggetto dei quesiti referendari, deve essere interpretato anche come sfiducia ad una politica di governo che non affronta i reali problemi dei cittadini ma pensa piuttosto ai fatti propri ed è per questo senpre puù distante dalla gente. Pertanto, se la politica nazionale e regionale non si rinnova saranno direttamente i cittadini a dettare la direzione di marcia verso cui bisogna andare; così è avvenuto con le elezioni di Milano e Napoli e così ora con i referendum. Bisogna capire che sono saltati i vecchi schemi di centro-destra e centro-sinistra così come si sono sviluppati; si devono perciò ricercare non le formule ma i programmi e la credibilità delle persone che li portano avanti. Ciò occorre fare in Italia e nel Molise”.
Italo Di Sabato, Responsabile nazionale Osservatorio sulla Repressione
“A dieci anni dalle giornate del G8 di Genova il movimento per l’umanità e contro il neoliberismo, quel movimento che fu duramente represso nelle strade del capoluogo ligure, segna in Italia una vittoria storica. Una grande vittoria contro Il neoliberismo e le privatizzazioni praticate in questi vent’anni dal centro destra e dal centro sinistra. Dopo oltre un ventennio di incontrastato “pensiero unico” liberista, il popolo italiano dice forte e chiaro che non si fida del mercato e dell’invadenza del privato, con le sue logiche del massimo profitto ad ogni costo. Le ragioni della grande impresa non sono le ragioni del Paese. I cittadini chiedono garanzie, giustizia sociale e diritti per tutti. Lo chiedono alla politica, al sistema pubblico; e chiedono a gran voce di poter contare, cambiare la politica, dire la propria, come in questo caso, ben oltre l’espressione del voto elettorale. Dai referendum nasce una forte domanda di alternativa fondata sul protagonismo dei comitati, delle associazioni, e della partecipazione popolare. E’ necessario consolidare questo risultato dando vita a una costituente dei beni comuni che raggruppi comitati, movimenti, associazioni e partiti che vogliano uscire dal neoliberismo e costruire il futuro mettendo al centro I beni comuni”.
Piera Liberanome, Presidente dell’Associazione Ecologisti Democratici del Molise
“L’Associazione degli Ecologisti Democratici ringrazia i cittadini molisani che si sono recati alle urne e hanno contribuito a chiudere un ciclo politico, affermando una nuova cultura del bene comune, della tutela ambientale e dell’uguaglianza tra tutti i cittadini davanti alla legge. Il ruolo dei Comitati Spontanei, delle Associazioni Ambientaliste e del volontariato è stato cruciale per vincere la sfida col governo e portare 26.857.452 italiani a votare. Gli Ecologisti Democratici si sono mobilitati a tutti i livelli con iniziative di informazione e sensibilizzazione sui temi dell’acqua pubblica, contro il nucleare e per l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Gli Eco.Dem sono stati presenti nei comitati referendari provinciali, regionali e nazionali, aggiungendosi a tutte le altre forze che si sono mobilitate per scrivere una pagina storica di libertà e democrazia. Ringraziano i propri attivisti, militanti e dirigenti nazionali e regionali, per l’impegno e la dedizione sui temi di tale rilevanza”.
Michele Palmieri, Segretario provinciale Pd basso Molise
“La straordinaria vittoria ottenuta con il raggiungimento del quorum e con la conseguente abrogazione dei quattro quesiti referendari segna, senza ombra di dubbio, la forte voglia di cambiamento sia del popolo molisano che ringrazio per la forte partecipazione dimostrata che di tutti i cittadini italiani. I risultati della consultazione referendaria rompono qualsiasi forma di indugio sul senso di responsabilità e sulla chiarezza dimostrata dagli italiani nelle decisioni fondamentali per il futuro del nostro Paese: dal nucleare, all’acqua al legittimo impedimento. La mobilitazione, il senso civico, la voglia di cambiamento messi in campo dai comitati, dai partiti politici, dalla società civile e soprattutto dai molti giovani scesi in piazza devono tradursi nella ricerca necessaria di un percorso comune per aprire una stagione politica nuova che riporti al centro della discussione le questioni di merito e le tematiche essenziali per la collettività. E mentre tutto questo si svolgeva nel rispetto delle regole e della democrazia, nel Molise si è registrato un nuovo atto vile e intimidatorio nei confronti dell’amico giornalista Michele Mignogna, al quale va tutta la nostra solidarietà dell’intera federazione del Basso Molise”.


















Finchè c’è il quorum c’è speranza; anche a Isernia, pur con un 53,6%, particolare riferimento al quesito con connotazione politica, qualcosa si muove.