Davanti a un bara bianca la voce di un prete: “Marco, vittima della malasanità”
Toni duri del parroco di Rocchetta durante i funerali del neonato. Eseguita l’autopsia. C’è un sesto indagato
Don Pietro Fuoco, parroco a Rocchetta al Volturno della Chiesa di Santa Maria Assunta, ha dato voce al pensiero popolare, a ciò che da alcuni giorni si sente nei bar, nei negozi, negli uffici, nelle piazze e nelle strade di tutte le città e di tutti i paesi del Molise. Celebrando i funerali di Marco Neri, il neonato dal peso di 3,800 kg, morto mentre stava per essere partorito dalla mamma, Liliana Rodriguez, nel reparto di ostetricia e ginecologia dell’Ospedale di Isernia, durante l’omelia don Pietro Fuoco ha detto a chiare lette che il piccolo è la vittima della malasanità molisana. Un sistema al tracollo, aggiungiamo noi, dove, fino ad oggi, solo tanti piccoli e grandi miracoli hanno impedito altre e più gravi tragedie. Della morte di Marco verranno individuati, probabilmente, uno o più responsabili che dovranno rispondere penalmente di quello che è accaduto, se questo sarà accertato dalla magistratura. Certamente, però ci sono anche responsabili morali che meritano di essere puniti dalla volontà popolare. Le parole del parroco di Rocchetta sono le parole dei molisani. Nella chiesa di Rocchetta si è consumato il dramma finale di una famiglia e di tutta unacomunità, che si è stretta ai genitori del piccolo, il papà Vincenzo e la mamma Liliana.
Le indagini
Sul fronte delle indagini c’è da registrare un nuovo indagato che si è andato ad aggiungere ai precedenti cinque. Tra sessanta giorni arriverà sulla scrivania del Sostituto Procuratote Mattei la relazione di Lucia Broccoli, anatomopatologa dell’Università “La Sapienza” di Roma, alla quale è stato affidato il compito di effettuare l’autopsia sul corpicino di Marco. L’esame è durato circa tre ore e subito dopo sono iniziate a circolare le prime indiscrezioni che attribuirebbero il decesso ad un presunto soffocamento avvenuto durante il parto. Qualche attimo primo dell’autopsia nell’obitorio dell’ospedale di Isernia si è consumato il drammatico rito del riconoscimento della salma da parte del padre del piccolo. Intanto il direttore sanitario dell’ospedale Veneziale, Luciana De Cola, ha annunciato che è stata avviata un’indagine interna. Al termine dell’autopsia, intorno alle 13,30, la Procura ha autorizzato i funerali che si sono svolti nel pomeriggio a Roccheta a Volturno.

















