Regione, i primi quattro candidati alla Presidenza
Oltre a Iorio e Mancini ci sarà Remo Di Giandomenico. Pronto anche Romano che correrà per le primarie del centrosinistra. Poi tanti interrogativi
Per il momento quattro candidati alla Presidenza della Regione ci sono: Michele Iorio, Remo Di Giandomenico, Giovancarmene Mancini e Massimo Romano. Quest’ultimo, però, dovrà prima passare per le primarie del centrosinistra. Di Giandomenico, invece, ridiscende in campo per opporsi a un sistema politico che ritiene essere arrivato al capolinea. L’ha detto nel corso di una conferenza stampa tenuta a Termoli. La candidatura potrebbe costare un bel po’ di voti a Iorio nel Basso Molise. L’ex sindaco della Città Adriatica resta collocato nell’area democristiana e quindi si contrapporrà agli schieramenti alla sua destra e alla sua sinistra. Certamente la novità nella novità risiede nell’obiettivo fissato da Di Giandomenico: opporsi a un apparato che, a suo dire, controlla le coscienze facendo leva sulle necessità dei cittadini. Parole che sembrano dimenticare mezzo secolo di dominio della Dc, di cui Di Giandomenico, al pari di Iorio, è stato protagonista assoluto. Verrebbe da dire: meglio tardi che mai. Insomma, uno degli ex capi della balena bianca vuole costruire un nuovo sistema politico ritenendo estremamente grave la crisi che investe il Molise. Inoltre coglie i segni del cambiamento nei risultati elettorali di Milano e Napoli e nel quorum raggiunto per i Referendum. Quindi si prepara a cogliere l’attimo fuggente delle grandi trasformazioni politiche che investiranno anche il Molise.
Massimo Romano
Molto diverso, invece, ciò che muove la candidatura di Massimo Romano che comunque dovrà passare per le Forche Caudine delle primarie del centrosinistra. Il consigliere regionale ritiene che è il momento di raccogliere i frutti del lavoro svolto come oppositore al sistema Ioriano. “Ho trasmesso agli organi di informazione l’atto riepilogativo delle attività istituzionali che ho condotto nell’ambito del mio mandato di consigliere regionale di opposizione – afferma Romano nella nota in cui annuncia la candidatura – in particolare nel corso dell’ultimo biennio con riferimento alla gestione di gigantesche operazioni immobiliari, finanziarie, societarie, industriali che hanno riguardato tutti i settori più strategici della pubblica amministrazione, risolvendosi quasi sempre in enormi disastri non soltanto erariali ma anche economici ed occupazionali. Le predette iniziative assunte nell’ambito del proprio mandato istituzionale, stante la gravità delle implicazioni socio-economiche, sono state oggetto di battaglie politico-istituzionale e anche, nei casi più gravi, di esposti alle competenti magistrature oltre che segnalazioni alle autorità amministrative competenti. Gli stessi fatti – prosegue Romano - in moltissimi casi hanno costituito oggetto di accertamento anche da parte della magistratura amministrativa, adita da privati interessati da associazioni culturali e da comitati civici, che quasi sempre hanno confermato la totale illegittimità degli atti. Questo è il sistema che ho combattuto, a viso aperto, nell’ambito del mio mandato di consigliere regionale di opposizione, e per il quale sono stato spesso messo alla berlina da certa stampa per il carattere asseritamente “giustizialista” della mia attività politica. Al contrario di quanto qualcuno può pensare – afferma ancora il consigliere - essendo stato eletto all’opposizione ho ritenuto fosse mio preciso dovere, non solo un diritto, andare fino in fondo. Questo è il sistema che ho intenzione di cambiare, e per questo ufficializzo la decisione di candidarmi per la Presidenza della Regione”. Romano conclude annunciando di avere dato mandato al proprio avvocato di valutare “se procedere al deposito di una busta contenente informazioni di estrema rilevanza (che sto ancora accertando), presso un Notaio”. Dunque, l’annuncio della candidatura è arricchito da un mistero. In questo festival di ex democristiani pronti a candidarsi alla presidenza della Regione (eccezione è Giovancarmine Mancine, erede della tradizione missina) l’unica spolverata di sinistra sembra essere la presunta candidatura alle primarie di Michele Petraroia, che per il momento non ha smentito.


















…per arrivare a 24 nwe mancano altri e 20; coraggio, chi sotto si fa?