Beccato con la mazzetta e tratto in arresto dalla Polizia
E’ rinchiuso nella casa circondariale di Campobasso l’ufficiale giudiziario Fabio Di Palma
Nelle mani stringeva trecento euro ma poi si è improvvisamente si è ritrovato con le manette ai polsi. E’ accaduto a Fabio Di Palma, 43 anni, ufficiale giudiziario presso la Corte d’Appello di Campobasso. Secondo la Squadra Mobile del capoluogo regionale le trecento euro erano la terza “rata” delle mazzette che Di Palma avrebbe preteso dai titolari di un allevamento che si trova in via Lazio a Campobasso che volevano evitare di pagare le spese di sgombero dell’attività che erano stati costretti a cedere. Le altre mazzette Di Palma le avrebbe chieste, invece, per favorire la vendita del capannone industriale. Tuttavia dopo avere raccolto la denuncia dell’imprenditore vittima delle richieste dell’Ufficiale giudiziario, la Squadra Mobile ha organizzato la “trappola”, segnando quattro banconote tra quelle destinate a pagare l’ultima mazzetta. Quindi, quando è avvenuta la consegna, gli agenti sono intervenuti e l’hanno tratto in arresto in flagranza di reato. Subito dopo Di Palma è stato trasferito presso la casa circondariale di Campobasso dove attende di essere interrogato dal magistrato, alla presenza del difensore, l’avvocato Giuseppe Fazio. Nel corso della perquisizione effettuata nell’abitazione dell’Ufficiale giudiziario la Polizia ha sequestrato due armi intestate al fratello e alcuni assegni. Le indagini sono coordinate dal procuratore D’Alterio e dal sostituto Andricciola. L’ipotesi di reato è concussione. Le indagini potrebbero essere estese anche ad altri fatti legati a provvedimenti di sfratto e protesti.


















La morale non è un termine da usare quando non si hanno argomenti; indi, è da cosiderare un valore, che si può paragonare ad un bene come l’acqua pubblica.