La Fiom chiede alla Fiat di Termoli di garantire la salute dei lavoratori
Secondo il segretario Tarantno la velocità dei ritmi mette a rischio le articolazioni delle braccia
“Ritmi di lavoro infernali alla Fiat di Termoli”. Il grido d’allarme viene lanciato da Giuseppe Tarantino, segretario regionale della Fiom-Cgil, il quale chiede alla Fiat garanzie precise sulle misure attuate per prevenire i danni alla salute e il rispetto gli obblighi previsti dalle leggi. Inoltre il sindacato è pronto ad adottare tutte le misure necessarie per tutelare la salute dei lavoratori. “La velocità dei ritmi di lavoro, in particolare sulle linee di montaggio, è la causa principale di rischi per le articolazioni delle braccia di lavoratrici e lavoratori – afferma Tarantino – Le patologie muscolo-scheletriche, ovvero tendiniti al polso, gomito, spalla ecc, rappresentano oltre la metà di tutte le malattie causate dal lavoro. Queste patologie – prosegue il segretario della Fiom –Cgil – sono un costo enorme, oltre che per salute dei lavoratori, per il sistema sociale nel suo complesso. I datori di lavoro hanno degli obblighi precisi, a livello legislativo, sia rispetto alla valutazione dei rischi che per l’attuazione di interventi adeguati per prevenire i danni alla salute dei lavoratori”. Pertanto la Fiom ha deciso di chiedere alla Fiat la consegna dei dati relativi alle valutazioni dei rischi e le misure di prevenzione attuate. Inoltre il sindacato dei metalmeccanici effettua corsi di formazione per permettere ai propri delegati/rls di fare delle verifiche sulla correttezza delle analisi dei rischi aziendali. Uno corso di formazione con Francesco Tuccino, ergonomo della Fiom nazionale, si è svolto l’8 luglio 2011. “Durante l’incontro – conclude Tarantino - sono emersi, in particolare nell’area di montaggio dei motori, elementi chiari sulla presenza di rischi rilevanti all’interno della Fiat”.

















