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A Venafro l’Asrem trova diossina nella carne di un capo di bestiame

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Unico caso dopo 36 campionature. Petraroia. “I cittadini devono conoscere i rischi sanitari del territorio in cui vivono”

In seguito ad una richiesta del Consigliee regionale del Pd Michele Petraroia l’Asrem con nota del 12 luglio 2011 Prot. 59821 firmata dal Direttore dell’U.O.C. Igiene degli Alimenti di Origine Animale, ha confermato che a Venafro nelle carni di un capo di bestiame ll’Istituto Zooprofilattico ha accertato presenza di diossine+PCB pari a 7,80 pg/g a fronte di un limite massimo fissato dal Reg. Ce/1881/2006 pari a 4.5 pg/g. Nella comunicazione l’Asrem precisa di avere già effettuato 36 campionature su matrici alimentari  ( latte, uova, carne, mangimi, ecc. ) che sono risultati inferiori ai valori di rischio fissati nella stesso Regolamento Europeo numero 1881/2006.
“Fermo restando gli approfondimenti specifici sul singolo caso di rinvenimento di diossina che non merita di essere sottovalutato – afferma Petraroia – l’Asrem non può essere lasciata sola nell’azione di verifica amministrativa, accertamenti sanitari e di bonifica ambientale. La vicenda è troppo grave per essere gestita con gli strumenti dell’ordinarietà o con l’abnegazione di pochi funzionari preposti che non sempre dispongono di mezzi idonei e di risorse sufficienti. Spetta alle Istituzioni varare un Piano Straordinario mirato che unisca le competenze, gli strumenti e le funzioni dell’Asrem, dell’Arpam, dei Nuclei Operativi dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, del Corpo Forestale dello Stato, dell’Istituto Zooprofilattico dell’Abruzzo e Molise, dell’Istituto Superiore della Sanità e delle strutture degli Assessorati e dei Ministeri della Sanità e dell’Ambiente”. Petraroia chiede di mettere da parte gli allarmismi ma anche di garantire la sicurezza ai 25 mila cittadini dell’area venafrana. “Hanno diritto di conoscere lo stato ambientale ed i rischi sanitari del territorio in cui vivono – afferma il Consigliere del Pd – E’ un dovere di tutte le Amministrazioni Pubbliche, Comuni, Province, Regioni e Stato, verificare le emissioni in atmosfera, la gestione del ciclo dei rifiuti, lo sversamento di reflui nei corsi d’acqua e sui terreni agricoli, la qualità dell’aria e – conclude Petraroia – la sicurezza dei prodotti alimentari destinati al consumo umano”.

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