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Colpi di sole. Melogli come Pericle, l’auditorium come il Partenone

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Il sindaco di Isernia paragona l’elefante in cemento con il monumento dell’antica Atene. Poi attacca il Tg3 che parla dell’inchiesta

L’ultima incredibile uscita sull’auditorium del sindaco di Isernia, Gabriele Melogli, probabilmente si può giustificare con un colpo i sole. Il primo cittadino ha infatti dichiarato al quotidiano Primo Piano: “Ad Atene nessuno voleva il Partenone, tranne Pericle. Che arrivò a dire che pagarlo di tasca sua purché fosse terminato. Adesso la capitale greca cosa sarebbe senza il Partenone?”. Insomma, Melogli si paragona a Pericle e paragona l’auditorium al Partenone. Cosa dire? Cosa commentare? Dinanzi a tali affermazioni prevale il blocco mentale. Viene da chiedersi: “ma ci fa o c’è?”. Non è l’unico aspetto della vicenda. Dopo avere accompagnato Iorio, Mazzuto, qualche consigliere comunale, il presidente della Camera di Commercio Brasiello ed altri nell’ennesima passeggiata all’interno del cantiere, Melogli ha subito messo le mani in avanti, sostenendo che “se il Comune non guadagna dall’auditorium 500mila euro, vuol dire che sarà amministrato da persone non all’altezza”. Insomma, il sindaco fiuta il fallimento e forse teme che qualcuno gli chieda di rendere conto di ciò che ha fatto quando al Partenone verranno messi i lucchetti perchè non ci sarà un centesimo di euro a disposizione per pagare le bollette della luce e del riscaldamento. Quando, cioè, essendo impossibile la gestione, ci si porrà la domanda di che farne e forse l’unica risposta sarà: “buttiamolo giù”. Melogli fiuta il fallimento e si prepara a scaricarlo sul futuro sindaco di Isernia. Sarà tutta sua la colpa per non essere stato in grado di trovare i soldi per mantenere in piedi il Partenone. Il nostro Melogli-Pericle gli ha donato un monumento (all’inutilità?) e lui, il prossimo sindaco, è talmente incapace di amministrare che sarà costretto a chiuderlo. Grandioso. Stupefacente. Unico. Quasi geniale. Tuttavia Melogli tradisce anche un certo nervosismo. Quando sente parlare di inchieste della magistratura salta in aria. Si arrabbia. Attacca. Emblematico il comunicato che ha inviato il giorno dopo la visita istituzionale, per lamentarsi del sevizio effettuato dal Tg3, “reo” di avere ricordato che sull’auditorium sta indagando la magistratura. “Il servizio televisivo sull’auditorium di Isernia mandato in onda dal Tgr Molise, non è certo stato un esempio di corretto giornalismo – afferma Melogli nella nota inviata da palazzo San Francesco – Spiace rilevare come fra tutti gli organi d’informazione regionale che hanno dato risalto alla notizia dello stato avanzato dei lavori, solo Rai3 abbia inteso caratterizzare con un accento decisamente negativo la realizzazione di un’opera che senza dubbio sarà determinante per lo sviluppo, non solo culturale, della nostra regione. L’ambiguo metodo di voler associare l’auditorium di Isernia alle inchieste della magistratura sui grandi eventi, benché esse non abbiano minimamente interessato l’appalto isernino – prosegue – reiterare in sovraimpressione, durante la messa in onda del servizio, la scritta “lavori a rilento” nonostante i ritardi siano stati quasi inesistenti e comunque ben lungi da quelli che normalmente si registrano in tutte le opere pubbliche; parlare di “storia travagliata” dell’auditorium di fronte a una vicenda che in realtà non ha mai registrato ostacoli insormontabili; rimarcare chissà quale aumento dei costi, mentre il quadro economico è certamente equilibrato rispetto alla monumentalità della struttura; e, infine, quantificare come somma necessaria al completamento dell’edificio un importo doppio di quello effettivo, sono chiari elementi di come talvolta il servizio pubblico televisivo venga utilizzato per fare pessima informazione. Nello stigmatizzare tale episodio – conclude il sindaco di Isernia – non posso che evidenziare con amarezza come in ben individuate schiere di molisani prevalga l’autolesionismo, un incomprensibile desiderio di farsi male, ponendo arbitrariamente in cattiva luce quanto di buono il Molise e la classe politica molisana riescono a costruire. E purtroppo, quanto più l’impegno politico risulta proficuo per la collettività, tanto più c’è chi si diletta nel seminare pessimismo e disfattismo”. Il problema vero è: ma perché Iorio gli sta dietro? Perché continua a perdere tempo mentre in questo disastrato Molise ci sono tantissimi problemi da risolvere? Possibile che non comprende che l’auditorium non gli porterà un solo voto in più? Continua a dire che si tratta di un’infrastruttura importante per tutto il Molise, ma probabilmente non ci crede neanche lui. E poi è francamente paradossale scaricare sulle polemiche i ritardi dei lavori. Se il Governo ha tagliato i fondi non è certo colpa di chi dal primo momento ha dichiarato che quell’elefante in cemento non ha senso in una città con poco più di 20mila abitanti e in una provincia con poco più di 89mila. Infine l’appello al popolo. Melogli continua ad invocare il sostegno dei cittadini, ma gli isernini lo ignorano, avendo perfettamente compreso che l’elefante non ha nulla a che vedere con il Partenone. Probabilmente gli unici che lo rimpiangeranno sono giornalisti. Dalle sue dichiarazioni esce sempre un buon titolo di apertura.

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  1. questa mattina alle 6 mi sono alzato dal letto e dopo gli adempimenti di rito (lavaggio e vestizione), mi sono recato al bar dell’Hotel Europa, l’unico aperto alle 6.30; file di auto all’ingresso di Isernia, immagino, tutti visitatori del Partenone di Paride.

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