Primarie. I socialisti con Frattura, il Pdci con Petraroia
Si va delineando il quadro delle alleanze. Appello di Di Giglio ai dirigenti del Pd: “Confrontatevi nel partito e non sui giornali”
I socialisti si schierano con Di Laura Frattura, il Pdci con Michele Petraroia. Con il passare dei giorni si va delineando il quadro delle alleanze per le primarie del centrosinistra.Per i dirigenti del Partito Socialista, Paolo Di Laura Frattura è un moderato che può rappresentare lo spirito riformista della coalizione e soprattutto può concretamente fare vincere le elezioni, mandando a casa Michele Iorio.Il Pdci, invece, pur ribadendo di non condividere lo strumento dello primarie, sceglie di partecipare con trasparenza e lealtà e facendo sentire le proprie ragioni, restando estranei alle beghe personali, alle vendette incrociate e a tutti quelli che si posizionano con tizio o con caio, solo in funzione del proprio tornaconto individuale. “Per le primarie esiste una griglia programmatica, c’è una carta dei valori che impegna chiunque vinca a rispettare tutti i soggetti della coalizione a costruire insieme il programma definitivo – afferma Gianni Montesano, segretario regionale del Pdci – vigileremo sul rispetto degli impegni sottoscritti. E’ ovvio che il candidato vincente esprimerà la sua sensibilità, ma chi si candida alla guida di una regione sa che, in ogni caso, deve costruire alleanze e trovare punti di equilibrio condivisi; non ci convince chi spara a zero su quelli con cui dovrebbe in teoria governare. Più volte abbiamo affermato che in Molise c’è bisogno di sinistra. Non una sinistra che sventoli la sua bandiera identitaria, ma una sinistra in grado di far muovere le sue idee e le sue proposte cercando di metterle in pratica – prosegue Montesano – Al centro della nostra azione politica c’è sempre stato il mondo del lavoro. Lavoro, occupazione, sviluppo sostenibile, politica dei beni comuni, difesa della scuola pubblica, politiche della conoscenza, sono questioni centrali sui cui intervenire per il rilancio della Regione. Le proposte e i progetti devono però avere gambe solide per camminare, serve una prospettiva che renda reale e praticabile una visione “di sinistra” del governo della Regione. Non di poco conto è la necessità di recuperare il rapporto con l’Italia dei Valori il cui contributo è fondamentale per vincere le elezioni regionali”. Per questi motivi il Pdci sceglie di sostenere la candidatura di Michele Petraroia, ritenendo che sia quella in grado di fare sintesi e di esprimere una visione nuova, vincente e di forte cambiamento per il Molise. “Un progetto che, nel rispetto delle diverse appartenenze di partito, sia in grado di offrire ai molisani la prospettiva di un cambiamento possibile, concreto e unitario – sostiene Montesano – da portare avanti insieme a quel popolo di sinistra variegato e articolato che anche in Molise sente il vento del cambiamento. Adesso bisogna stare in campo e cominciare a dire quello che si vuole fare, perché in questi tempi di crisi le scelte non saranno facili: per noi – conclude il segretario del Pdci – al primo posto devono esserci le politiche del lavoro, le politiche sociali e la necessità di invertire le politiche del territorio che hanno provocato le devastazioni che tutti conosciamo. Insomma, vogliamo affrontare le cose serie”. Mentre continua a delinearsi il quadro delle primarie, Michele Di Giglio, componente dell’assemblea Regionale del Pd del Molise chiede ai dirigenti del Partito di confrontarsi nel partito e non sulle pagine dei giornali. Secondo Di Gilglio nel Pd si è più intenti a diversificarsi e a prendere posizioni facendo la guerra tra correnti come unico modo per apparire sui giornali. “Queste operazioni le trovo dannose e pericolose, potrebbero rivelarsi un vero a proprio salto nel vuoto – afferma – Ovviamente le parole e la conseguente presa di posizione del segretario regionale, Danilo Leva, non debbono passare indifferenti, sottolineo ciò non in termini negativi ma come sprono alla discussione interna, come discussione plurale e corale che coinvolga compiutamente la base e gli appositi organismi di partito. Queste discussioni devono avvenire all’interno del partito e non più sui giornali e mezzi d’informazione in genere perché è ora che anche noi Democratici facessimo seriamente i conti con la nostra identità, facessimo i conti sulle rotte da perseguire e le motivazioni alte che ci spingono in una determinata direzione anziché in un’altra. Nel centro destra il monolitismo è anche questo, discutere senza troppe telecamere davanti. Il nostro unico obiettivo ora è quello di fare squadra – prosegue Di Giglio – scendere tra la gente e convincerla della nostra buona idea di Molise e dar modo loro di scegliere il miglior rappresentate possibile invitando tutti gli altri sfidanti sconfitti a fare unità. Tutto il resto sono solo chiacchiere – conclude – che alimentano non il bene comune ma il mero e semplice orticello elettorale. Io sono stanco, i molisani anche”.

















