Le primarie degli “ammutinati”
Frattura spacca il Pd. Il segretario di Cercemaggiore si dimette e il circolo di Pesche si autosospende. Ziccardi (Sel) sta con D’Ascanio. I Cristiano Sociali: “Si gioca a perdere le elezioni regionali”
Continua il fiume di parole e di polemiche sulle primarie del centrosinistra. Dopo la decisione di Giovanni Salvatore, segretario del Circolo Pd di Cercemaggiore, di dimettersi “per prendere le distanze – afferma in una nota – dalla scelta di candidare alla Presidenza della Regione Molise un esponente proveniente dal Pdl”, ovvero Frattura, per la stessa ragione in provincia di Isernia il Circolo Pd di Pesche si autosospende, criticando la scelta del segretario regionale Danilo Leva e accusandolo di voler sostenere un ex di Forza Italia ignorando che in corsa ci sono due due esponenti del Partito. Un piccolo “smottamento”, considerato che il Circolo Pd di Pesche ha sette iscritti. Tuttavia è un segnale chiaro del clima che si respira nel Pd Molisano. Danilo Leva risponde affermando che l’Assemblea regionale ha lasciato agli iscritti la libertà di candidarsi e quindi la libertà di sostenere chi si preferiscono. Leva precisa, inoltre, che la scelta di sostenere Frattura e personale e non riguarda il Partito.
Intanto Rino Ziccardi esponente di Sel ma in contrasto con il gruppo dirigente del Partito, si schiera con Nicola D’Ascanio e con lui anche: Antonio Vitulli (Termoli), Lucio Izzi (Campobasso), Roberto De Cristofaro (Vinchiaturo), Liborio Berardinelli (Campobasso), Marinella Ciamarra (Campobasso), Felice Coccaro (Monacilioni), Maurizio Luciani (Campobasso), Antonio Nazareni (Campobasso), Vittoria Di Cera (Ferrazzano), Patrizia Tagliaferri (Campobasso), Giuseppe Marinelli (Torella del Sannio), Vittorio Solla (Sepino), Nicola Battista (Trivento), Raffaella Rapa (Campobasso), Fabio Nugnes (Campobasso), Alberto Cancellario (Campobasso), Michele Tolesino (Campobasso), Gian Mario Fazzini (Campobasso). Tutti insieme hanno firmato un documento nel quale affermano: “Lo facciamo perché il momento per il Molise è grave e perché non vogliamo vivere altri cinque anni sotto l’imperio di Iorio. Riteniamo, oltretutto, che governare il Molise non sia cosa da poco. Per le condizioni socio economiche in cui si dibatte oggi, per le previsioni sul futuro e perché vi è un grande bisogno di buona esperienza amministrativa. Una dote, quest’ultima, che D’Ascanio ha dimostrato di possedere amministrando la maggiore provincia molisana. Per lui parlano i fatti: una amministrazione isolata dalle politiche di potere regionale e sottoposta al politicismo della sua stessa coalizione che, per ridimensionarne l’azione, ha utilizzato forme estreme. In queste condizioni difficili, ha condotto la barca in porto, subendo, in itinere, l’ostracismo delle stesse forze di maggioranza che infine, negandogli la doverosa valutazione della azione amministrativa, gli hanno negato anche la verifica del secondo mandato. La scuola, il lavoro, la pace, la legalità, l’ambiente, la trasparenza amministrativa, sono i tratti di un mandato che non è mai stato neutro rispetto ai temi regionali e nazionali. Ha combattuto battaglie di legalità contro il partito del malaffare, esponendo la sua figura istituzionale, alzandola contro i silenzi dei partiti e dei suoi emissari; ha evitato il facile e improduttivo populismo, per percorrere il terreno della legalità e del rispetto della legge. Le primarie, negate ieri e acquisite oggi, diventano lo spartiacque su cui si misura la tenuta del quadro politico del centro sinistra attuale. Un quadro politico inficiato da incursioni corsare in un terreno che, per cause e storia, non appartengono alla tradizione molisana. Nel devastato centro sinistra vi possono essere stati passaggi da una formazione politica all’altra, ma mai si è realizzata l’iniziativa di consegnare ad un progetto dal chiaro segno moderato, diremmo di vecchio taglio doroteo, la rappresentanza dei valori del popolo di centro sinistra. Noi crediamo che la nostra scelta sia in direzione ostinata e contraria a questo progetto. Sentiamo la necessità di dover agire liberamente e al di fuori dei nostri luoghi di appartenenza, perché avvertiamo l’arretratezza dei vincoli posti da maggioranze coatte e numericamente esigue. Ci riteniamo soggetti vivi perché immersi nella complessità della vita sociale; dall’interno di questa complessità e dalla conoscenza dei bisogni che essa esprime, scaturisce la ragione del nostro impegno. L’alveo in cui D’Ascanio si muove è questo: la centralità del lavoro,come da tradizione,ma declinata nelle sue forme attuali, la ricerca della buona e corretta amministrazione, lo sviluppo a disposizione di tutti, l’assunzione di responsabilità sulle azioni che si compiono, la tutela del territorio dalle devastazioni ambientali e dall’illegale presenza di forti potenze economiche. Dopo il 19 settembre nulla sarà come prima. Assisteremo ad una scomposizione, anche strutturale, dei partiti, vi saranno riposizionamenti nell’uno e nell’altro campo e molto dipenderà dall’esito del passaggio democratico costituito dalle primarie. Per questo prendiamo posizione in favore di Nicola D’Ascanio, perché non vogliamo essere indifferenti, vogliamo, invece,essere protagonisti di una nuova stagione per il nostro Molise. Lo facciamo ognuno con le proprie convinzioni e con il portato della propria storia personale. Siamo,come tutti,nella società liquida,con l’incertezza che caratterizza la modernità e che ci trasforma da produttori di politica a consumatori della stessa, ma rimaniamo capaci di non omologarci agli schemi comuni. Lo facciamo anche nella consapevolezza che lo schieramento che oggi vuole definirsi di centrosinistra debba rimanere unito in ogni caso sostenendo il candidato vincitore delle primarie, facendo leva sulla capacità della sinistra stessa di far valere ,anche a livello elettorale, il suo punto di vista a favore di quella parte della società che oggi soffre in maniera particolare ed esclusiva i contraccolpi di una profonda crisi economica e di valori”.
Poi ci sono i Cristiano Sociali del Molise che giudicano sbagliata la proposta di candidare alla Presidenza della Regione Paolo di Laura Frattura. Ad intervenire per il coordinamento regionale è Loreto Tizzani che in una nota inviata alla stampa afferma: “il punto dirimente è che già in partenza è risaputo che qualora Frattura vincerà le Primarie perderà le Secondarie. Come tutti gli osservatori politici più accorti sanno, il solo annuncio della presentazione di Frattura alle Primarie ha indotto Rifondazione Comunista e Partecipazione Democratica a fuoriuscire dalla competizione ritenendosi liberi di promuovere un’altra aggregazione di forze che si affiancherà con un proprio candidato alla Presidenza della Regione. Altre formazioni hanno votato contro l’ammissione del Dott. Frattura alle Primarie e si sono riservate di valutare in caso di vittoria dello stesso di rimanere o meno nell’alleanza di centrosinistra. Quindi c’è già ora la certezza che i candidati alla Presidenza della Giunta della coalizione sarebbero due, avviandosi a perdere con le stesse modalità ed il medesimo schema sperimentato alle recenti provinciali. La riflessione che sorge spontanea è che questa verità lapalissiana viene rimossa perché i dirigenti del centrosinistra stentano ad arrivare a simili conclusioni, e ne dubito, o perché si persegue una possibile vittoria alle Primarie nella consapevole determinazione di voler perdere le Secondarie ? Una delle precondizioni per essere competitivi nella sfida col Pdl è quella di un’unica alleanza tra tutti i movimenti, le associazioni ed i partiti di centrosinistra, con un solo candidato alla Presidenza che si contrappone a Michele Iorio. Ma se Frattura ha già spaccato l’alleanza perché si insiste? Basta leggere il documento inviato alla stampa dal coordinamento dei movimenti per sommare quel distinguo alle prese di distanze del Prc e altre forze. Perché si vuole giocare a perdere le elezioni regionali o si è convinti di battere Iorio in una situazione di partenza che vede diviso il centrosinistra ? Ma non sarebbe preferibile un percorso politico che utilizzi le primarie per vincere le secondarie puntando su una candidatura in grado di unire l’IdV, l’intero centrosinistra, Rifondazione e i Movimenti ? Mica serve il Master in Scienze Politiche per capire tra i candidati chi potrebbe aggregare il maggior numero di formazioni politiche possibili. Basta saper fare l’addizione per arrivarci”.

















