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Paglione si “prende” Sel, un mare di polemiche

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A poche settimane dall’adesione la nomina a Coordinatore regionale. Sette dirigenti firmano un documento: “Incomprensibile forzatura”

Non ha fatto in tempo ad aderire a Sinistra Ecologia e Libertà ed è già stato coordinatore regionale del Partito. Una decisione presa dall’assemblea regionale di Sel alla quale hanno partecipato otto dei 15 componenti. Una decisione che sta scatenando una serie di polemiche. Infatti sette assenti (Daniele Capuano, Cosmo Caranci, Michele Della Loggia, Paola Lucchetti, Vincenzo Notarangelo, Maria Perrotta, Antonio Sorbo) hanno sottoscritto un documento inviandolo alla stampa, nel quale parlano di “ennesima incomprensibile forzatura”. Nel fare gli auguri di buon lavoro a Paglione, i sette dirigenti affermano: “avremmo voluto che una scelta di questo tipo fosse oggetto di confronto e di discussione nel partito e non si riducesse ad una imposizione dall’alto subìta dalle federazioni provinciali, dai circoli e dagli iscritti”. Quindi sostengono di non condividere il metodo utilizzato pur precisando di non esprimere un giudizio sulla figura di Paglione. “Appare quantomeno anomalo, e non ci risulta che vi siano precedenti, che un dirigente politico impegnato attivamente fino ad un mese fa negli organismi di un partito, il Partito Democratico, nell’elaborazione programmatica e nelle scelte sulla linea politica possa, da un giorno all’altro, diventare segretario regionale di un altro partito – affermano i sette dirigenti di Sel – Non va dimenticato, inoltre, che questa nomina non è certo in linea con l’esigenza di rinnovamento della classe dirigente, sempre invocata da quanti l’hanno eletto, che era ed è tra le priorità di Sel a tutti i livelli. Tra l’altro la tempistica e le modalità rischiano di determinare negli iscritti e nell’opinione pubblica la sgradevole, e speriamo infondata, sensazione che l’adesione a Sel del nuovo segretario abbia avuto un impulso decisivo dalla garanzia di ottenere subito un incarico di responsabilità all’interno del partito. Le circostanze in cui è maturata la scelta – prosegue il documento dei sette – non contribuiscono a rasserenare il clima interno al partito, anzi essa rischia di diventare un ulteriore elemento di divisione. Non si sono volute prendere in considerazione altre soluzioni, come quella proposta da vari compagni di una ‘reggenza’ con un organismo provvisorio collegiale che, impegnando le varie anime del partito, consentisse di ripristinare un clima di maggiore collaborazione ed unità. Anche per questo motivo l’Assemblea Regionale di SEL ha dovuto registrare l’assenza di 7 (sette) componenti su 15 (quindici) – termina la nota – che non hanno ritenuto di partecipare ad una elezione calata dall’alto”. Da parte sua Paglione dichiara di essere onorato dell’attenzione e della stima che i militanti e i dirigenti di Srl gli hanno concesso e ricorda che aderendo al Partito aveva annunciato la disponibilità a impegnarsi nel progetto di costruzione del partito e del centro sinistra. “Non potevo immaginare di essere investito fin da subito della massima responsabilità politica e organizzativa – afferma Paglione – Certo, il lavoro da fare è tanto, ci sono alcune scadenze immediate e importanti. Ma la cosa naturalmente non mi spaventa perché ho già avuto modo di constatare come, anche grazie al lavoro fin qui svolto, potrò contare su collaboratori validissimi, giovani e pieni di entusiasmo. Aderendo a Sel – prosegue Paglione – dichiarai che entravo in punta di piedi e che sarei stato un manovale impegnato in quello che Nicky Vendola, accogliendomi, aveva definito come il cantiere di Sel. L’obiettivo era e resta quello di lavorare alla costruzione e al rafforzamento del partito di Vendola e di tutto il centro sinistra, mettendo a disposizione con umiltà e discrezione la mia esperienza politica e amministrativa, di persona cioè che, sempre con lo sguardo a sinistra, ha coniugato la passione civile e politica con la cultura di governo nella prospettiva di perseguire il buon governo. Da responsabile politico regionale, oggi aggiungo che Sel sarà un partito aperto a tutti, a patto che chi volesse entrare lo faccia sapendo che Sel Molise non è un taxi o un autobus – sottolinea Paglione – o peggio ancora una giostra sui cui salire, fare il giretto magari in vista delle regionali e scendere. E quando dico aperto a tutti intendo a maggior ragione a coloro che, in questo momento, sono in una posizione critica all’interno del partito. A loro, che voglio incontrare al più presto, rivolgo pubblicamente l’invito a lavorare insieme – conclude Paglione – perché le diversità di vedute sono sempre un’occasione di arricchimento”.

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