L’inquietante interrogativo di Pian: “Campobasso come Sesto San Giovanni?”
Il vice coordinatore provinciale del Pdl punta l’indice sulle amministrazioni comunali di centrosinistra con una similitudine allarmante
E’ un sospetto grave e allarmante quello sollevato da Claudio Pian, Vice Coordinatore per la provincia di Campobasso del Pdl, sulla passata gestione delle concessioni edilizie negli anni in cui l’amministrazione comunale di Campobasso era nelle mani del centrosinistra. “Campobasso come Sesto San Giovanni, dopo 15 anni di centrosinistra?”. Questo è l’inquietante interrogativo posto da Claudio Pian, in una nota inviata alla stampa. Interrogativo che naviga tra un presunto reato di concussione e un possibile reato di calunnia che potrebbe travolgere lo stesso Pian. Infatti, come è noto, a Sesto San Giovanni la Procura di Monza avrebbe scoperto un sistema di tangenti che riguarderebbe Filippo Penati, ex sindaco del Comune Lombardo e personaggio di spicco del Pd Nazionale, essendo stato braccio destro del segretario Bersani. Oggi Penati è indagato e si è dimesso da tutti gli incarichi istituzionali e di Partito, compreso quello svolto in qualità di vice presidente del Consiglio Regionale della Lombardia. Ora, però, l’interrogativo di Pian fa intendere che a Campobasso è accaduto qualcosa di simile a quello che starebbe emergendo a Sesto San Giovanni. Tuttavia in premessa Pian ammette di non essere un cultore in materia di concessioni edilizie e di quel mondo che ci gira intorno. “Di certo so che girano interessi e speculazioni altissime – afferma nella nota – Un modo per far rendere il denaro ben oltre quello che può dare un semplice titolo di stato o un buono postale tanto per capirci. Basta conoscere le regole e i trucchi magari per cambiare ad esempio destinazione d’uso terreni e palazzi. Più volte negli anni di comando del centrosinistra a Palazzo San Giorgio ho espresso dubbi sulla gestione delle concessioni edilizie – prosegue Pian – oggi alle porte delle regionali e con nomi altisonanti che si presentano alla contesa elettorale ecco che qualche rumors ritorna a galla. Molti cittadini soprattutto del capoluogo fanno notare come passano gli anni ma i nomi della politica, soprattutto cittadina, sono gli stessi dei decenni passati. In questo caso soprattutto nel centrosinistra vanno e vengono come se il tempo si fosse fermato agli anni a cavallo tra gli anni ‘70 e ’80 – afferma ancora Pian – I nomi e i cognomi sono noti a tutti, ma rispetto al passato in ballo ci sono interessi molto alti. Il business dell’edilizia nei quindici anni di governo di centrosinistra a Palazzo San Giorgio ha avuto tante domande quasi sempre senza risposte. Da parte mia cercherò di capire su intrecci societari, cambi di destinazione d’uso o su speculazioni su proprietà che appartengono magari a aziende fallite e su cui qualcuno magari vorrebbe costruire strutture pubbliche come ad esempio la sede della Regione, mandando in pensionamento anticipata il famoso Master Plan. Per alcuni versi la Città di Campobasso può stare tranquilla considerando che a fare da guardiano c’è Gino Di Bartolomeo – conclude Pian – che conosce vita, morti e miracoli della città e anche dei suoi proprietari terrieri. In conclusione di questo che potremmo chiamare l’introduzione ai tanti interrogativi, una prima domanda viene spontanea: perché il business dei terreni e del mattone è così amato dal centrosinistra e perché riesce a unire quelli che una volta erano i rampolli della politica di un tempo?”.

















