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Successore di Scasserra, Assindustria smentisce le indiscrezioni

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Successore di Scasserra, Assindustria smentisce le indiscrezioni

L’Assindustria molisana è infastidita dalle indiscrezione sul possibile successore di Scasserra, il presidente che ha scelto di candidarsi alle regionali  nel listino di Michele Iorio. N una nota si recisa che la commissione dei saggi ha iniziato di recente  le consultazioni della base associativa.

“Il lavoro della commissione – precisano da via Cardarelli -  rende del tutto infondate le voci venute fuori su qualche giornale nelle settimane estive, su presunti imprenditori papabili per la presidenza. I nomi fatti, precisa Assindustria, appartengono alla categoria delle illazioni destinate, però, come sempre nel passato, a non avere alcuna influenza sulle procedure interne che devono portare alla individuazione del candidato alla presidenza. Le attese che si registrano su questa designazione non autorizzano nessuno a preferire questo modo di comportarsi volto solo ad apparire. E’ una questione di buon gusto”.  Detto ciò la Giunta dell’ Associazione Industriali è tornata sui temi della manovra finanziaria, puntando il dito contro alcuni provvedimenti che destano forte preoccupazione. “La manovra che si sta profilando – osservano gli industriali molisani – appare debole  e inadeguata. Mancano le misure strutturali per affrontare la ripresa della crescita. Inaccettabile, inoltre, il rinvio “sine die” dei tagli ai costi della politica e degli apparati amministrativi”. Secondo gli industriali molisani manca, in sostanza, un disegno strutturale che risolva la grave situazione della finanza pubblica e ponga in essere interventi per la crescita. Nello specifico l’Assindustria chiede:  interventi sul sistema pensionistico che ci portino ad un livello di vita lavorativa in linea con i Paesi europei più avanzati; provvedimenti che riducano le tasse su chi produce, lavoratori e imprese; privatizzazioni, a partire dalle società di servizi pubblici locali per liberarle dall’ingerenza politica e recuperare efficienza; dismissioni di patrimoni immobiliari pubblici; liberalizzazione delle professioni; investimenti in infrastrutture anche attraverso l’utilizzo dei fondi europei “Questi interventi – sottolinea l’Associazione Industriali -  devono essere accompagnati da una profonda ristrutturazione del funzionamento della macchina dello Stato, da una riduzione del suo perimetro e dei suoi costi”.

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