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L’intervento. Appello alla nuova evangelizzazione

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L’intervento. Appello alla nuova evangelizzazione

Nella festa dell’Apostolo San Matteo la riflessione di don Mario Colavita sulla lettera apostolica che istituiva il pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione.

 

 

 

(Il Papa Benedetto XVI)

Riceviamo e pubblichiamo.

 

“Solo una nuova evangelizzazione può assicurare la crescita di una fede limpida e profonda, capace di fare di queste tradizioni una forza di autentica libertà. Certamente urge dovunque rifare il tessuto cristiano della società umana. Ma la condizione è che si rifaccia il tessuto cristiano delle stesse comunità ecclesiali che vivono in questi paesi e in queste nazioni”. E’ passato giusto un anno da quando Benedetto XVI (il 21 settembre 2010) firmò la lettera apostolica che istituiva il pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione. E’ singolare che proprio nella festa dell’apostolo ed evangelista Matteo la chiesa abbia ufficialmente istituito un organismo teologico-pastorale sulla nuova evangelizzazione. Il pontificio consiglio è una sorta di ministero che  stimola, aiuta e propone alle diocesi riflessioni e strategie per l’annuncio del vangelo. Perché una nuova evangelizzazione nella Chiesa? Essa è dovuta essenzialmente ai cambiamenti sociali, alla visione dell’uomo, di Dio nella storia e del ricco patrimonio spirituale della chiesa cattolica. Già Paolo VI aveva percepito nel 1975 una nuova fase dell’azione della chiesa finalizzata ad arricchire i fondamenti della fede in vista una crescente scristianizzazione:  “si dimostra ugualmente sempre più necessario, a causa delle situazioni di scristianizzazione frequenti ai nostri giorni, per moltitudini di persone che hanno ricevuto il battesimo ma vivono completamente al di fuori della vita cristiana, per gente semplice che ha una certa fede ma ne conosce male i fondamenti, per intellettuali che sentono il bisogno di conoscere Gesù Cristo in una luce diversa dall’insegnamento ricevuto nella loro infanzia, e per molti altri” (Paolo VI, Sull’annuncio del vangelo, 52). Nuova evangelizzazione nel suo ardore, nei suoi metodi, nella sua espressione, deve cercare, mezzi e linguaggi adeguati per proporre o riproporre la rivelazione di Dio e la fede in Gesù Cristo. Il termine evangelizzazione ha un significato molto ricco. Riassume l’intera missione della Chiesa: tutta la sua vita infatti consiste nel realizzare l’annuncio e la trasmissione del Vangelo, che è “potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede” (Rm 1, 16). Evangelizzare significa non soltanto insegnare una dottrina bensì annunciare il Signore Gesù con parole ed azioni, cioè farsi strumento della sua presenza e azione nel mondo. La festa dell’apostolo san Matteo, dunque, è stimolo alla riflessione di cosa vogliamo trasmettere e di come vogliamo farlo, una fede che non sa più incidere nella vita di tutti giorni diventa sterile e facilmente aggrappata a liturgie coreografiche, una fede che non sa più fondare la vita in famiglia diventa facile preda del devozionismo e della superstizione, invece, una fede che si arricchisce della parola di Dio, dei sacramenti, della ricco tesoro culturale e spirituale della tradizione della chiesa, può rispondere alle sfide moderne in cui, Dio, vita, amore, famiglia, Chiesa  sembrano essere svuotati del loro denso significato. Se il vangelo è fiume che irriga il campo della Chiesa, la nuova evangelizzazione aiuta a portare acqua a terre ormai secche e deserte, a trovare nuovi linguaggi e strategie perché tutti possano beneficiare di quest’acqua.

Don Mario Colavita 

 

 

 

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