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Editoriale. Caro Silvio ecco il tuo Michè

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Editoriale. Caro Silvio ecco il tuo Michè

Lo ha mollato. Non lo vuole in campagna elettorale. Secondo Storace, leader della Destra, ha già un accordo con Cesa per trasmigrare nel Terzo Polo dopo le elezioni, quando il Berlusconismo crollerà. Gli ultimi giochi di Iorio narrano una storia antica che ricorda tanto le varie trasmigrazioni, la spaccatura alimentata nella Dc e l’attacco ai Dorotei per diventare sindaco di Isernia, il ribaltone che mandò a casa la Giunta Veneziale di centrosinistra, gli accordi traditi e poi riscritti con Patriciello, i viaggi da Mastella per trovare una nuova casa politica e, infine, l’approdo da Berlusconi, quando il Berlusconismo navigava a vele spiegate. Oggi che Silvio è in cattive acque, Michele lo molla. Non c’è il nome del Premier nel simbolo, come sottolinea un articolo pubblicato da La Stampa (clicca qui per leggere l’articolo).  

  

(Il comizio di Iorio e Berlusconi nella campagna elettorale delle regionali cinque anni fa)

Al momento non si prevedono visite di Berlusconi nel Molise per la campagna elettorale. Fin qui dal Governo sono arrivati solo i ministri Fitto e Matteoli. Il primo per rassicurare sulla presunta esistenza dei Fondi Cipe, il secondo per garantire che la Termoli-San Vittore si farà. Pensando a come sta mollando Berlusconi, torna alla mente una domanda fondamentale: Michele Iorio è politicamente affidabile? Questo è il vero grande interrogativo che dovrebbero porsi quei molisani che con il cappello in mano da anni attendono in fila l’elargizione di un posto di lavoro per il figlio. Si ponga la stessa domanda anche quella parte dell’imprenditoria molisana che con il cappello in mano attende un contributo per mantenere in piedi la propria azienda. Pensando poi alla storia politica di Iorio, dalla Dc, al centrosinistra, passando per Mastella e arrivando a Berlusconi, i molisani con il cappello in mano si chiedano se possono affidarsi ancora alle sue promesse o se invece il Re è nudo. Ecco, il Re, anzi l’Imperatore, ormai è nudo. Esiste una piccola cerchia di privilegiati (imprenditori, consulenti, politici, giornalisti) che sono nella corte dell’Imperatore e per non esserne estromessi necessariamente devono candidarsi nelle varie liste o comunque scendere direttamente in campo per sostenerlo. Invece a chi è fuori dalla corte non resta che attendere ancora. Ma cosa? Il tempo è scaduto e la torta è finita. Sul piatto non c’è nulla e non è detto che il cuoco distribuisca le briciole fuori dalla propria corte. Ed allora c’è una sola strada da percorrere: cambiare.  Iorio sul piano personale è una persona simpatica e affabile. Non è il “demonio”. Tuttavia non ha la struttura politica e culturale per essere l’interprete di una nuova fase. E’ figlio della Prima Repubblica, di una Dc meridionale che viveva del consenso che proveniva dall’assistenzialismo. Era il tempo in cui i ceti medi mantenevano in piedi un’esistenza dignitosa e lo Stato saldava i debiti delle regioni. Ha resistito solo grazie alla straordinaria capacità di cambiare pelle. Oggi, però, è il tempo dell’Europa, della moneta unica, dei mercati globali, del federalismo. Si vive delle ricchezze proprie e nessuno più paga i debiti degli altri. Un presidente della Regione che con orgoglio in un’intervista televisiva rivendica di non avere rispettato il patto di stabilità è fuori dalla storia è prigioniero del passato e per queste ragioni non è più adeguato a governare l’oggi. C’è un inizio è una fine. Per Iorio è il momento della fine.

Con Frattura per necessità, sognando un Rinascimento Molisano

Chi segue caffemolise sa bene che la candidatura alle primarie di Frattura non ci ha entusiasmato. No per questioni ideologiche. Il colore del sangue non ci interessa. Le perplessità nascevano dal fatto che fino a quel momento Frattura non era pervenuto. Non avevamo mai sentito un suo intervento critico nei confronti dello Iorismo. Mai una proposta concreta sul futuro del Molise. Non era nel dibattito. Oggi, però, prendiamo atto che rappresenta l’unica reale alternativa. L’unico Caronte possibile. Puntiamo su un quarantenne immaginando che la sua freschezza mentale, l’essere il figlio dell’oggi, possa consentirci di guardare il governo del Molise con occhi diversi. Puntiamo su Frattura sperando che porti questa regione a sfruttare tutte le potenzialità fin qui inespresse, utilizzando le migliori energie e personalità intellettuali, dando vita a un Rinascimento Molisano che ci consenta di essere più simili a quelle realtà più moderne del centro nord. E’ vero: sogniamo un Molise molto simile all’Umbria, alla Toscana, alle Marche, all’Emilia. Sogniamo città ordinate, civili, ben governate, come Perugia, Modena, Ferrara, Firenze, Ancona. Sogniamo un mix di buongoverno, modernità, rispetto delle tradizioni e meritocrazia. Quindi si, con Frattura per necessità, ma sia chiaro: senza firmare cambiali in bianco.

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