Centrodestra nel caos e caccia ai “traditori”
Alla fine dei conti Iorio potrà anche vincere ma la sua parabola politica è termnata e comunque sarà un Presidente a libertà politica vigilata. Il primo messaggio è arrivato dal Siciliano Miccichè il quale oltre ad avere chiesto un assessorato per Chieffo ha chiaramente fatto intendere che Grande Sud non sarà il tappetino del Governatore e che le scelte vanno discusse. Insomma, nessuna delega in bianco. Anche gli assessori della precedente giunta porranno i paletti. Essendo stati quasi tutti tra i più votati, saranno certamente confermati. A quel punto chiederanno una gestione più collegiale dell’esecutivo e Iorio dovrà accettare. Non potrà fare diversamente se vuole sopravvivere politicamente ancora un po’.
(Michele Iorio)
Intanto è iniziata la caccia ai “traditori”, quelli che, secondo i pasdaran del clan Iorio, avrebbero messo in atto il voto disgiunto. Non accettano l’idea che i cittadini molisani, autonomamente, senza pressioni dei candidati del centrodestra, hanno scelto di non votare l’imperatore. In provincia di Isernia nel mirino sono finiti soprattutto Pietracupa e De Bernardo. Ma anche a Termoli è iniziata la caccia. Tanto è che dopo la clamorosa sconfitta subita dal centrodestra, il sindaco Di Brinio invece di dimettersi prepara un rimpasto dell’esecutivo. E qualcosa accadrà a Boiano e forse a Venafro. A Isernia l’amministrazione provinciale è in grande fibrillazione. Mazzuto potrebbe rischiare la sfiducia se non rimette mano alla giunta, tenendo presente i nuovi equilibri emersi dalle regionali. E’ accaduto, infatti, che assessori e consiglieri del Pdl hanno fatto votare candidati di Progetto Molise. Ma non è l’unica anomalia. Certo è che alla Provincia a questo punto bisogna ridisegnare la mappa dei gruppi del centrodestra e, quindi, la distribuzione degli assessorati. Al Comune di Isernia si vota a maggio e al momento non c’è ragione per fare un rimpasto di giunta. Tuttavia ci sono forti fibrillazioni in vista delle elezioni. Michele Iorio dovrà lavorare non poco per imporre la candidatura a sindaco della sorella Rosa che, a sua volta, avendo compreso che il clima è cambiato ha iniziato a sondare il terreno per capire l’umore dei vari consiglieri. Attenzione a Isernia. Se Iorio imporrà il candidato, come già è avvenuto con Mazzuto, Di Bartolomeo e De Matteis, settori importanti del centrodestra potrebbero decidere di aderire al listone civico, modello Ponte del 1993, alleandosi con il centrosinistra. Ma non solo. Dopo la proclamazione degli eletti, in presenza di un ricorso di Frattura per chiedere la verifica sulle schede annullate, Iorio, imitando Di Stasi, potrebbe nominare la giunta e dimettersi. In questo modo manderebbe a casa il Consiglio regionale appena eletto ma governerebbe a mani libere fino alle nuove elezioni, ricostruendo il consenso perduto. Nel frattempo, se cadrà il Governo Berlusconi e si torna a votare, potrebbe crearsi un salvagente candidandosi alla Camera, con buona pace della De Camillis.

















