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La santa zucca vuota

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La santa zucca vuota

“La festa di Halloween contro tutti i Santi? Una festa con non dà una prospettiva di vita e una speranza che festa è?”.  Intorno a questi due interrogativi si concentra l’intervento di Don Mario Colavita.

 

Riceviamo e pubblichiamo

Le feste cristiane segnano il passo della nostra vita: ci dicono delle stagioni, del tempo che avanza e ricordarle  dice la storia passata, presente in attesa di quella da venire. Le feste, insomma, ci narrano di noi e noi possiamo narrarle e ricordare e ravvivare la nostra vita: Natale, Pasqua, feste della madonna, tutti i santi e la commemorazione dei fedeli defunti. La festa di tutti i santi e la commemorazione di tutti i fedeli defunti da oltre un millennio sono unite tra loro  non solo come data ma anche nella visione e nel senso della oltre la morte. Dopo mille anni è bene ridirci l’importanza della festa dei santi e la commemorazione dei fedeli defunti. Vita e morte, beatitudine e impegno nella vita, sono come temi che le due celebrazioni cercano di suggerire ai credenti. La vita dei beati non fa a pugni con la morte, i santi non negano il ricordo dei nostri cari, al contrario permettono di entrare nella visione di Dio, in quel regno che noi invochiamo essere di pace eterna. Da alcuni decenni, però, si sta imponendo un’altra festa che non ha nulla a che vedere con i santi e i morti, è una festa che molti hanno definito “pagana”, commerciale che non appartiene per nulla alla tradizione cristiana europea del 1 e 2 novembre. Halloween, la festa delle zucche vuote, vuote perché per noi europei non ha senso celebrarla, non ne capiamo il vero significato. Halloween rimanda alla festa celtica di Samhain celebrata nella notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre. Nel calendario celtico il 31 ottobre segnava la fine dei raccolti e il passaggio all’anno nuovo. Venivano organizzate cerimonie per festeggiare il dio celtico della morte, Samhain. Per allontanare gli spiriti maligni e i folletti si sistemavano zucche e lanterne sulla soglia delle case e così accogliere i morti che tornava tra i vivi. Halloween (è parola composta da hallow, “santificare”, ed eve, abbreviazione di evening, “sera” quindi: sera della festa dei santi, vigilia della festa dei santi) è diventata, però, una festa commerciale al massimo (in Italia si spendono circa  360 milioni di euro tra dolcetti e cioccolata, zucche, costumi e cene. In tutto il mondo la spesa supera i 5miliardi di euro), una festa che al suo interno vuole “desacralizzare” e ridicolizzare e allontanare la morte. Di certo è di origine americana e, dietro questa origine americana, c’è l’origine irlandese e, ancora dietro questa origine irlandese c’è quella celtica.  Come per una matrioska: è celtica per gli irlandesi, irlandese per gli americani e americana per gli Europei. Halloween affascina, miete consensi soprattutto tra i più giovani, in apparenza sembra una festa per i bambini che innocentemente nel dire dolcetto o scherzetto dimenticano quanto è dentro questo rituale “macabro” di vestirsi da streghe, scheletri etc…Halloween contro la festa di tutti i santi e dei morti? Penso che in Italia questo non avverrà mai, forte e radicata è la tradizione e il senso che diamo al 1 e al 2 novembre. Sono le muove generazioni: bambini, adolescenti, giovani che vanno aiutate  a capire il senso profondo delle feste cristiane e spiegare loro quanto Halloween sia una festa senz’anima.  Non si tratta di fare una campagna contro la festa delle zucche arancione, si tratta semplicemente di riempire di senso le nostre di feste, di ri-dire e ri-dare alla celebrazione festive il respiro e la vitalità. Una festa con non dà una prospettiva di vita e una speranza che festa è?

Don Mario Colavita

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