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Sanità alla frutta, la lettera di una paziente

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Sanità alla frutta, la lettera di una paziente

Maria Iadarola descrive i disservizi del Day Hospital di Oncologia dell’ospedale “Cardarelli” di Campobasso che accoglie quotidianamente oltre dodici persone malate “costrette alla somministrazione del farmaco in condizioni assolutamente precarie”.

 

 

(L’ospedale Cardarelli di Campobasso)

Riceviamo e pubblichiamo

 

 

Gentile redazione,

sono una paziente oncologica in trattamento chemioterapico da diverso tempo. Vi scrivo per segnalare l’incresciosa situazione che si sta verificando da mesi ormai presso il Day Hospital di Oncologia dell’ospedale “Cardarelli” di Campobasso. Premetto che tutto il personale sanitario, medici e infermieri, fanno i salti mortali per poter darci l’assistenza necessaria durante le sedute di terapia, ma per quello che è nelle loro possibilità.  Il problema reale è nella struttura che accoglie quotidianamente oltre dodici persone malate costrette alla somministrazione del farmaco in condizioni assolutamente precarie. Le poltrone disponibili sono solamente otto mentre i pazienti sono a volte anche il doppio e in molti sono obbligati a fare le sedute di chemioterapia, che durano anche cinque ore, seduti su una sedia. Non c’è nessun pannello divisorio tra una poltrona e l’altra figuriamoci tra una sedia e l’altra. Maschi e femmine sono affiancati durante le sedute e non è raro che qualcuno si senta male. Del resto nausea e vomito sono tra gli effetti collaterali più comuni durante il trattamento…ed è poco dignitoso per chi si sente male e anche per chi è costretto ad assistere alla scena…  A causa della mancanza di spazio alcuni malati fanno la chemio nella saletta prelievi, anche questa piccolissima, destinata agli esami di controllo dell’emocromo e dove è vietato sottoporre i pazienti a chemio.  Per quello che so, i medici del reparto hanno fatto richiesta per l’apertura di un’ala più grande dell’ospedale destinata ai pazienti oncologici in day hospital, che purtroppo sono in crescente aumento, molti negli ultimi tempi giungono da altre strutture ospedaliere, da Termoli dalla Cattolica…ma la richiesta è naufragata nel vuoto.. Vi chiedo quindi di sensibilizzare con urgenza gli organi preposti il direttore sanitario e il commissario regionale alla sanità, sulla questione che ritengo di assoluta gravità in considerazione anche del fatto che i pazienti oncologici sono già sottoposti al peso della malattia e non trovo giusto che debbano essere curati senza rispetto della persona.  E’ in progetto una raccolta firme per sollecitare l’apertura di un reparto idoneo ad ospitare i pazienti oncologici in day hospital. Intanto spero che accogliate il mio invito a constatare personalmente quanto ho descritto in breve.

 

 

Maria Iadarola

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