Pronto soccorso nel caos e il clientelismo continua
Per la Fp – Cgil l’attivazione degli ambulatori per i codici bianchi è una risposta insufficiente e inutile rispetto alle problematiche che scaturiscono dalla mancanza di posti letto. Ad intervenire è Giuseppe Di Lembo, segretario generale della del sindacato della Funzione Pubblica, il quale ricorda che “nelle Regioni serie, dove si è provveduto per tempo ad una riorganizzazione del sistema sanitario regionale, prima si è creata una rete territoriale con assistenza domiciliare, ambulatori, residenze sanitarie assistite, lungodegenze, country hospital, casa della salute e poi si è provveduto a ridurre i posti letto per acuti e a chiudere gli ospedali in eccesso”.
(I dipendenti del Pronto Soccorso di Isernia con la fascia nera al braccio in segno di protesta)
Un metodo che, ricorda Di Lembo, in Emilia Romagna si sono chiusi il 50% degli ospedali, si è risparmiato sulla spesa e si è migliorato il servizio. “Nella nostra Regione, invece, tutto ciò non è accaduto – prosegue il segretario della Fp-Cgil del Molise - per una gestione della sanità clientelare, parentale, amicale e trasversale e per mancanza di programmazione che hanno provocato l’aumento massimo delle accise, dell’Irpef, dell’Irap e dei ticket per le prestazioni diagnostiche che producono l’effetto inevitabile di ricorrere al privato e per la farmaceutica, ma anche il trasferimento del debito alle future generazioni per via della cartolarizzazione. Così, per applicare senza alcun confronto con le forze sociali e con le varie comunità – sostiene ancora Di Lembo – il Piano di Rientro, imposto da Roma ad inadeguati, incapaci e irresponsabili politici molisani, si sono tagliati, complessivamente e senza alternativa, ben 416 posti letto ospedalieri”. Il segretario della Fp-Cgil ricorda che la sanità pubblica ha perso, rispetto al 1996, ben 667 posti letto, mentre la sanità privata ha guadagnato ben 251 posti letto. La sanità pubblica si è dimezzata, mentre la sanità privata si è più che raddoppiata. “E’ quindi chiaro che in Molise è in atto una “selvaggia” privatizzazione del servizio sanitario – sostiene Di Lmbo – Tutto ciò ha determinato un iperafflusso sui Pronto Soccorso che, non potendo smistare i pazienti, vanno incontro ad intasamento. Se a tutto ciò si aggiunge il blocco del turn-over e delle assunzioni che produce una pesante carenza di organico che, in particolare nella struttura di Campobasso, è realmente drammatica, si comprende lo stato di sfascio in cui si è costretti ad operare”. Concludendo Di Lembo chiede alla direzione aziendale “di attivarsi per decongestionare realmente le strutture di emergenza, invece di favorire, come si può desumere dall’atto aziendale pubblicato il 14 novembre, le solite figure clientelari, e proceda, senza alcun indugio, all’attivazione della rete di assistenza territoriale e al rafforzamento degli organici nei pronto soccorso, ma anche nei reparti”.

















