Piedi d’Argilla, due assoluzioni e quattro condanne
Aldo Patriciello e Francesco Pirollo escono indenni dal processo di primo grado. Entrambi assolti per non avere commesso il fatto. Condannati, invece, gli altri imputati:. Gaetano Patriciello, fratello di Aldo e amministratore della Mc, l’impresa che ha fornito il calcestruzzo, due anni e dieci mesi più il pagamento di una multa di 6mila e 500 euro; Massimo Zullo, capocantiere dell’Adanti, l’impresa appaltatrice dei lavori, a due anni e sei mesi, più 5mila euro di multa; Francesco Paolo Furner, dipendente della Geolab, il laboratorio di San Vittore che effettuò le prove di resistenza sui cubetti di calcestruzzo, 2 anni e tre mesi più una multa di 4mila euro; Orlando Pallotta, dipendente della Mc, un anno e un mese, più il pagamento di una multa di 2mila euro. Inoltre ognuno dei quattro imputati condannati dovrà versare all’Anas 6mila e 500 euro. Queste dunque le pene stabilite dal giudice monocratico Roberta D’Onofrio che depositerà le motivazioni della sentenza tra 60 giorni.
(Il giudice Roberta D’Onofrio legge la sentenza)
Il processo celebrato a Isernia si è giocato soprattutto sul piano tecnico, con gli avvocati della difesa che hanno cercato di smontare le relazioni dei periti del Pm per dimostrarne l’inattendibilità. In particolare è stata contestata l’impossibilità di esercitare i diritti di difesa durante la fase dell’incidente probatorio perché i periti non hanno potuto partecipare alle prove sui cubetti di calcestruzzo. Gli avvocati Mariano Prencipe e Giuseppe Stellato, difensori di Gaetano Patriciello, attraverso una nota inviata alla stampa hanno espresso la propria soddisfazione per la piena assoluzione dell’Europarlamentare Aldo Patriciello ma anche e soprattutto per il rigetto delle richieste risarcitorie di provvisionale avanzate dalla Parte Civile. “Segno evidente – affermano i due avvocati – della assenza di danni nella vicenda”. Inoltre, Prencipe e Stellato hanno annunciato la rinuncia alla prescrizione . “Nel pieno rispetto delle decisioni del magistrato, che ha mostrato grande impegno, autonomia di giudizio e professionalità – affermano ancora i due avvocati – riteniamo assolutamente necessario un ulteriore vaglio, da parte della Corte di Appello, anche attraverso la richiesta di una nuova perizia che possa certificare che anche la piccola quantità di cemento non ritenuta conforme era invece rispondente al capitolato di appalto. La pronuncia di primo grado – prosegue la nota – ad ogni buon conto, rappresenta, nella parte assolutoria dell’on. Aldo Patriciello e nella parte relativa al rigetto delle richieste risarcitorie dell’Anas, un ulteriore tassello –conclude la nota – per la completa chiarificazione di una avvenimento che, si ricorda, era partito con ben altre più gravi contestazioni e che, grazie al contributo degli stessi indagati, ha visto cadere uno alla volta gli assunti accusatori”. Non poteva certo nascondere la propria soddisfazione l’onorevole Patriciello nella cui nota si afferma: “La sentenza conferma quanto da me sostenuto sin dal 2004 vale a dire la mia totale estraneità rispetto al caso cosiddetto Piedi D’Argilla facendo luce sulle contestazioni circa una modestissima quantità di calcestruzzo fornito dall’azienda dei miei familiari. Essa riconosce la mia lealtà istituzionale posto che ho rinunciato a far valere le mie prerogative di parlamentare per non ostacolare il sereno incedere della giustizia. Abbiamo consentito settimana dopo settimana la naturale prosecuzione dell’iter giudiziario senza fare ostruzionismo né tantomeno creare pretesti per rinviare le udienze e quindi arrivare ad una matematica prescrizione. Accolgo dunque con soddisfazione la sentenza del Tribunale di Isernia.”


















