“Campobasso, città senza futuro”
Per Costruire Democrazia l’amministrazione guidata dal sindaco Di Bartolomeo in merito alla pianificazione urbanistica non riesce a fare nulla di più che rispolverare le perimetrazioni cosiddette “Lucarino” risalenti al 1985.
(Campobasso)
“Un atto di pianificazione territoriale che ben potrebbe ambire ad essere esposto alle mostre di archeologia urbanistica o ai mercatini dell’antiquariato – si afferma nella nota diffusa da Costruire Democrazia – che viene invece adottato integralmente e senza alcuna contestualizzazione nonostante da allora ad oggi, a distanza di 27 anni, lo sviluppo urbano di Campobasso sia completamente cambiato! L’anacronismo del provvedimento appare sconcertante soprattutto con riferimento alla necessaria elaborazione di linee di intervento strategiche che consentano una ricucitura tra la zona agricola oramai quasi completamente trasformata in residenziale pur nella più totale assenza di infrastrutturazione e servizi, e il centro urbano della città”. Detto ciò Costruire Democrazia ha formulato tre proposte: Meno cemento al fine di scongiurare il pericolo di ennesime massicce cementificazioni consideriamo imprescindibile procedere, in via emendativa, ad una riduzione degli indici edificatori rispetto a quelli assegnati nel piano dell’amministrazione; Più verde e più servizi: al fine di consentire uno sviluppo sostenibile delle aree urbane che subiranno interventi edificatori, proponiamo l’adozione di una delibera di programmazione che preveda l’ampliamento della fascia di rispetto tra la strada e gli immobili in costruzione affinché tutte le nuove aree di edificazione siano accompagnate da percorsi pedonali, pista ciclabile, barriera verde; Più trasparenza: al fine di scongiurare il rischio di situazioni di conflitti d’interesse, potenziali o attuali e concreti, invitiamo tutti i Consiglieri comunali, in ossequio a quanto prescritto dall’art. 78 del TUEL, ad astenersi doverosamente dal partecipare alla seduta consiliare laddove essi stessi, ovvero loro diretti parenti od affini, risultino titolari di interessi privati connessi alla predetta deliberazione.


















