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S. Maria delle Grazie, una chiesa da salvare

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S. Maria delle Grazie, una chiesa da salvare

Il sindaco di Riccia Micaela Fanelli ha lanciato l’appello nel corso del convegno sul tema “L’epopea dei De Capua  e Riccia” al quale hanno partecipato anche Antonio Santoriello e gli architetti Franco Valente e Lello Spallone. Proprio Valente, con una “provocazione” ma non troppo, ha voluto etichettare Riccia come “la vice-capitale dell’Italia meridionale”. Va ricordato che la famiglia De Capua fece di Riccia la sede di riferimento della propria casata.

(La Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Riccia)

 

 

 

“Il nostro obiettivo – ha spiegato il sindaco Fanelli – è stato quello di accendere i riflettori sull’incuria della chiesa e su una fortissima richiesta alla Sovrintendenza per i Beni architettonici e Paesaggistici del Molise per un intervento urgente, poiché rischia davvero di essere danneggiata in maniera irreparabile”. Nell’occasione, Valente e Spallone hanno elaborato due relazioni molto dettagliate. Dunque l’amministrazione comunale, sulla spinta soprattutto del sindaco Fanelli e del consigliere Maurizio Moffa, ha inteso attivare la competenza di Franco Valente per riuscire a richiamare l’attenzione sullo stato della chiesa, visto che ripetutamente è stato scritto alla Sovrintendenza, e inseguito alle sollecitazioni è stato promesso, dopo alcuni incontri, che sarebbero stati effettuati degli interventi da inserire nel piano annuale di finanziamento, ma che poi tutto ciò non si è concretizzato. “La nostra – ha dichiarato Fanelli – si tratta di un’azione molto più visibile, più intensa, più di protesta che intendiamo fare come comunità riccese e come amministrazione comunale”. E qualche spiraglio, intanto, comincia a venire fuori. Si registra infatti un primo segnale positivo dalla Sovrintendenza, in quanto è arrivato un riconoscimento, di valenza culturale, dell’intero complesso del ‘Piano della Corte’. Nello specifico, l’amministrazione ha avanzato una richiesta per un riconoscimento dell’interesse culturale del Complesso Monumentale “Piano della Corte”, costituito dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie, dal Castello De Capua detto ‘Torre’, dall’edificio denominato “Magazzeni” e dall’annesso Ponte degli Schiavoni. Il riconoscimento, ora, è arrivato documentato con tanto di relazione della Soprintendenza direttamente dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il documento attesta che “il Complesso monumentale denominato ‘Piano della Corte’ presenta interesse storico e artistico particolarmente importante per le ragioni (indicate nella relazione storico-architettonica, ndr) che ben evidenziano le principali peculiarità artistiche e architettoniche del bene”. Tra l’altro, si aggiunge che la chiesa di Santa Maria delle Grazie è il monumento più significativo del ‘Piano della Corte’: fu voluta da Bartolomeo de Capua che la identificò come cappella funeraria sua e della sua famiglia, e che restaurò e ampliò nel 1500. Gli esperti, inoltre, ritengono che l’autore della facciata della chiesa sia un architetto molto qualificato e dalle “qualità magistrali”. Secondo il relatore Vignone, potrebbe trattarsi di Giovanni Donadio, forse il migliore architetto meridionale di quegli anni che tra le altre cose progettò il Palazzo de Capua, oggi Palazzo Marigliano, ma il linguaggio architettonico espresso e gli echi toscani che sentono numerosi nell’architettura hanno portato anche a ipotesi più ‘ardite’, rimandando alla figura di Francesco di Giorgio Martini la firma del progetto”.

 

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