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Tonino Perna risponde al Gip e respinge le accuse

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Tonino Perna risponde al Gip e respinge le accuse

E’ stato un interrogatorio fiume quello dell’ex re dell’alta moda italiana. Il cellulare della Polizia Penitenziaria è arrivato intorno alle quindici per entrare nel parcheggio posteriore del Tribunale di Isernia. Sceso affiancato da quattro agenti, Perna ha raggiunto il piano superiore del Tribunale dove ad attenderlo erano l’avvocato difensore Marco Franco, il Gip Roberta D’Onofrio, il Capo della Procura della Repubblica di Isernia Paolo Albano e il sostituto Mattei. Fuori dal palazzo di Giustizia, invece, i cronisti, i fotografi e i cameraman delle Tv, ansiosi di carpire qualche immagine della “caduta” del re. La lunga attesa è terminata dopo circa cinque ore quando, concluso l’interrogatorio di garanzia, l’avvocato Marco Franco ha annunciato che presenterà l’istanza al Riesame per ottenere la revoca della custodia cautelare. Franco ha dichiarato che Perna ha risposto alle domande del giudice D’Onofrio sostenendo l’assoluta legittimità delle operazioni finanziarie compiute in qualità di Presidente del Gruppo It Holding. “Tutte quelle contestate – ha precisato Franco – sono avvenute infragruppo”. Quindi il difensore dell’imprenditore ha contestato la necessità della custodia cautelare a due anni dall’inizio delle indagini, sostenendo l’assoluta infondatezza delle accuse. Davanti al Gip Perna ha risposto fornendo le proprie spiegazioni sulle operazioni finanziarie effettuate con la P.A. Investments, la cassaforte del gruppo It Holding, utilizzata, secondo l’accusa, per soddisfare le necessità finanziarie personali del Patron del Gruppo.

 

 

(Il Tribunale di Isernia)

 

 

Sulla famosa villa di Capri avrebbe dichiarato di averci rimesso un milione di euro l’anno di manutenzione e che per questa ragione era intenzionato a venderla. Ha negato operazioni per soddisfare i propri “bisogni” di milionario. Tutto è stato fatto, secondo Perna, nel solo interesse delle aziende e sotto il controllo della Consob. Insomma, dinanzi al gip D’Onofrio, al Procuratore Albano e al sostituto Mattei si è presentato un Tonino Perna combattivo, assolutamente determinato a disintegrare l’immagine emersa dall’indagine della Procura di Isernia, ovvero una sorta di furfante che si aumentava lo stipendio di un milione di euro mentre le aziende affondavano. “Tonino Perna non è il peggiore – dicono i suoi amici più stretti – Avrebbe potuto licenziare un bel po’ di gente quando il gruppo iniziava ad andare male. Non l’ha fatto. Ha scelto di andare avanti, anche rischiando, e ora paga per tutti”. E’ uscito dal Tribunale di Isernia per risalire sul cellulare della penitenziaria e tornare nella Casa circondariale di Ponte San Leonardo. Per la libertà deciderà il Riesame. Intanto le indagini vanno avanti.

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